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	<title>movoloco &#187; interviste</title>
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		<title>Barbara, l’ambizione della recitazione. La giovane molisana ammessa al Centro Sperimentale di cinematografia</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 17:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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“Mi voglio concentrare sui prossimi tre anni di studio per formarmi e confrontarmi”

Barbara Petti
CAMPOBASSO &#8211; Giovani talenti crescono. E sono tanti. Le individualità artistiche in Molise sono molte, e di spessore, ma la mancanza di opportunità per costruire un futuro nel campo della recitazione, sono esigue.
Come detto più volte, l’assenza di una scuola di teatro, [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><em>“Mi voglio concentrare sui prossimi tre anni di studio per formarmi e confrontarmi”</em></p>
</blockquote>
<div id="attachment_58602" class="wp-caption alignright" style="width: 399px"><img class="size-full wp-image-58602  " title="barbarapetti" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2012/01/barbarapetti5.jpg" alt="Barbara Petti" width="389" height="312" /><p class="wp-caption-text">Barbara Petti</p></div>
<p style="text-align: justify;">CAMPOBASSO &#8211; Giovani talenti crescono. E sono tanti. Le individualità artistiche in Molise sono molte, e di spessore, ma la mancanza di opportunità per costruire un futuro nel campo della recitazione, sono esigue.<br />
Come detto più volte, l’assenza di una scuola di teatro, nella quale sono contemplate tutte le figure di una compagnia teatrale e di un teatro, fa si che chi aspira a diventare attore o regista, emigra, lascia il Molise per iscriversi o tentare di essere ammesso a scuole come la “<em>Galante Garrone</em>” di Bologna, la “<em>Silvio D’Amico</em>” o il &#8220;<em>Centro Sperimentale di cinematografia</em>&#8221; in Roma.<br />
Il ‘grande salto’ in pochi riescono a farlo, molti restano nel limbo, ma altri diventano famosi come <em>Claudia Giannotti, Maurizio Santill</em>i, e altri di origine molisane come <em>Edoardo Siravo, Stefano Castellitto, Giulio Base</em>, ma solo per citarne alcuni. Altri come <em>Diego Florio, Giorgio Careccia, Antonio Rampino, Simone Vaio, Armando Pizzuti, Paola Cerimele</em>, seppure in grandi produzioni (con Tornatore, Castellitto, Brizzi), sono in attesa del ‘ruolo’ decisivo.<br />
Nel gruppo delle nuove leve, <strong>Barbara Petti</strong>, da anni alla corte di <strong>Stefano Sabelli</strong>, è stata ammessa al triennio 2012/2014 del Centro Sperimentale  di Cinematografia nelle sezione ‘recitazione donne’ con altre 8 allieve. La incontriamo per farci raccontare com’è andata.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 296px"><img class="  " src="https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/378004_2658875028478_1153973141_32404312_730450098_n.jpg" alt="Barbara Petti in Sogno di mezza estate" width="286" height="432" /><p class="wp-caption-text">Barbara Petti in &quot;Sogno di mezza estate&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come nasce la passione per il teatro?</strong><br />
“Nasce sei anni fa, al liceo, grazie all’incontro con un autrice con cui dovetti recitare dei passi del suo libro e dopo l’incontro, un professore si avvicinò a me e mi disse di averlo fatto emozionare e capì che avevo la necessità di recitare  e ho trovato nel teatro del Loto il giardino in cui poter coltivare questa mia passione”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
<strong> Secondo te il Molise avrebbe bisogno di una scuola di cinema e teatro?</strong><br />
“In molise c’è la SPAS scuola propedeutica di arti sceniche presso il teatro del loto ,fondata e diretta da Stefano Sabelli, in cui io ho studiato (e dove continuo a portare spettacoli teatrali )e dove con me giovani talenti molisani che stanno continuando a coltivare la loro passione. Ciò che manca è un riconoscimento da parte delle istituzioni che non investono in officine di cultura in Molise”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
<strong> L’esperienza al teatro del Loto quanto ti è servita?</strong><br />
“Tantissimo , è stata la mia formazione che ho avuto da insegnanti validissimi e professionisti del nostro territorio molisano”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
<strong> Hai preso parte ad Alfredo4, collettivo trasversale fuori dagli schemi.</strong><br />
“Nel collettivo alfredo4 mi sono divertita tantissimo oltre a condividere palco e follia”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
<strong> Che rapporto hai con i colleghi molisani, pesa più la stima o la rivalità?</strong><br />
“La rivalità per quanto mi riguarda non l’avverto, c’è tanta stima, sia nei confronti degli attori molisani già formatosi dieci anni fa da cui ho catturato tanto, e sia nei confronti dei giovani talenti della mia generazione, siamo un bel gruppo affiatato e stiamo lavorando bene insieme , portando spettacoli anche fuori regione”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
<strong> Come sei riuscita ad essre ammessa al Centro Sperimentale?</strong><br />
“Ho fatto un provino a settembre, non era la prima volta, ma non ho mai abbandonato l’idea di ritentarci. Quando mi hanno richiamata a Roma ero in Spagna in Erasmus, sono tornata ho fatto tre settimane di propedeutico e a fine dicembre ho saputo di essere stata ammessa. Credo che la caratteristica fondamentale sia l’umiltà e mettere sempre sangue e cuore in ciò che si sente”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
<strong> Quali sono le aspettative ora?</strong><br />
“Di concentrarmi sui prossimi tre anni di scuola e confrontarmi con nuovi insegnanti e prendere tutto ciò che possa arricchirmi”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
<strong> La frase di sempre?</strong><br />
“Alfredo 4 è un buon rimedio per la positività”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
<strong> Quanto ti pesa dover lasciare il Molise?</strong><br />
“Poco”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
<strong> Chi è stata la persona più contenta della tua ammissione al CSC?</strong><br />
“La mia mamma”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">.</span></span></p>
<p>di Charles N. Papa</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.movoloco.it%2F2012%2F01%2F05%2Fbarbara-l%25e2%2580%2599ambizione-della-recitazione-la-giovane-molisana-ammessa-al-centro-sperimentale-di-cinematografia%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0″ allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:60px"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>CONTAMINAZIONE DELLE ARTI</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 16:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Antonio D'Attellis]]></category>
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		<description><![CDATA[Flavio Brunetti e Antonio D&#8217;Attellis all&#8217;interno della mostra di fotografia e pittura &#8220;l&#8217;Essere che non è&#8221; mercoledì 21 dicembre incontreranno il pubblico sul tema CONTAMINAZIONE DELLE ARTI.
Parteciperanno poeti, scrittori e artisti. Presiederà il critico d&#8217;arte A. Picariello.
Flavio Brunetti con la sua chitarra racconterà come tra fotografia, poesia e canzoni non ci sia nessun muro ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Flavio Brunetti e Antonio D&#8217;Attellis</strong> all&#8217;interno della mostra di fotografia e pittura &#8220;l&#8217;Essere che non è&#8221; mercoledì 21 dicembre incontreranno il pubblico sul tema CONTAMINAZIONE DELLE ARTI.<br />
Parteciperanno poeti, scrittori e artisti. Presiederà il critico d&#8217;arte A. Picariello.<br />
Flavio Brunetti con la sua chitarra racconterà come tra fotografia, poesia e canzoni non ci sia nessun muro ma una sola anima.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>A pochi giorni dall&#8217;inaugurazione della sua mostra d&#8217;arte, ci spiega com&#8217;è nata l&#8217;idea di questo lavoro a &#8220;due mani&#8221; con Antonio D&#8217;Attellis, altro grande artista molisano?</strong></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 442px"><img src="https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/395047_2263757485392_1592154374_31626431_449758545_n.jpg" alt="" width="432" height="432" /><p class="wp-caption-text">BRUNETTI-D&#39;ATTELLIS • L&#39;Essere che non è</p></div>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify; ">Era il 1974, quando incontrai Antonio D’Attellis. Fu ad una mostra collettiva di artisti che si teneva a Campobasso. Io, da due anni mi ero messo a fare il fotoreporter per i movimenti nati dal “68”, e  a Campobasso tornavo per stampare i miei reportage nella camera oscura che avevo attrezzato nella casa di mia madre.<br />
All&#8217;epoca vivevo a Napoli e stavo organizzando una mostra sul tema della casa, contattando i più grandi fotografi napoletani perché esponessero in quella mostra le loro testimonianze fotografiche. Luciano D&#8217;Alessandro fu molto felice di darmi venti suoi scatti sul manicomio di Nocera Inferiore, il cui reportage era anche divenuto un libro.<br />
Quando andai a visitare la collettiva di Campobasso vidi che Antonio esponeva delle sue opere che erano una composizione, in un bianco e nero fatto di tanti colori, paradisiaca e infernale composta dalle immagini delle foto di D&#8217;Alessandro. Allora gli chiesi:<br />
- Ma questo lavoro te lo hanno ispirato le foto di Luciano D&#8217;Alessandro?<br />
- Sì &#8211; mi rispose senza turbarsi e senza mostrare nemmeno un minimo gesto di stizza, come avrebbe potuto fare qualsiasi altro pittore e spiegò – sono in contatto con Basaglia, Trieste, sai lotta per la chiusura dei manicomi…<br />
- Io ho con me proprio le foto di queste scene che tu hai composto – gli dissi<br />
- Veramente? &#8211; mi chiese<br />
- Sì &#8211; confermai ed aggiunsi &#8211; me le ha date lui personalmente, Luciano D’Alessandro<br />
- Le porti qua? &#8211; mi pregò &#8211; così le esponiamo insieme alle mie opere?<br />
E così fu che espose le foto di Luciano accanto alle sue opere, una delle quali fu del museo d’arte moderna di Livorno. In questa maniera cominciò la nostra amicizia. Poi lui visse a Milano, continuò a lavorare, instancabile, ed io vissi tra Napoli e Campobasso, ma ci siamo sempre incontrati e  L&#8217;uno accettava, in tutti questi anni, le cose dell&#8217;altro. Un giorno, lui ed io, partimmo per andare a Pompei a fotografare l&#8217;arte pittorica dei Romani. Fu un giorno bellissimo. Riuscimmo a visitare e fotografare i luoghi e gli affreschi più belli. E, tra noi due, parlare, parlare, parlare.<br />
La mostra che proponiamo non è &#8220;un&#8217;idea&#8221; è parte delle nostre vite. Almeno per me, ma credo anche per Antonio.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>La mostra è titolata &#8220;L&#8217;Essere che non è&#8221;, un input dal sapore filosofico. Che vuol dire per lei &#8220;L&#8217;essere che non è&#8221;?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify; ">L&#8217;Essere che non è, sono i Senegalesi di Firenze ammazzati accanto alle loro bancarelle di stracci come cani indifesi. Sono i mendicanti, i vecchi che non hanno diritto di vivere. Sono i bambini di Bucarest raccolti da Miloud, il grande clown francese, dalle fogne dove vivevano e portati sulle scene dei teatri e dei circhi. L&#8217;Essere che non è sono i poliziotti costretti a caricare i loro studenti. Sono i detenuti e sono gli annegati degli sbarchi. E, senza saperlo, Antonio D&#8217;Attellis, nelle sue opere pittoriche, ed io, nelle mie fotografie, raccontavamo la stessa cosa: L&#8217;Essere che non è.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>La mostra sarà un evento di cultura a 360 gradi unendo all&#8217;arte, la letteratura, la poesia, la musica. Qual&#8217;è il suo concetto personale di arte e cultura?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify; ">Così scriveva    Emily Dickinson, la dolcissima poetessa americana (1830 &#8211; 1886). Ecco, questo, per me, è il ruolo dell&#8217;arte, della poesia, della musica: scoprire e cantare l&#8217;evento eccezionale sulla soglia di casa, tra le cose più semplici, più vicine, e far esclamare gli altri: &#8211; &#8220;Ma lo sapevo pure io!&#8221; La cultura è proprio questo: deve farci elevare per elevare gli altri. Solo una società colta può essere una società democratica. Una nazione incolta, come, negli ultimi tempi, è divenuta l&#8217;Italia, è una società ingiusta.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Qual&#8217;è il messaggio e l&#8217;essenza che vuol trasmettere attraverso le sue opere, in questa mostra?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify; ">Con le mie fotografie ho voluto sempre raccontare la fragiltà dell&#8217;essere umano. E ho fotografato le scuole &#8211; baracche del Molise dopo il terremoto del 2002, le carceri di Sofri e dei detenuti di Larino, il terremoto dell&#8217;Aquila, le grandi manifestazioni operaie e studentesche. Gi operai di Pomigliano D&#8217;Arco e gli immigrati, gli emarginati, i Tunisini salvi dalla furia del mare, i bambini, che sono gli esclusi per eccellenza e che non hanno mai la parola e il potere di farsi sentire. I mendicanti, i vecchi, la solitudine. Tutte le cose che ci fanno sentire, tutti noi, uomini piccoli e fragili … come d’autunno / sugli alberi / le foglie …e che dovrebbero farci comprendere come sia più giusto essere giusti.</p>
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		<title>Spidalieri pubblica il seguito di “Penelope”</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 17:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Spidalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[di Charles N. Papa
Raffaele Spidalieri &#38; Band
SIENA &#8211; A due anni da “Penelope”, Raffaele Spidalieri, cantautore molisano da anni a Siena, pubblica il nuovo singolo “Sono qua (in un bolero)”. La vena creativa, la postura vocale, l’approccio cantautorale, restano punti fermi nella crescita artistica di Spidalieri, coadiuvato come sempre dalla sua band, punto fondamentale delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">di <strong>Charles N. Papa</strong></span></p>
<div id="attachment_54889" class="wp-caption alignright" style="width: 464px"><img class="size-full wp-image-54889 " title="raffaelespidalieri" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/raffaelespidalieri.jpg" alt="Raffaele Spidalieri &amp; Band" width="454" height="302" /><p class="wp-caption-text">Raffaele Spidalieri &amp; Band</p></div>
<p style="text-align: justify;">SIENA &#8211; A due anni da “<strong>Penelope</strong>”, <strong>Raffaele Spidalieri</strong>, cantautore molisano da anni a Siena, pubblica il nuovo singolo “<strong><em>Sono qua (in un bolero)</em>”</strong>. La vena creativa, la postura vocale, l’approccio cantautorale, restano punti fermi nella crescita artistica di Spidalieri, coadiuvato come sempre dalla sua band, punto fondamentale delle sue produzioni. Questo brano, che anticipa il nuovo album, si posiziona tra quelle che non strizzano l’occhio alle chart, ma che invece, si rivolgono ad un pubblico sicuramente più attento e meno facile al richiamo delle sirene mediatiche. Spidalieri si conferma ancora una volta, come un cantautore elegante, raffinato, attento alle parole e ai suoni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Due anni fa è uscito &#8220;Penelope&#8221;, che cosa è successo sino ad oggi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Nulla di particolarmente importante. O una marea di cose. A seconda da come guardi le cose (concetto che si può estendere a tutta la vita come filosofia esistenziale). Non sono diventato una star ma mi sono tolto qualche piccola grande soddisfazione. Senza avere apparati discografici tradizionali ho suonato un pò in giro (e riempire qualche teatro è una bellissima soddisfazione soprattutto se non ti conoscono di persona) raccogliendo ottimi consensi, sono stato invitato a suonare a Casa Sanremo, al MEI, il disco è stato in rotazione in Canada, Sud Africa e Nuova Zeland. Qualche giornalista ha parlato bene di me… insomma non mi lamento, anche se poteva succedere qualcosa di più ( o di meno)”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei sicuramente nell&#8217;area del cantautorato più colto, un crooner del duemila, quale l&#8217;evoluzione dopo la tribute band a De Andrè?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Evoluzione artistica notevolmente importante. Sai è molto facile cantare canzoni di De Andrè, comunque e dovunque era sempre un successo. Stare davanti ad una platea che non sa quello che racconterai e proporgli canzoni sconosciute è molto più difficile. Però ho la fortuna di avere una band che riesce a capire al volo quello che succederà un attimo dopo. Pensa che spesso e volentieri neanche proviamo,  proprio per non toglierci quella piacevolissima “insicurezza” dell’improvvisazion, tra di noi c’è un feeling assoluto. Ed è assolutamente divertente stare insieme sul palco”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma sei un cantautore o &#8217;siete&#8217; una band?<em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>“</em></strong><em>Ritornando alla domanda precedente è un pò come il connubio che si formò tra De Andrè e la PFM. Ma resto un cantautore. Con la stessa meravigliosa band di supporto”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come nasce questo nuovo singolo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Al volo. Scritta di getto la musica, ci ho cantato sopra il testo senza averlo scritto. Una cosa che non mi era mai successa. Ho cambiato solo due parole quando l’ho trascritta in un secondo momento. Una sorta di liberazione. Ho provato esattamente quello che descriveva Vasco in Una canzone per te”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il modo di comporre dipende dagli affetti e dalla famiglia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Non lo so. Negli ultimi due anni non ho avuto molto tempo per scrivere o per dedicarmi seriamente alla musica. Credo che tutto influenzi il modo di scrivere. Quello che senti, quello che vedi, quello che vivi, quello che ti racconta la gente”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lucca festival, casa Sanremo, dove torneresti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Lucca. Suonare in quel contesto è una cosa che ti capita una volta sola nella vita. Meraviglioso. Prima di salire sul palco guardavo le gigantografie degli artisti che si erano esibiti su quel palco. Sting, Elton John, Ray Charles, Oasis, David Bowie, Peter Gabriel e potrei continuare con altri 30-40 nomi di questo calibro. Un attimo prima di iniziare mi sono chiesto: Ma che ci faccio qui? Fortuna che è partita la batteria immediatamente dopo  altrimenti mi sarebbe montata l’ansia, che per un neuromusicista non va bene “.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando sarà pronto il nuovo disco? Cosa conterrà del precedente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Credo tra febbraio e marzo. Del precedente non conterrà nulla. Tutto diverso ma un pò più omogeneo come stile. Sto cercando di fare un disco sporco, graffiante, senza troppi fronzoli elettronici. Ma poi quando stai registrando vengono fuori sempre nuove idee. Per cui so da dove parto ma non so dove andrò a finire. Spero solo che alla fine sia bello ed interessante. Io, dalla mia parte, ci metto l’anima”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Manchi da Campobasso da anni, quale rapporto, oltre alla tua famiglia hai con il Molise?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Amore e odio, come la più classica delle storie d’amore. Mi piace tornare, starci un pò di tempo, rivedere vecchi amici con i quali i rapporti sono sempre vivi nonostante la lontananza; una sera d’estate ho incontrato per caso persone che non vedevo da quasi vent’anni, meraviglioso sentire un affetto sincero immutato nel corso degli anni. Poi ora c’è la tecnologia che ci rende meno lontani e ci fa ritrovare. Poi mi piace perdermi nei colori della terra. E come tutte le volte mi incazzo vedendo quali immense potenzialità abbia questa terra e come male vengano gestite. Credo che non ce la farei a viverci senza avere una colica di fegato ogni 3 giorni. E tutto questo mi addolora profondamente”.</em></p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.movoloco.it%2F2011%2F12%2F14%2Fspidalieri-pubblica-il-seguito-di-penelope%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0″ allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:60px"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Giacinto Occhionero</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 15:17:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Giacinto Occhionero]]></category>
		<category><![CDATA[maria pasquale]]></category>

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		<description><![CDATA[Giacinto Occhionero

&#8220;Esistono solo tre esseri rispettabili:
il prete, il guerriero, il poeta. 
Sapere, uccidere e creare&#8221;
(Baudelaire)

&#8230;
 
di Maria Pasquale
Una frase, celebre o no, che ti identifica? 
Non ho una fase che mi identifica ma, proprio in questo momento, aprendo il dizionario delle citazioni a caso, secondo un approccio dadaista, leggo:
&#8220;Esistono solo tre esseri rispettabili: il prete, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 388px"><img class="  " title="Giacinto Occhionero" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/giacinto_occhionero1.jpg" alt="" width="378" height="252" /><p class="wp-caption-text">Giacinto Occhionero</p></div>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>&#8220;Esistono solo tre esseri rispettabili:</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>il prete, il guerriero, il poeta. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sapere, uccidere e creare&#8221;</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>(Baudelaire)</em></strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;"><strong>di Maria Pasquale</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una frase, celebre o no, che ti identifica? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non ho una fase che mi identifica ma, proprio in questo momento, aprendo il dizionario delle citazioni a caso, secondo <em>un approccio dadaista, </em>leggo:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Esistono solo tre esseri rispettabili: il prete, il guerriero, il poeta. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sapere, uccidere e creare&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;">(Ch. Baudelaire).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span><br />
<strong>Ci racconteresti come è nato il tuo lavoro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho sempre<em> disegnato fin da</em> quando ero<em> bambino</em> ed ho continuato <em>sviluppando il mio coinvolgimento attraverso un percorso</em> impegnato che mi ha portato fin qui.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/14/intervista-a-giacinto-occhionero/wright-or-wrong_w/' title='Wright or Wrong_Giacinto Occhionero'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/Wright-or-Wrong_w-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Wright or Wrong" title="Wright or Wrong_Giacinto Occhionero" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/14/intervista-a-giacinto-occhionero/il-giardino-delle-malizie_w/' title='Il giardino delle malizie_Giacinto Occhionero'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-giardino-delle-malizie_w-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il giardino delle malizie" title="Il giardino delle malizie_Giacinto Occhionero" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/14/intervista-a-giacinto-occhionero/atavic_w/' title='atavic_Giacinto Occhionero'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/atavic_w-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Atavic" title="atavic_Giacinto Occhionero" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/14/intervista-a-giacinto-occhionero/11-maggio_w/' title='11 maggio_Giacinto Occhionero'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/11-maggio_w-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="11 maggio" title="11 maggio_Giacinto Occhionero" /></a>
</p>
<p></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto pensi che la tua quotidianità coincide con la vita artistica? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel bene e nel male la nostra vita ha a che fare con questo lavoro, nel senso che tutti i lavori sono più o meno autobiografici.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo <em>la quotidianità con tutti i suoi stimoli e limiti incide ma non determina il carattere aureo dell&#8217;Opera</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è la tecnica che preferisci? Puoi illustrarcela?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La mia ovviamente</em>. Illustrarla è un pò difficile non saprei dove iniziare…</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel tuo percorso ti sei ispirato ad altri artisti o correnti?</strong><br />
L&#8217;Arte è conoscenza quindi tutto quello che è storia.</p>
<p style="text-align: justify;">È utile e stimolante.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente da pittore <em>guardo con più attenzione la pittura che i new media</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span><br />
Quale la reazione che vorresti generare con le ture opere? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Basta che genero reazioni non importa quali, <em>sempre meglio dell&#8217;indifferenza</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span><br />
<strong>Ogni singola opera ha un messaggio a sé oppure è un tassello di un messaggio più vasto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni singola opera è sempre un tassello</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span><br />
<strong>Quale messaggio c’è dietro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">I messaggi nella contemporaneità non sono mai univoci.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span><br />
<strong>Qual è il lavoro, o la mostra, di cui vai più fiero e che ti ha entusiasmato di più?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente quella a New York.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span><br />
<strong>Hai degli idoli per la tua creatività? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">No</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A chi volesse seguire il tuo percorso quali sono le linee guida che suggeriresti? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se sei un artista non devi interessarti del parere degli altri, ti ammaleresti subito.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna essere determinati in quello che si fa.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Viene sempre prima la soddisfazione personale è come una “sega fatta bene”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span><br />
<strong>Ci sono artisti italiani, o internazionali, con i quali ti piacerebbe collaborare?</strong><br />
Non saprei chi scegliere</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Molise e Campobasso. Secondo te, quali i limiti e le possibili prospettive?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non vedo grandi prospettive.</p>
<p style="text-align: justify;">È <em>l&#8217;unica regione in Italia a non avere una galleria d’Arte Contemporanea</em>, a fare attività di mercato.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span><br />
<strong>Se guardi fuori dall’Italia, quali sono le differenze che noti tra la nostra realtà artistica e quella internazionale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;Italia inizia a faticare sulle vetrine internazionali </em>naturalmente <em>per mentalità e cultura </em>nostra<em> radicata negli anni, clientelismo, pressapochismo, gregarismo, nepotismo, qualunquismo</em> ect&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span><br />
<strong>Infine, per il futuro, quali sono i tuoi progetti in cantiere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Top secret</em></p>
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		<title>Intervista a Michele Mariano</title>
		<link>http://www.movoloco.it/2011/12/09/intervista-a-michele-mariano/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 18:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[maria pasquale]]></category>
		<category><![CDATA[michele mariano]]></category>

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		<description><![CDATA[
 

 

 


“Quella condizione dell’eroe la cui tragedia
non dipende da un’azione compiuta
ma da un’azione da compiere”


                




&#8230; 
&#8230;
di Maria Pasquale
Una frase, celebre o no, che ti identifica?&#8230;
Più che una frase ciò che mi identifica è una “condizione”, l’amletizzazione dell’eroe.
Cioè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-53856 alignright" style="margin: 5px; border: 1px solid black;" title="Trigger - Michele Mariano" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/DSC06049-300x225.jpg" alt="Trigger: http://www.trigger.es" width="300" height="225" /></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
</blockquote>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;"><strong><em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">“Quella condizione dell’eroe la cui tragedia</p>
<p style="text-align: left;">non dipende da un’azione compiuta</p>
<p style="text-align: left;"><em><strong><em>ma da un’azione da compiere”</em></strong></em></p>
<p style="text-align: left;">
</blockquote>
<p></em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><em><em><strong><em><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span> </em></strong></em></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;"><span><span><strong>di Maria Pasquale</strong></span></span></span></p>
<p><strong>Una frase, celebre o no, che ti identifica?</strong><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Più che una frase ciò che mi identifica è una “condizione”, l’amletizzazione dell’eroe.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Cioè quella <em>condizione dell’eroe</em> <em>la cui tragedia</em> non <em>dipende</em> da un’azione compiuta ma <em>da un’azione da compiere</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci racconteresti come è nato il tuo lavoro?</strong></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Non so se sia mai nato, però posso individuarne l’origine.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Erano gli inizi degli <em>anni ‘90</em>, e si doveva decidere come svecchiare il sistema dell’arte.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>Ci apparvero due strade percorribili, una era quella della provocazione, dell’ironia, della “presa per il culo”; l’altra quella dell’autonomia nell’autodeterminazione dell’artista</em>.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Parlo al plurale perché <em>nella Bologna di quegli anni passava il cambiamento</em>, ci si conosceva tutti e questa ricerca era comune a tutti.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Avevo lo studio insieme ad artisti poi diventati noti, e tra di essi passava occasionalmente anche Maurizio Cattelan, che non avendo soldi nel nostro studio si appoggiava, la frequentazione mi portò ad essere il suo fornitore ufficiale di idee.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Idee che io non avrei messo in pratica perché ero profondamente dibattuto tra le due strade allora percorribili.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto pensi che la tua quotidianità coincide con la vita artistica?</strong></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Più che la mia quotidianità è <em>il tempo</em> che<em> va preso come parametro</em>.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Artisticamente mi occupo del tempo non occupato artisticamente da Duchamp, tanto per fare un esempio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è la tecnica che preferisci? Puoi illustrarcela?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Non ho tecniche, <em>credo che l’arte, qualora fosse al servizio dell’umanità, ha il compito di elevarne il pensiero</em>.<em> </em></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>Non ho tecniche perché non realizzo oggetti,… che tanto servono al divertimento del pubblico</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel tuo percorso ti sei ispirato ad altri artisti o correnti?</strong></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">No mai, la mia ricerca (ricerca da <em>EROE</em>) si lega a ricerche iniziate secoli fa è purtroppo interrotte negli anni ‘70 &#8211; ‘80. <em>Pensando all’arte come storia del percorso evolutivo del pensiero umano, in quegli anni, si arrivò al 5° livello, la mia ricerca è superare il 5° livello</em>.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Nessuno lo fa nessuno vuole farlo e chi lo fa è solo, perché anche il sistema dell’arte come gli artisti, più corretto chiamarli <em>creativi,  preferiscono lavorare nel più accomodante, rassicurante e deresponsabilizzato 1° livello</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale la reazione che vorresti generare con le ture opere?</strong></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Ciò che accade ai miei incontri con il pubblico è una<em> condivisione di uno stato</em>, non cerco di distrarre il pubblico con un’immagine, dipinto, scultura, video rassicurante con la conseguente (più o meno) giustificazione. <em>Il mio compito è proporre dubbi e condividerli</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ogni singola opera ha un messaggio a sé oppure è un tassello di un messaggio più vasto?</strong></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">E’ un percorso che nasce da una domanda: <em>l’opera d’arte deve necessariamente essere contemporanea</em> (intesa come simultaneità) <em>all’autore</em>?</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Io penso di no e quindi <em>“differisco” la realizzazione dell’opera</em>(oggetto) il più <em>lontano</em> possibile <em>da me</em>, spostandola addirittura nel postumo, <em>oltre la mia morte</em>.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Tutti i miei lavori esprimono diversi differimenti temporali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignright" style="width: 430px"><img class="     " title="E’ ORA DI FINIRE IL TEMPO – MICHELE MARIANO" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/Autumn_contamination134.jpg" alt="E’ ORA DI FINIRE IL TEMPO – MICHELE MARIANO" width="420" height="280" /><p class="wp-caption-text">E’ ORA DI FINIRE IL TEMPO – MICHELE MARIANO</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale messaggio c’è dietro?</strong></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Quello di <em>liberare il tempo</em>.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Se si differisce la realizzazione dell’opera d’arte nel tempo, la domanda spontanea è, cosa si fa nel frattempo?</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Non ho ricette o consigli, ma penso che sia necessario, per adesso rendere libero e non occupato questo tempo.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Uno sciopero nella produzione di opere, perché la produzione delle opere d’arte è diventata come la produzione di tutti gli altri oggetti, inutili ed eticamente scorretti.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Lo scopo della produzione di opere, a questo punto è semplicemente continuare a giocare anche nel più smaccato nichilismo, così come accade in una fabbrica quando si assumono operai per produrre qualcosa e, successivamente, si cerca qualcosa da produrre per non licenziare gli operai. Non importa cosa e quale oggetto produrre, <em>l’imperativo è produrre</em>.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>Ne consegue che</em> operai occupati <em>producono oggetti eticamente scorretti, inutili e inquinanti</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è il lavoro, o la mostra, di cui vai più fiero e che ti ha entusiasmato di più?</strong></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Nessuno. Però quello più conosciuto e complesso è <em>Collage Project</em>, la ricostruzione di uno scheletro umano con le ossa di diverse persone.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Molise e Campobasso. Secondo te, quali i  limiti e le possibili prospettive?</strong></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Il Molise lo vedo, da quando lo frequento, come <em>ottimo luogo di produzione artistica</em> e non come territorio di presentazione di produzioni artistiche.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Penso ai <em>piccoli paesi</em> <em>ognuno</em> dei quali <em>potrebbe mettere in piedi progetti di ricerca innovativi</em> e attraverso residenze ed altre forme di collaborazione, diventare crocevia nel dibattito culturale internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se guardi fuori dall’Italia, quali sono le differenze che noti tra la nostra realtà artistica e quella internazionale?</strong></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Nessuna, tutti cercano di non affrontare il problema, si continua in una pratica nichilistica, senza voler <em>guardare in faccia la realtà, </em>cioè<em> la fine</em>.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Una fine che a tutti i livelli pervade il mondo…finalmente!!.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Secondo me <em>stiamo vivendo uno dei periodi più belli e interessanti</em>, quello del cambiamento, siamo nell’infimo inizio.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>L’infimo è l’impercettibile inizio del movimento del principio opposto e contrario all’egemonia del principio che ha raggiunto la sua massima espansione</em>.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Pochi vedono questo impercettibile movimento, questo segno visibile di ciò che è fausto.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>L’uomo di valore non appena vede l’infimo passa all’azione, senza attendere la fine della giornata</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888; text-align: justify;"><strong>intervista di Maria Pasquale</strong></span></p>

<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/09/intervista-a-michele-mariano/killer-wanted/' title='killer-wanted Michele Mariano'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/killer-wanted--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Me Myself I : http://www.vissidarte.es" title="killer-wanted Michele Mariano" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/09/intervista-a-michele-mariano/human-1-copia-1/' title='CollageProject - Michele Mariano'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/human-1-copia-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="CollageProject: http://www.collageproject.eu" title="CollageProject - Michele Mariano" /></a>
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<blockquote><p>info: http://www.michelemariano.eu<br />
<strong> Trigger</strong>: http://www.trigger.es<br />
<strong> Me Myself I</strong> : http://www.vissidarte.es<br />
<strong> Crash</strong>: http://www.crash1.es<br />
<strong> CollageProject</strong>: http://www.collageproject.eu</p></blockquote>
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		<title>Intervista a Barbara Esposito</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 22:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

 
Barbara Esposito
 

“Tu vivi di superfici. Quando sembri profondo è perché ne incastri molte, e combini l’apparenza di un solido – un solido che se fosse solido non potrebbe stare in piedi (…) &#8211; quello che gli altri chiamano profondità è solo un tesseract, un cubo tetradimensionale. Entri da un lato esci dall’altro, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_53024" class="wp-caption alignright" style="width: 416px"><img class="size-full wp-image-53024    " title="Still_in_action_(APBE)" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/11Still_in_action_APBEw1.jpg" alt="Still_in_action_(APBE)" width="406" height="228" /><p class="wp-caption-text">Barbara Esposito</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<blockquote>
<p align="center"><strong><em>“Tu vivi di superfici. Quando sembri profondo è perché ne incastri molte, e combini l’apparenza di un solido – un solido che se fosse solido non potrebbe stare in piedi (…) &#8211; quello che gli altri chiamano profondità è solo un tesseract, un cubo tetradimensionale. Entri da un lato esci dall’altro, e ti trovi in un universo che non può coesitere col tuo”</em></strong></p>
<p align="center"><em>(Umberto Eco,</em><em> Il pendolo di Foucault)</em></p>
</blockquote>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;">di <strong>Maria Pasquale</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una frase, celebre o no, che ti identifica?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Ci sono frasi che mettono a fuoco alcune parti della mia identità.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Si tratta di citazioni prese da libri, battute di film, testi poetici o musicali.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">In passato <em>avevo l’abitudine di trascrivere qualsiasi frase colpisse la mia attenzione</em> e nel tempo, quando i supporti finivano, ricominciavo a trascrivere tutto daccapo accumulando una grande quantità di scritti.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Questa pratica, nata per far fronte ad una mia presunta mancanza di memoria, ha finito per rafforzare alcune capacità legate all&#8217;osservazione/percezione e all’interiorizzazione dei dati, fino a diventare un metodo di studio e ricerca.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em>Attualmente</em>, tra la mancanza di tempo e l’esigenza di essenzialità, <em>alla trascrizione diretta di un testo preferisco l’elaborazione di elenchi, di schemi, la raccolta di segni</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Una frase che finora ha rappresentato non tanto la mia identità artistica, quanto il senso del mio lavoro, è certamente quella di Umberto Eco – “<em>Il pendolo di Foucault”</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>

<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/05/intervista-a-barbara-esposito/1wunderkammer_seriew/' title='wunderkammer_serie'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/1wunderkammer_seriew-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Wunderkammer, Serie di combinazioni potenzialmente infinite, sequenze, grafite su carta e collage impossibile, 6 moduli (9x9 cm), 2008" title="wunderkammer_serie" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/05/intervista-a-barbara-esposito/2wunderkammer_museolaboratorio_vistaw/' title='wunderkammer_museolaboratorio_vista'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/2wunderkammer_museolaboratorio_vistaw-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Wunderkammer, Installazione presso Museolaboratorio Ex Manifattura tabacchi - Pescara, 7 moduli (9x9 cm) incorniciati con doppio vetro (24x24 cm), GODART, 2009" title="wunderkammer_museolaboratorio_vista" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/05/intervista-a-barbara-esposito/11still_in_action_apbew-2/' title='Still_in_action_(APBE)'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/11Still_in_action_APBEw1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Still in Action di Barbara Esposito e Annika Pannitto, Still ad video, 2&#039;45&#039;&#039;, GEMINE MUSE, 2009" title="Still_in_action_(APBE)" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/05/intervista-a-barbara-esposito/12objets_lea/' title='Objets_(LE)'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/12Objets_LEa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Objets di Barbara Esposito e CInzia Laurelli, fotografia di Sara D&#039;Uva, Installazione, polaroid - carta da lucido, Io Project - Isernia, 2009" title="Objets_(LE)" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/05/intervista-a-barbara-esposito/6volume100409_partw/' title='VOLUME100409_part'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/6VOLUME100409_partw-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="VOLUME 170409, Installazione presso Galleria Limiti Inchiusi - Campobasso,  grafite e collage impossibile su cartonicino mattato, serie di 6 moduli (60x60 cm), NUMERALE, 2009" title="VOLUME100409_part" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/05/intervista-a-barbara-esposito/4volume_vistaw/' title='VOLUME_vista'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/4VOLUME_vistaw-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="VOLUME 280309, Installazione presso Galleria Limiti Inchiusi - Campobasso, grafite e collage su depron, misure ambientali, We Are Real, 2009" title="VOLUME_vista" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/05/intervista-a-barbara-esposito/5volume100409_vistaw/' title='VOLUME100409_vista'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/5VOLUME100409_vistaw-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="VOLUME 170409, Installazione presso Galleria Limiti Inchiusi - Campobasso,  grafite e collage impossibile su cartonicino mattato, serie di 6 moduli (60x60 cm), NUMERALE, 2009" title="VOLUME100409_vista" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/05/intervista-a-barbara-esposito/3volume2010_frontalew/' title='VOLUME2010_frontale'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/3VOLUME2010_frontalew-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="VOLUME 170410, Installazione presso Museolaboratorio Ex Manifattura tabacchi - Pescara, grafite e collage su depron, misure ambientali, GODART, 2010" title="VOLUME2010_frontale" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/05/intervista-a-barbara-esposito/8dimensioniambientali_particolari_beffw/' title='Dimensioniambientali_particolari_(BEFF)'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/8Dimensioniambientali_particolari_BEFFw-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Dimensioni ambientali di Barbara Esposito e Franco Fiorillo, Installazione site-specific presso Museolaboratorio Ex Manifattura tabacchi, 2010" title="Dimensioniambientali_particolari_(BEFF)" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/05/intervista-a-barbara-esposito/7dimensioni_ambientali_beffa/' title='Dimensioni_ambientali_(BEFF)'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/7Dimensioni_ambientali_BEFFa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Dimensioni ambientali di Barbara Esposito e Franco Fiorillo, Installazione site-specific presso Museolaboratorio Ex Manifattura tabacchi, 2010" title="Dimensioni_ambientali_(BEFF)" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/05/intervista-a-barbara-esposito/10collettore_partw/' title='Collettore_part'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/10Collettore_partw-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Collettore, Installazione presso Galleria Civica di Arte Contemporanea - Termoli, collage - stampa fotografica montata su cartoncino mattato, 3 moduli (100x33 cm),  Imago - Premio Termoli, 2011" title="Collettore_part" /></a>
<a href='http://www.movoloco.it/2011/12/05/intervista-a-barbara-esposito/9collettore_2011_montatolfiw/' title='Collettore_2011_montato(lfi)'><img width="150" height="150" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/12/9Collettore_2011_montatolfiw-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Collettore, Installazione presso Palazzo Lucarini Contemporary, collage - stampa fotografica su forex rivestito con cartoncino mattato, 8 moduli abbinati (24x24 cm), Premiata Officina Trevana, 2011" title="Collettore_2011_montato(lfi)" /></a>

<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p><strong>Ci racconteresti come è nato il tuo lavoro?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Il mio lavoro è nato dall’interesse per lo spazio e le relazioni possibili con il fruitore.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">L’idea di cogliere le potenzialità di questo rapporto mi ha portata a considerarne gli aspetti ambigui e non immediatamente percettibili.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Ho sperimentato una serie di approcci che vanno dall’analisi architettonica dei luoghi alla costruzione di paradigmi di scambio per arrivare, in un secondo momento, ad una sintesi. <em>Progettare un intervento per un luogo, qualsiasi sia la sua destinazione d’uso, comporta la valutazione della sua “visibilità” e “vivibilità”</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">In questo senso, lo spazio per me traduce il legame tra riflessione estetica e dimensione umana.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Le scelte formali, che da tempo ormai supportano la mia ricerca, seguono il principio dell’essenzialità nella costruzione dell’immagine.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">A questo si aggiungono elementi trasversali come il ricorso allo slittamento visivo tra dato reale e opera, la sovrapposizione dei punti di vista, le tautologie più o meno esplicite.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Cerco sempre di creare più livelli di lettura che possano indurre alla formulazione di una domanda sull’esserci, a cui il fruitore può rispondere attraverso la sua partecipazione diretta.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto pensi che la tua quotidianità coincide con la vita artistica?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Totalmente. Non credo che sia possibile una distinzione tra le due.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Lo posso dire sia per ovvie ragioni teoriche che per esperienza.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">L’affermazione del binomio arte/vita è uno dei maggior apporti della cultura artistica del XX secolo, con i dovuti precedenti, a partire da Gustave Courbet.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em>Identificarsi in ciò che si fa (e si pensa), essere collegati al proprio tempo, conoscere ed utilizzare gli strumenti comunicazionali del presente, sono condizioni necessarie per l’artista</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è la tecnica che preferisci? Puoi illustrarcela?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Più che di tecniche preferisco parlare di “pratiche” perchè queste contribuiscono alla realizzazione di processi o format che impiegano diversi linguaggi, tradizionali e non.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Negli ultimi anni ho lavorato molto con <em>il disegno e il collage </em>ovvero sul concetto di bidimensionalità e sul suo superamento.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Utilizzare il disegno mi consente di avvicinare la fase ideativa dell’opera alla sua messa in forma e mi consente di lavorare in una zona di confine in cui si può mettere in discussione la leggibilità dell’opera stessa.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Negli ultimi mesi, credo di aver trovato una direzione interessante nell’impiego della carta in progetti che utilizzano <em>l’origami</em> come pretesto per fare quella che per me è definibile come “microscultura minimale”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel tuo percorso ti sei ispirata ad altri artisti o correnti?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Sì, ma -almeno per gli anni della formazione- è necessaria una distinzione di piani: quello della conoscenza tecnica, della prassi, e quello teorico, della ricerca.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Quando ancora lavoravo con la pittura, cercavo di “rubare” quante più suggestioni potessi.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Studiavo la vita degli artisti e cercavo di capire il loro percorso, le loro scelte.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Diventati dei punti di riferimento, si rivelavano utili per degli aspetti secondari, a volte invisibili. <em>Dovendo trovare un mio segno, ho guardato a  Rembrandt e Piranesi</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Dovendo <em>studiare il corpo, ho scelto Francis Bacon</em>, ma ho scoperto di essere molto più interessata al modo in cui il pittore trattava lo spazio.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Cercavo delle connessioni con gli artisti del passato. <em>Giotto, Beato Angelico</em> a San Marco. Alcune importanti risposte sono arrivate, poi, con<em> la pittura solida di Cézanne</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Dal punto di vista teorico sono stati importanti <em>Courbet e la sua “arte vivente”</em>, e poi <em>Duchamp</em>, <em>Über alles</em>. Da Duchamp in poi quella distinzione tra piani ha lasciato il posto ad una visione integrata di tutti gli elementi costitutivi l’opera d’arte, il fare dell’artista e il suo ruolo nella società. Dopo Duchamp, l’arte minimale americana, il concettuale e l’arte povera hanno giocato un ruolo fondamentale nel mio percorso, soprattutto <em>il concettuale freddo di Giulio Paolini</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Poi <em>Gino De Dominicis</em>. <em>Fabio Mauri</em>. Ma devo riconoscere che anche altri artisti sono stati importanti, tra questi <em>Arnulf Rainer, Gordon Matta Clarck</em>,<em> Christian Boltanski</em>,<em> Douglas Gordon</em>.<em> </em>Tra le artiste <em>Barbara Kruger</em>,<em> Shirin Neshat</em>,<em> Tracy Moffat</em>,<em> Julia Sher</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">L’elenco potrebbe essere lungo…</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale la reazione che vorresti generare con le tue opere?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Coinvolgimento, partecipazione, esperienza. <em>Una determinazione di senso</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ogni singola opera ha un messaggio a sé oppure è un tassello di un messaggio più vasto?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em>Ogni opera</em>, che si tratti di un format o meno, ha una sua autonomia, <em>esprime un’idea</em> e quindi trasmette un messaggio.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Al contempo è parte di un percorso e quindi rientra in un modo di vedere, di fare.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Nella mia ricerca un aspetto irrinunciabile è il rigore, non solo formale ma anche di metodo, e questo innesca un sistema di effetti e conseguenze rispetto al lavoro stesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale messaggio c’è dietro?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em>L’importanza della scelta</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Produrre e fruire l’arte sono azioni, per me coincidenti, che presuppongono una scelta.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Da Duchamp ad oggi, passando attraverso la pop art e le neoavanguardie, il mondo ha assistito ad un assottigliamento netto dei ruoli (artista-pubblico), alla s-definizione dell’arte a livello sintattico e grammaticale, al superamento delle differenze tra oggetti del quotidiano e opera d’arte.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em>Chiunque può produrre, consumare, collezionare arte</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Con i linguaggi attuali e le nuove tecnologie questo fatto assume una dimensione esponenziale, tanto che tutto esiste e di questo, tutto è già stato fatto (penso alle teorie bourriaudiane sulla post-produzione).</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">In una tale situazione, proprio <em>la “scelta” crea lo scarto</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Così l’artista che esprime un messaggio calibrando tutte le parti di un’opera, a cominciare dalla sua realizzazione fino al suo allestimento; così il fruitore che decide se guardare/toccare/interagire con ciò che l’artista propone o semplicemente disinteressarsene.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">In entrambi i casi, la scelta riveste la stessa importanza dell’atto creativo, che risulta essere &#8211; in ultima analisi &#8211; un atto politico.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è il lavoro, o la mostra, di cui vai più fiera e che ti ha entusiasmato di più?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em>“Collettore”</em>, un format nato nel 2009 che sto portando in varie realtà espositive, dalla Galleria Limiti Inchiusi, al Premio Termoli presso la Galleria Civica di Arte contemporanea, alle Officine dell’Umbria presso Palazzo Lucarini Contemporary, ad Autumn  Contamination presso AxA-Palladino Company.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Un altro progetto molto significativo per me è <em>“Dimensioni ambientali”</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Un’operazione multimedia alla quale ho lavorato tra il 2010 e il 2011, ideata insieme a Franco Fiorillo e realizzata in collaborazione con Enzo De Leonibus, direttore del Museolaboratorio di Città Sant’Angelo.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em>In entrambi i casi, l’obiettivo è il coinvolgimento dello spettatore</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Si tratta, infatti, di dispositivi che funzionano effettivamente solo tramite l’intervento diretto del fruitore. <em>“Collettore” </em>come visualizzatore d’immagini selezionate e messe a confronto per indurre ad una riflessione sul rapporto tra politica italiana e fatti di cronaca internazionale. <em>“Dimensioni ambientali”</em> come gioco che porta ad un’interazione diretta con l’opera per riformulare lo spazio esistente.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai degli idoli per la tua creatività?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Per le arti visive <em>Marcel Duchamp</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Per la letteratura <em>James Joyce</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Per il cinema molti, tra cui <em>Sergej Michajlovič Ėjzenštejn</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Per la musica <em>Apparat</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A chi volesse seguire il tuo percorso quali sono le linee guida che suggeriresti?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Studiare. Imparare a studiare.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Non parlo solo di conoscenza, quella dei libri.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em>Parlo di imparare a osservare il mondo e le vicende che lo riguardano</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Mirare alla libertà di pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono artisti italiani, o internazionali, con i quali ti piacerebbe collaborare?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Sì. A condizione che ci sia una stima reciproca, un rapporto umano prima che professionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Molise e Campobasso. Secondo te quali i limiti e le possibili prospettive?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Io parlerei del Molise come regione.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Tra i limiti, la mancanza di organizzazione e coordinazione, di obiettivi comuni tra le diverse realtà artistiche, tra le istituzioni, tra i soggetti operanti nel settore cultura.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Mancano gli investimenti nel settore della formazione, scolastica e universitaria.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">In Molise, per esempio, non esiste un’Accademia di Belle Arti.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em>La</em> nostra <em>regione </em>non <em>soffre</em> solo <em>di una</em> profonda <em>crisi </em>economica e politica ma anche <em>culturale</em>. Molte persone sono costrette ad andare via, per cercare la propria realizzazione.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><em>E’ un cane che si morde la coda</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se guardi fuori dall’Italia, quali sono le differenze che noti tra la nostra realtà artistica e quella internazionale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Il riconoscimento dell’attività dell’artista come un lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infine, per il futuro, quali sono i tuoi progetti in cantiere?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Finito il progetto relazionale per Papiroflexia, una mostra che inaugurerà a dicembre all’Aratro, Archivio delle arti elettroniche e laboratorio di Arti contemporanee dell’Univeristà degli Studi di Campobasso, continuerò a lavorare sugli origami e su un altro progetto che coinvolge le città in cui ho vissuto.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Nel primo caso si tratta di elaborare nuove installazioni, nel secondo di raccogliere il materiale necessario per la realizzazione di un archivio di luoghi rispetto ai quali nutro un senso di appartenenza.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Inoltre, ho un paio di progetti da scrivere per delle residenze artistiche, una in Italia, l’altra all’estero, da fare nei prossimi due anni.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">In tutto ciò vorrei riuscire a prendermi del tempo per altri lavori rimasti in sospeso.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #888888;">di <strong>Maria Pasquale</strong></span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<blockquote><p>FACEBOOK PROFILE: https://www.facebook.com/be.visual</p>
<p>(NICK NAME: Be Barbara Esposito)</p>
<p>EMAIL: barbaraesposito1@gmail.com</p>
<p>PAGINE WEB:</p>
<p>Produzione 2008/2011</p>
<p>http://www.saatchionline.com/barbaraesposito</p>
<p>http://www.limitiinchiusi.it/limiti.php?pag=artisti&amp;id=893</p>
<p>http://dimensioniambientali.xoom.it/</p>
<p>http://www.csart.it/index.html?pg=28&amp;id=557&amp;from=37&amp;idgowner</p>
<p>Produzione 2004/2007</p>
<p>http://www.flickr.com/photos/be_visual/</p>
<p>http://barbaraesposito09.blogspot.com/</p>
<p>LINK</p>
<p>http://www.undo.net/it/persone/Barbara+Esposito</p>
<p>http://www.exibart.com/profilo/autoriv2/persona_view.asp?id=18767</p></blockquote>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.movoloco.it%2F2011%2F12%2F05%2Fintervista-a-barbara-esposito%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0″ allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:60px"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Quei ragazzacci dei Kutso</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 16:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Zin Giu ha intervistato per frestyl il vincitore della sezione musica del MArteLive, Matteo Gabbianelli, frontman e ideatore del progetto KuTso.  Il loro stile, il rapporto con la musica live e online,  l’autoproduzione e l’estero. Cosa c’è da sapere su questi nuovi  provocatori del pop-rock italiano? Non perdeteli di vista.
Kutso
Irriverenti,  espliciti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a style="text-align: justify;" href="https://www.frestyl.com/people/zingiu?utm_source=frestyl.wordpress&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=BlogLinksV1" target="_blank">Zin Giu</a> ha intervistato per <strong style="text-align: justify;"><a title="frestyl!" href="https://frestyl.com/" target="_blank">frestyl</a></strong><span style="text-align: justify;"> il vincitore della sezione musica del </span><a style="text-align: justify;" title="MArteLive!" href="https://www.frestyl.com/artists/martelive/events/created/past?utm_source=frestyl.wordpress&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=BlogLinksV1" target="_blank">MArteLive</a><span style="text-align: justify;">, Matteo Gabbianelli, frontman e ideatore del progetto </span><a style="text-align: justify;" title="Kutso on frestyl!" href="https://frestyl.com/artists/kutso/events/played" target="_blank">KuTso</a><span style="text-align: justify;">.  Il loro stile, il rapporto con la musica live e online,  l’autoproduzione e l’estero. Cosa c’è da sapere su questi nuovi  provocatori del pop-rock italiano? Non perdeteli di vista.</span></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img title="Kutso" src="http://blog.frestyl.com/wp-content/uploads/2011/11/336.jpg" alt="" width="300" height="450" /><p class="wp-caption-text">Kutso</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Irriverenti,  espliciti, contro i luoghi comuni, anti-eroi e anti-star. Il vostro è  un pop-rock divertente, un po’ demenziale. Le canzoni sono corte, molto  “radiofoniche”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong>La prima domanda che mi viene in mente è: ci siete o ci fate?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo sarcastici, ma non demenziali.  Questo si evince ascoltando con attenzione i nostri testi. Per quanto  riguarda la struttura e lo stile dei brani, adottiamo la forma della  canzone perché non vogliamo annoiare l’ascoltatore, né tantomeno noi  stessi, con brani prolissi e ripetitivi. Inoltre ci piace tutto ciò che è  breve ma intenso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi l’autoproduzione è una  strada obbligata per chi vuole iniziare a fare musica. Le band  registrano i propri dischi e li presentano direttamente sul mercato. È  finita l’era dei provini e della ricerca del mecenate di turno. Voi  avete il vostro studio, dove registrate, missate e masterizzate le  vostre canzoni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong>È un caso oppure siete stati obbligati a rimboccarvi le maniche?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le circostanze ci hanno obbligati a fare  tutto da soli. Tempo fa abbiamo capito che l’isola felice dei  professionisti della musica che stanno lì ad aspettare nuovi talenti, in  realtà non esiste. Non esisteva neanche quando il mercato della musica  godeva di buona salute. Per molto tempo i media hanno spacciato per vera  l’illusione che basti essere bravi per farcela. Ma non c’è meritocrazia  nel nostro ambiente. Se non si è già in una certa élite, bisogna essere  geniali ed estremamente fortunati per emergere davvero. Oggi che la  tecnologia permette di produrre dischi di alta qualità con pochi  economici mezzi, abbiamo capito che non vale la pena annaspare per  tentare di convincere chissà quale casa discografica. Conviene, invece,  dedicarsi alla produzione di buona musica, per poi presentarla  direttamente al pubblico. Noi abbiamo scelto questa strada e siamo  felici dei riscontri che stiamo avendo.</p>
<p><span id="more-2592"> </span> <strong>Il vostro ultimo lavoro è un EP di sole 4 tracce. A quando un disco?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Forse anche mai. Fare un disco non  rientra necessariamente tra i nostri obiettivi. Quello che vogliamo è  crescere, fare canzoni e farle circolare il più possibile. Proporre i  nostri brani raccolti in un disco o in ordine sparso non fa differenza.</p>
<p><strong>Parliamo dei vostri concerti. La gente si diverte, si muove,  ride, applaude. In che misura un vostro live è intrattenimento, in che  misura invece è espressione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quando saliamo sul palco esprimiamo noi  stessi. Chi fa finta di essere altro finisce per risultare noioso. Poi, è  chiaro che un nostro concerto intrattiene il pubblico, nel senso che lo  rende partecipe. Ci piace considerare il concerto come una festa. Noi  siamo sul palco, altre persone sono sotto. Tutti festeggiamo insieme.</p>
<p><strong>Il progetto <a href="http://www.kutso.com/" target="_blank">Kutso</a> nasce dieci anni fa. Cosa è cambiato da allora per voi e cosa è cambiato secondo voi per la musica in generale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In realtà dieci anni fa ero da solo ad  utilizzare il nome Kutso. In quel periodo ho iniziato a comporre le  prime canzoni e a cimentarmi con il computer per registrarle. L’attuale  formazione esiste ed è stabile da circa cinque anni. Durante questo  nostro percorso abbiamo visto realizzarsi quei cambiamenti che erano  nell’aria da tempo. C’è stato il ritorno ad una sorta di artigianato  della musica. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo fatto parte di questo  processo e ne facciamo parte tutt’ora.  Rispetto a dieci anni fa, gli  artisti hanno sicuramente più consapevolezza sia dei propri limiti che  delle proprie potenzialità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Caparezza dice: – <em>al primo posto nella classifica digitale, che tu ci creda o meno, c’è solo chi vince i talent</em>-  Cosa pensate della diffusione di musica attraverso internet?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo noi internet ha portato una vera  rivoluzione. La cosiddetta classifica digitale quante persone  rappresenta davvero? La maggior parte delle persone che ascoltano musica  e che vanno ai concerti non scarica i dischi a pagamento, ma lo fa  gratis. Noi crediamo molto nella promozione in rete. Ormai sono tanti  gli esempi di artisti che, attraverso internet, hanno raggiunto una  grande popolarità.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 550px"><img style="margin: 3px;" title="Kutso" src="http://blog.frestyl.com/wp-content/uploads/2011/11/296864_2262405932686_1624608383_2338470_1970748169_n.jpg" alt="" width="540" height="300" /><p class="wp-caption-text">Kutso</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>MArteLive mette insieme artisti  di ogni genere, crea un circuito nel quale si promuovere le idee e  supportarsi a vicenda. Come è stata la vostra esperienza da partecipanti  e vincitori della sezione musica?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo fatto una serie di concerti negli ultimi tempi, tra cui quelli per <a href="http://www.martelive.it/" target="_blank">MArteLive</a>.  Durante il concorso ci siamo concentrati sulla nostra esibizione, che  per altro è stata abbastanza corta per le ovvie ragioni del contest.  Siamo soddisfatti di come è andata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pensi che ci sia collaborazione e supporto reciproco tra le band?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A proposito di questo argomento mi trovo  a dire una cosa che può risultare fastidiosa. Questa  collaborazione  non c’è  ed è giusto che sia così. La figura dell’artista non è quella  dell’organizzatore o di colui che cerca consensi. Tante volte si sentono  proposte del tipo: “Facciamo un collettivo di gruppi!”, ma questo non è  compito dell’artista. Per arrivare ad esprimere il massimo delle  proprie potenzialità bisogna dedicare il tempo alla propria arte. Ecco,  tutte le volte che sento parlare di coesione tra i gruppi, penso ad una  perdita di tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>frestyl è una piattaforma  internazionale per promuovere luoghi ed eventi, ma anche per mettere in  contatto artisti e addetti ai lavori in giro per il mondo. Come vi  ponete di fronte all’eventualità di suonare all’estero? Lo fareste  cantando italiano?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente ho suonato un po’ in tutta  Europa, ma in situazioni diverse dal progetto Kutso. Noi siamo aperti a  tutto, ma è fondamentale che ciò che facciamo abbia un senso. Mi  spiego: andare a suonare a tutti i costi all’estero, quindi organizzare  da soli un tour, magari per due soldi e suonare in locali anonimi di  fronte a nessuno, servirebbe solo a poter dire: “ho suonato all’estero”  oppure “ho fatto un viaggio”. La cosa non ci interessa minimamente.  Finché le nostre possibilità ci permetteranno di suonare solo in Italia,  noi rimarremo qui. Se poi dovessimo avere l’opportunità di suonare  all’estero alle stesse condizioni, specialmente di cachet, di quelle con  cui suoniamo in Italia, allora non ce la faremmo scappare.</p>
<p style="text-align: justify;">I testi possono tranquillamente essere  tradotti in tutte le lingue del mondo, ma in virtù di una situazione che  ci richieda di farlo; non è certo un’esigenza nostra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono state delusioni nel passato dei Kutso?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nella carriera dei Kutso ancora non ci  sono state particolari delusioni. Per quanto riguarda la mia esperienza  personale, invece, devo dire che anche io, come tanti, sono stato  vittima di sogni di gloria indotti dalle illusioni del music business.  Avevo vent’anni e suonavo con Adriano dei <a href="https://www.frestyl.com/artists/bud-spencer-blues-explosion/events/played?utm_source=frestyl.wordpress&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=BlogLinksV1" target="_blank">Bud Spencer Blues Explosion</a> (Adiano Viterbini, cantante e chitarrista ­NdR). Nonostante avessimo un  contratto con Sony Music, quel progetto si rivelò umanamente utile come  esperienza in sé, ma una disfatta totale dal punto di vista del  cosiddetto successo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come lo vedi il futuro alla luce di questo periodo molto positivo per voi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il futuro lo vedo positivo perché stiamo  lavorando molto per cercare la nostra dimensione artistica e  raggiungere i nostri obiettivi, ma questo impegno lo viviamo con  assoluta tranquillità. Non sentiamo tensioni e non abbiamo paura di fare  passi falsi o perdere occasioni. Cerchiamo di mantenere quella  naturalezza che ci ha portato dove siamo. Stiamo a vedere dove altro ci  porterà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dunque vi cerco su frestyl, dove immagino caricherete tutti i concerti che avete in programma…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, vi terremo aggiornati. Ne approfitto per ringraziare MArteLive per l’opportunità e frestyl per il supporto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">source: http://blog.frestyl.com/2011/11/18/quei-ragazzacci-dei-kutso/</p>
<p><strong>SIAMO TUTTI BUONI &#8211; KUTSO</strong><br />
<iframe width="480" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/4MGCSzNz-5U?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>“Duende” il nuovo disco di Simone Sala sbarca in America con il suo nuovo tour.</title>
		<link>http://www.movoloco.it/2011/10/06/%e2%80%9cduende%e2%80%9d-il-nuovo-disco-di-simone-sala-sbarca-in-america-con-il-suo-nuovo-tour/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 15:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
				<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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		<description><![CDATA[“Duende” il nuovo disco di Simone Sala sbarca in America con il suo nuovo tour
Chiusa la quarta edizione del World Music Project che quest’anno ha accolto piu’ di 20.000 visitatori e dopo l’uscita del suo ultimo disco, “Duende”, Simone Sala, pianista e compositore molisano, si prepara a debuttare con la Las Colinas Symphony in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_42076" class="wp-caption alignright" style="width: 321px"><strong><strong><img class="size-full wp-image-42076   " title="simone sala in america" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/10/simone-sala-in-america.jpg" alt="“Duende” il nuovo disco di Simone Sala sbarca in America con il suo nuovo tour" width="311" height="209" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">“Duende” il nuovo disco di Simone Sala sbarca in America con il suo nuovo tour</p></div>
<p style="text-align: justify;">Chiusa la quarta edizione del World Music Project che quest’anno ha accolto piu’ di 20.000 visitatori e dopo l’uscita del suo ultimo disco, “Duende”, Simone Sala, pianista e compositore molisano, si prepara a debuttare con la Las Colinas Symphony in un Tour di 5 date in America che parte da Dallas il 19 ottobre e finisce niente di meno che con la presentazione del suo Disco ad Hollywood.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><strong>Simone Sala Pianista &#8211;  Duende Tour  USA 2011</strong></p>
<p>19 ottobre   Dallas                                     Simone Sala  presenta Duende<br />
20 ottobre   Garland      Simone Sala e la Las Colinas Symphony Orchestra<br />
21 ottobre    Irving         Simone Sala e la Las Colinas Symphony Orchestra<br />
22 ottobre    Arlington   Simone Sala e la Las Colinas Symphony Orchestra<br />
23 ottobre   Hollywood – Los Angeles     Simone Sala  presenta Duende</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p><strong>1)	Com&#8217;è nata la possibilità di tornare a suonare in America e questa volta a Hollywood?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Durante i miei 4 anni di universita’ (2005-2009) presso la Southern Methodist University di Dallas ho avuto la fortuna di conoscere Robert Carter Austin, che e’ considerato uno dei Direttori d’Orchestra piu’ rinomati del sud degli Stati Uniti. Sono riuscito ad avvicinarlo ed a presentarmi e lui, incuriosito da un italiano che aveva vinto la Borsa di Studio nella classe  di Joaquin Achucarro a Dallas mi ha dato la possibilita’ di esibirmi in privato per lui. Ne’ e’ nata una stima reciproca che ci ha gia’ portato a lavorare insieme in Italia nel 2010 per un breve Tour con l’Orchestra Sinfonica della Regione Molise. I concerti andarono benissimo, e prima di partire Robert mi disse “e’ arrivata l’ora di debuttare in USA con la mia Orchestra ”. Parlava della Las Colinas Symphony Orchestra, un organico di 100 elementi, conosciutissimo  in USA grazie ad un attivita’ piu’ che ventennale e soprattutto all,a continua collaborazione con Star mondiali della musica…un sogno per me, che finalmente diventa realta’!I concerti dovevano essere 3, ma poi proprio alla fine sono venute fuori delle nuove occasioni e quindi si sono aggiunte altre 2 date da solista, il Tour parte da Dallas ed inaspettatamente finisce ad Hollywood!!! E’ tutta la vita che sogno un debutto nell’epicentro artistico dell’America,e pare che quel momento tanto desiderato sia finalmente arrivato.Roba da tenerti sveglio la notte….</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2)	In cosa consisteranno le perfomance?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In primis ci sara’ la presentazione del mio nuovo disco, “Duende”. Uscito in Italia a Giugno, il disco e’ stato gia’ presentato in giro per la penisola grazie ad un tour estivo di piu’ di 20 date. La cosa bellissima e’ stata poi, riuscire ad suscitare l’interesse di grosse emittenti radiofoniche, ed infatti ho presentato il disco sia su Rai Radio 1 che su Ra Radio 3, oltre che su una serie di radio locali. Ora voglio che il disco sbarchi in America, nella speranza che susciti lo stesso entusiasmo ed apprezzamento che ha avuto in Italia. Altra parte fondamentale del Tour in Usa invece, sara’ la seconda esecuzione mondiale della “Suite per piano e orchestra” di Michel Camilo, la star mondiale del latin jazz. Dopo una serie di negoziazioni sono riuscito a strappare a Michel il permesso per eseguire il suo brano che per l’appunto era stato eseguito in pubblico solo da lui! Quando finalmente mi ha dato il permesso ne sono stato troppo felice, anche se la responsabilita’ e’ davvero grande. Mi sto quindi preparando bene, per  tornare in USA con qualcosa in piu’, artisticamente parlando, di quando l’ho lasciata</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3)	Progetti per il futuro? Dove vuole arrivare Simone Sala?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il tour in USA tornero’ immediatamente in Italia per portare avanti i nuovi progetti e per fare altri concerti. In primis l’Accademia Musicale che sto aprendo ad Isernia in collaborazione con un altro notro illustrissimo conterraneo, Antonello Carozza. Un ragazzo che seppur giovanissimo vanta gia’ un curriculum davvero sensazionale, con partecipazioni televisive e lauree di Conservatorio! Con lui e’ nata una grande amicizia, segnata dalla voglia di realizzare comuni obiettivi, e quest’Accademia vuole essere solo il primo dei nostri traguardi.<br />
Inaugurata la scuola saro’ di nuovo in giro per concerti, il 15 Novembre alla Notte dei Musei  a Roma, poi a Forli’, poi Campobasso a fine mese, e poi ancora Roma (7 dicembre) e Milano (10 dicembre) e poi ci saranno una serie di date a scaletta in Molise durante le festivita’…una serie di progetti nuovi che mi vedranno coinvolto  in diversi generi e formazione, in linea con la mia evoluzione artistica. Dopodiche’ vediamo, non so cos’altro succedera’…sono in una bellissima fase di crescita’ che ora mi chiede il 100% delle forze e dell’impegno. L’importante, come sempre e’ crederci e non mollare mai…questo e’ un lavoro ed una vita che ti chiede di dare tutto se vuoi ottenere davvero qualcosa, se punti ad arrivare in alto. Tanto tempo fa ho deciso di provarci davvero…ed ora i frutti di tutti questi anni di lavoro stanno maturando. La soddisfazione e’ grande ma non canto mai vittoria…lavoro e guardo avanti.</p>
<p>Per chi vuol saperne di piu’ www.simonesala.com</p>
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		<title>Il drumming vola alto &#8211; Luca Santaniello vive e lavora a New York dal 2001</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 17:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il batterista molisano è molto apprezzato nell’area jazz newyorkese




Luca Santaniello


CAMPOBASSO &#8211; La scelta radicale di andare via dal Molise per costruirsi un futuro in America, spesso resta un sogno irrealizzato per molti musicisti, non per Luca Santaniello, 30enne campobassano, da dieci anni a New York, dove vive e lavora. Il batterista molisano, si è ricavato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Il batterista molisano è molto apprezzato nell’area jazz newyorkese</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_37375" class="wp-caption alignright" style="width: 455px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-37375 " title="Luca Santaniello" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/08/luca-santaniello.jpg" alt="Luca Santaniello" width="445" height="298" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Luca Santaniello</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">CAMPOBASSO &#8211; La scelta radicale di andare via dal Molise per costruirsi un futuro in America, spesso resta un sogno irrealizzato per molti musicisti, non per <strong>Luca Santaniello</strong>, 30enne campobassano, da dieci anni a New York, dove vive e lavora. Il batterista molisano, si è ricavato un posto al sole nell&#8217;area jazz della grande mela. A soli 21 anni, appena diplomato al conservatorio Perosi del capoluogo, la grande scelta, partire per gli states per migliorarsi. Scelta non priva di considerazioni: dal Molise si fugge per la precaria condizione cultural/musicale e per la mancanza di spazi adeguati o, più sommariamente, si va via perchè tanto qui di musica non si campa? Ci sono due scuole di pensiero che si contrappongono: una afferma che se tutti vanno via, il Molise è destinato a morire culturalmente, l&#8217;altra che, oggettivamente, la poca attenzione delle Istituzioni e degli addetti ai lavori (soprattutto nel jazz) soffoca le buone intenzioni e i giovani talenti. Ognuno avrà un proprio pensiero a riguardo, certo è, che la congiuntura economica dell&#8217;Italia, si riflette pesantemente anche in Molise. Sono in pochi a credere nella musica e a scommettere sulla promozione di talenti locali, in questo modo, chi resta, certo non avrà chances adeguate al proprio spessore artistico. Incontriamo Luca Santaniello in vacanza in Molise.<br />
<strong>Quando sei partito da Campobasso e con quale sentimento, di fuga o per realizzare un progetto?</strong><br />
“Sono andato via ad agosto 2001, con l&#8217;intento di studiare e migliorare la mia tecnica presso il <em>Brooklyn Queens Conservatory</em>. Volevo studiare jazz presso questo conservatorio, ma ben presto mi rendo conto invece, che dovevo suonare per mettere in pratica la teoria, avevo bisogno di affiancarmi ad altri musicisti per verificare i frutti del mio studio”.<br />
<strong>Ti sei ricavato subito un tuo spazio nell&#8217;area jazz newyorkese, abbiamo potuto apprezzare in Italia il tuo lavoro, anche grazie all&#8217;informazione, come il servizio del Tg2 di qualche anno fa.</strong><br />
“Beh si, oggi nel mondo del jazz, sono ben conosciuto, ed è quello che volevo fare, costruirmi un network professionale ed un nome, nell&#8217;ottica iniziale di un percorso di crescita”.<br />
<strong>Pensi di aver raggiunto uno status ottimale?</strong><br />
“Vivere a New York mi ha molto motivato ed io campo di musica, voglio fare solo questo. Qui in Molise, la prospettiva è diversa, la musica viene vista quasi come un hobby, ma non è il mio pensiero, io anche quando ero ancora in Molise, avevo chiaro il mio obbiettivo, fare il musicista, il batterista jazz”.<br />
<strong>Hai dunque avuto subito chiara la percezione di andare via, ma perchè lasciare?</strong><br />
“Perchè qui non c&#8217;è nulla musicalmente. Ho provato a restare per un po&#8217; a Roma e suonare in giro per l&#8217;Italia, ma quando ti si presenta l&#8217;occasione di andare a New York&#8230;”.<br />
<strong>Una scelta consapevole, sapendo di lasciare qui affetti e amici oltre a collaborazioni con la <em>Thelonious Monk e le Percussioni Ketoniche</em>.</strong><br />
“Si, dopo una prima visita, sono tornato e ci sono restato. Per ora 10 anni, magari ne passeranno altri 10. E tutto senza rimpianti, ritengo sia stata la scelta migliore che ho fatto nella mia vita”.<br />
<strong>Qualche anno fa con il tuo gruppo sei stato chiamato all&#8217;<em>Eddie Lang jazz festival</em>. Che effetto ti ha fatto tornare da ospite? O ti sei sentito come tornato a casa?</strong><br />
“In realtà mi sono sentito voluto. Ho percepito la sensazione dell&#8217;essere rivoluto nella propria terra, e non di essere additato come chi fugge dalle proprie origini. E&#8217; stata una bella sensazione”.<br />
<strong>In quanti dischi hai suonato e a quando uno tuo?</strong><br />
“Vari come side man, come leader ci vuole ancora un po&#8217;. A breve uscirà un disco in quintetto, l&#8217;<strong>EDD ensemble</strong>, siamo cinque musicisti e pubblicheremo il disco entro settembre presso lo <em>Smalls jazz club di New York</em>”<br />
<strong>Ti vedi e suoni con altri molisani dove vivi?</strong><br />
“Si certo, con <strong>Luca Tozzi</strong> e con <strong>Sistiana</strong>. Tozzi ha virato verso il blues suoniamo dunque di meno, con Sistiana invece, ho suonato nel suo Ep uscito di recente. A lei auguro il meglio, e spero di salire presto su di un palco per suonare di nuovo insieme”.<br />
<strong>Per chiudere?</strong><br />
“Mi sento uno che ha seguito il proprio sogno e che fa un plauso a chi rimane qui e fa vivere in qualche modo la scena musicale”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;">di Charles N. Papa</p>
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		<title>Chiara Izzi, prima al concorso per voci del festival di Montreaux</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 17:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Talento jazz dal Molise &#8211; La giovane cantante è stata premiata da Quincy Jones




Chiara Izzi premiata da Quincy Jones al Montreaux Jazz Festival


CAMPOBASSO &#8211; Eccoci a parlare di nuovi talenti, di giovani che credono in un chiaro progetto di vita artistica, e lo fanno consapevoli di dover fare sacrifici. La determinazione è fattore fondamentale, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Talento jazz dal Molise &#8211; La giovane cantante è stata premiata da Quincy Jones</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_29926" class="wp-caption alignright" style="width: 394px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-29926 " title="chiaraizzi_quincyjones" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/07/chiaraizzi_quincyjones.jpg" alt="Chiara Izzi premiata da Quincy Jones al Montreaux Jazz Festival" width="384" height="284" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Chiara Izzi premiata da Quincy Jones al Montreaux Jazz Festival</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">CAMPOBASSO &#8211; Eccoci a parlare di nuovi talenti, di giovani che credono in un chiaro progetto di vita artistica, e lo fanno consapevoli di dover fare sacrifici. La determinazione è fattore fondamentale, ma certo, bisogna essere caparbi e cogliere ogni occasione. In Molise, ma nel resto d&#8217;Italia, è dura la vita dell&#8217;artista (della serie: si ma che lavoro fai?), la difficoltà oggi è economica, è trovare chi crede in una progettualità. Farsi largo tra gli squali di management voraci, che cercano solo chi può fruttare soldi a prescindere, spesso, dalla bravura, è prassi. Ecco che i vari talent sono le uniche ambizioni per aspiranti artisti che più o meno, corrispondono alle esigenze del mercato. La scelta poi del tipo di musica, diventa discriminante ai fine del conseguimento del successo senza i canali giusti. Insomma, un panorama desolante fatto di gestori di club che cercano riscontro economico immediato, di mancanza di spazi adeguati, di finanziamenti alla cultura, in genere, sempre più risicati. Un mondo davvero invivibile per chi, di musica (nello specifico) ci vuole campare. Tanti i solisti e i gruppi che in qualche modo, ciondolano nel circuito di quelli che sono lì per fare il salto, ma il trampolino resta fermo. Una bella notizia arriva dalla 26enne campobassana <strong>Chiara Izzi</strong>, già voce dei <strong>Blue Time</strong> ed oggi, fresca vincitrice dello <strong>Shure Montreaux jazz voice competition 2011</strong>. Prima assoluta nelle sezione voce del prestigioso <strong>Montreaux Jazz Festival</strong> giunto quest&#8217;anno alla 45ma edizione. Unica italiana, la Izzi si aggiudica il primo posto alla pari con la cantante americana <strong>Sarah Marie Young</strong>, e, con i vincitori degli altri concorsi, registrerà un cd e l&#8217;anno prossimo si esibirà sull&#8217;ambitissimo palco di Montreaux. Una vincita questa, che va oltre la bravura personale, perchè oggi lei, rappresenta il Molise in tutto il mondo, e di questo, non può che esserne fiera. “<em>Il mio punto di partenza – </em>ci spiega Chiara<em> – è Campobasso, alla scuola Thelonious Monk, poi vari seminari in Italia con Maria Pia Di Vito, Diana Torto e la mia crescita vocale in dieci anni</em>”. Chiaro che la gavetta la giovane Chiara l&#8217;ha vissuta, oggi è la voce dei Blue Time: “<em>Siamo nati nel 2007 – </em>dice Chiara<em> – e a dicembre 2010 abbiamo pubblicato il nostro primo disco, pubblicato prima in Giappone e da poco in Italia, ma con risultati opposti. Qui ci siamo autoprodotti</em>”. Chiara è perfettamente consapevole che si muove su un territorio, quello del jazz, non facile, visto ancora come musica di nicchia, per pochi: “<em>Quando la passione è di pancia, non la puoi evitare</em>”. Chiara vive e lavora da due anni a Roma, inevitabile il discorso sulla fuga dalla propria terra: “<em>Ovvio che la grande città – </em>prosegue Chiara<em> – ti dà maggiore visibilità e più opportunità, ma resta comunque difficile emergere, non c&#8217;è attenzione verso la cultura e verso gli artisti emergenti, da parte di chi organizza grossi eventi e dalla politica. Nessuno crede nei giovani. Qui in Molise, oltre alla cronica mancanza di spazi, manca il pubblico, qui davvero il jazz è per pochi</em>”. Basta fuggire dal Molise, sarebbe auspicabile che comunque, management, ufficio stampa, produttore, e tutte le altre figure professionali che seguono un cantante, fossero indigene. Insomma magari diventi famoso, ma hai casa nella tua città, e qui hai anche un cane, il tuo sarto, il tuo dentista, la tua auto. Come dire: diventa pure una star, ma resta davvero, radicato alla tua terra: “<em>Io trovo una difficoltà di fondo – </em>dice Chiara <em>– ma non rinnego nulla, sono fiera ed orgogliosa di essere molisana e di aver cominciato qui la mia vita artistica, di aver fatto qui la mia gavetta che sicuramente a Roma non avrei avuto modo di fare</em>”. E le rinunce che si fanno a favore della carriera spesso sono dolorose: “<em>Io non ho rinunciato a nulla e a nessuno. Sto facendo quello che volevo fare e i rapporti interpersonali, proprio grazie a questo lavoro, sono incrementati</em>”. Ma parliamo della prestigiosa vincita al concorso-costola del Montreaux Jazz Festival: “<em>Ho inviato una demo – </em>spiega Chiara<em> – e sono stata contattata dalla giuria. Eravamo dieci voci in concorso da tutto il mondo. Io mi sono classificata al primo posto insieme alla cantante americana Sarah Marie Young, registreremo un disco e l&#8217;anno prossimo ci esibiremo, con tutta la band che si è formata grazie al concorso, al Montreaux Jazz Festival 2012. La parte più bella dell&#8217;evento, per me, è stato parlare con il presidente della giuria Quincy Jones, che mi ha fatto molti complimenti e questo mi da forza per proseguire</em>”.<br />
Insomma, essere premiati dal produttore di Michael Jackson, da un&#8217;icona della musica come Jones, certo non è roba di tutti i giorni. Ora la Izzi, potrà gongolare per questa vincita e per la certezza della partecipazione alla 46ma edizione del Montreaux Jazz Festival e proseguire nei live con i Blue Time che, tra l&#8217;altro, erano presenti con lei in Svizzera per sostenerla.</p>
<p>di Charles N. Papa</p>
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		<title>Sistiana, il pop che non t’aspetti</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 17:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sistiana
A breve pubblicherà un Ep con quattro brani
NEW YORK &#8211; La diffusione della musica oggi, è sicuramente agevolata da piattaforme web, dove la si può condividere tutta. Oggi registrare in formato digitale, diventa accessibile a tutti, ma proprio per questo, paradossalmente, poco visibile, perchè sta poi all’utente/cliente discernere l’immondizia dall’arte. Diventa così, più arduo farsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23523" class="wp-caption alignright" style="width: 368px"><img class="size-full wp-image-23523  " title="sistiana" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/06/sistiana.png" alt="sistiana" width="358" height="202" /><p class="wp-caption-text">Sistiana</p></div>
<p><em>A breve pubblicherà un Ep con quattro brani</em><br />
NEW YORK &#8211; La diffusione della musica oggi, è sicuramente agevolata da piattaforme web, dove la si può condividere tutta. Oggi registrare in formato digitale, diventa accessibile a tutti, ma proprio per questo, paradossalmente, poco visibile, perchè sta poi all’utente/cliente discernere l’immondizia dall’arte. Diventa così, più arduo farsi strada tra tutti coloro che si propongono nella rete. Basta però un pò di attenzione in più, e si può scovare chi fa della buona musica, chi si cimenta nel creare e proporre canzoni. Si certo, la musica sulle piattaforme perde la magia del disco, magari non proprio del vinile, ma, per restare più aderenti ad oggi, al cd. Il profumo dell’lp appena scartato rimane un ricordo degli over ‘40, quello del cellophane del compact disc degli over ’30, iTunes, dove si può comprare, scaricare e condividere mp3, è il mondo musicale dei teenager di oggi. In questo ambito incontriamo via Skype da New York, Sistiana Lombardi, 30enne molisana (Termoli, 1981), cantautrice trapiantata negli Usa dove, da qualche anno, si esibisce dal vivo. Folk/pop è il genere che, per convenzione, useremo,  e lei, in una calda mattina americana, si concede per scambiare quattro chiacchere e presentarsi al Molise.<br />
<strong>Ti ricordi del Molise?</strong><br />
“Certo. Sono molto legata alla mia terra. Ho molti amici e parenti. Mi sono anche esibita dal vivo. Ma tornerò presto”.<br />
<strong>Nella grande mela ci sono altri molisani come Luca Santaniello e Luca Tozzi. Li hai incontrati?</strong><br />
“Si certo.Tra l’altro Santaniello ha suonato nella mia prossima, imminente pubblicazione, in due pezzi”.<br />
<strong>L’impatto con New York.</strong><br />
“Assolutamente casuale, di ritorno dalla Spagna e prima del rientro in Italia nel 2008 e, nelle intenzioni, solo per una ventina di giorni. Ho conosciuto subito Luca Tozzi. Mi ha invitato la sera stessa in un locale dove suonava, dicendomi di portare la chitarra. Una volta lì, saputo che ero italiana, mi hanno chiesto di fare un pezzo, e poi un altro ed un altro ancora. Mi è sembrato subito così facile poter suonare, avendo un ricordo negativo di Milano dove invece, per poterti esibire, dovevei assicurare un certo numero di persone, e comunque dopo lunghe trattative”.<br />
<strong>Facciamo un passo indietro. Hai cominciato allo Zecchino d’oro.</strong><br />
“Era il 1984, cantavo ‘Ninna nanna per non dormire’ con un altro bambino, Luca Lombardi. Siamo arrivati terzi”.<br />
<strong>Ti ritieni una cantautrice folk?</strong><br />
“Si, mi ritengo tale, perchè se dicessi solo cantautorale, si potrebbe fraintedere e generalizzare. E comunque in genere, quando carichi i pezzi su iTunes o quando ti proponi ad un locale, devi per forza dare una definizione della tua musica”.<br />
<strong>Tra le tue canzoni, ne hai cantata una dei Fleetwood Mac (quelli di Rumours). Ti ispiri a qualcuno quando scrivi o vai di getto?</strong><br />
“Non mi ispiro a nessuno in particolare. Però ho ascoltato molto. Tipo il primo Ben Harper. Poi invece, per un altro periodo, ascoltavo jazz standard. Ma in genere amo molto il pop, soprattutto quello becero degli anni ‘80. Da poco mi sono avvicinata alle cantautrici donne, come Norah Jones, Jewel o Sheryl Crow”.<br />
<strong>Cosa ascolti a casa?</strong><br />
“Mi piacciono molto le colonne sonore. Anche perchè spesso vengo a conoscere artisti nuovi”.<br />
<strong>Quante canzoni hai scritto?</strong><br />
“Credo una ventina. Ma molte le cestino”.<br />
<strong>No, non si cestinano!</strong><br />
“Ma me le ricordo. Semmai un giorno dovessi riprenderle me le ricorderei tutte”.<br />
<strong>Parliamo del presente e della tua prima pubblicazione. Quando verrà licenziato il disco?</strong><br />
“Sarà un EP di quattro canzoni dal titolo ’<strong>Love</strong>’ che pubblicherò su iTunes. ‘<strong>Love</strong>’ è l’unica canzone che io abbia scritto al pianoforte.In altri due pezzi dell&#8217;ep suona la batteria Luca Santaniello e in un altro suona il piano Rosita Kèss. Inoltre, nelle altre canzoni, il pianoforte lo suona invece Luca Lombardi, il bimbo che ha cantato con me allo Zecchino d’oro nel 1984. E’ un lavoro autoprodotto, ma finalmente ho potuto registrare in modo professionale e come volevo. Il master è della <em>Sterling</em> mentre il video che abbiamo appena girato lo abbiamo autoprodotto, come il disco”. L&#8217;ep è stato registrato e arrangiato con Will Hensley in due studi, uno a Brooklyn e uno a Manhattan.<br />
<strong>Sarai dunque impegnata nella promozione del disco prossimamente. In Italia quando?</strong><br />
“Credo di tornare ad agosto. Dovrei avere delle date fissate, ma è tutto work in progress”.<br />
<strong>Oggi pubblicare musica è più semplice ma nello stesso tempo più confusionario, perchè tutti pubblicano tutto, tu come pensi di distinguerti dagli altri?</strong><br />
“Sicuramente oltre alle piattaforme digitali, <em>Youtube</em> è un canale che uso molto. Distinguersi, sarà il pubblico a decidere. Io intanto vorrei, più in là, stampare questo lavoro”.</p>
<p>di Charles N. Papa</p>
<blockquote><p>info:</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.myspace.com/sistianamusic" target="_blank">http://www.myspace.com/sistianamusic</a></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.youtube.com/sistianatube" target="_blank">http://www.youtube.com/sistianatube</a><br />
<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/_sistiana_" target="_blank">http://twitter.com/_sistiana_</a><br />
<a rel="nofollow" href="http://www.reverbnation.com/sistiana" target="_blank">http://www.reverbnation.com/sistiana</a></p></blockquote>
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		<title>Intervista ai DLL</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 12:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 
DLL
CHI SONO I DLL?
I DLL sono Roberto Mascia (Voce), Leonardo Di Molfetta (Batteria), Antonio d’Elia (Basso) e Giacomo “Gianmarco” Carlucci (Chitarra); una band dal genere “imprecisato”, forse “crossover” nel senso letterario del significato, ma lasciamo a voi la divertentissima classificazione.
PERCHE’ VI CHIAMATE DLL E QUANDO NASCONO I DLL?
I DLL nascono dall’incontro tra Antonio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<div id="attachment_18104" class="wp-caption alignright" style="width: 243px"><strong><strong><img class="size-full wp-image-18104   " title="DLL" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/05/DLL.jpg" alt="DLL" width="233" height="151" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">DLL</p></div>
<p><strong>CHI SONO I DLL?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>DLL</strong> sono Roberto Mascia (Voce), Leonardo Di Molfetta (Batteria), Antonio d’Elia (Basso) e Giacomo “Gianmarco” Carlucci (Chitarra); una band dal genere “imprecisato”, forse “crossover” nel senso letterario del significato, ma lasciamo a voi la divertentissima classificazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PERCHE’ VI CHIAMATE DLL E QUANDO NASCONO I DLL?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>DLL</strong> nascono dall’incontro tra Antonio e Leo durante una delle tante estati trascorse insieme sulle spiagge di Campomarino (la Seattle Molisana),<span id="more-18103"></span> entrambi musicisti memori di numerose e divertenti esperienze precedenti. La band nasce con una iniziale impronta hard rock dettata dall’apporto collaborativo di chitarristi compagni di suonate e non solo. Nel 1999 Antonio conosce Gianmarco, ottimo BluesMan, che entra a contatto anche con Leo ed entra a far parte del “team”, si intensificano cosi le attività creative che sfociano in produzioni anche molto eterogenee tra loro. Nel 2001 i tre, ormai in veste di studenti universitari, riflettono su un nuovo carattere musicale dalle sonorità e dagli arrangiamenti particolari, impetuosi, provocatori.. e tra estati insieme all’ombra del sole campomarinese e mesi di studio nella capitale nascono i DLL. In seguito entrerà a far parte del gruppo anche Roberto che si affermerà come il front-man indissolubile della band. Il nome DLL deriva da quello del filologo <em>Cesare De Lollis </em>che involontariamente ha dato il nome alla casa dello studente romana all’interno della quale si ritrovano i tre. Nello specifico l’epiteto “<strong>DLL</strong>” equivale al timbro che veniva apposto sui documenti di accettazione al momento in cui si diventava titolare di una delle ambite camere del pensionato; ottenere quel timbro rappresentava un successo da celebrare, la possibilità di poter studiare per un anno intero grazie alle borse di studio tanto sudate.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>COM’ È IL RAPPORTO CON IL MOLISE E IL PANORAMA ARTISTICO MUSICALE?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Molise è una Regione da sogno, piccola ma con tutto, spesso ignorata da chi non ha ancora avuto la possibilità di conoscerla. Una prova eclatante del fascino di questa Regione lo danno gli stessi DLL, in quanto, ad eccezione di Antonio (il Campomarinese nato a Termoli), tutti gli altri sono “adottati” ormai da più di 15 anni&#8230; chi in veste di turista estivo “affitta-appartamenti”, chi in veste di ospite fisso “a scrocco”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il panorama artistico molisano, a nostro avviso, è tra i più validi in quanto offerente generi molto eterogenei tra loro. Giriamo molto in altre realtà italiane e possiamo dire che è particolare che una Regione con un numero di abitanti cosi minore di altre, abbia in serbo tante sorprese e che l’attività musicale giovanile, per quanto in flessione rispetto agli anni 90, rimanga comunque forte, resistente alle pressioni del connubio “<em>divano-tv-grandefratello</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">La scena professionale è interessantissima, citiamo ad esempio i “<strong>Riserva MOAC</strong>”, che dire &#8230; grandiosi. Ma anche a livello semi-pro o di underground con un certo seguito non possiamo non citare i “<strong>The Memory</strong>” sempre di Campomarino o il “<strong>Circolo Vizioso della Farfalla</strong>”. Come dicevamo realtà diverse&#8230;sorprendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi stessi del resto siamo una sorta di “sorpresa”&#8230; una band dal genere “forte”  in una regione che orgogliosamente dà i natali alle più valide tradizioni musicali folkloristiche di livello mondiale. Ma c’è anche tanto Rock, Metal Prog, Ska, Pop, Hard Core e chi più ne ha più ne metta. Il nostro rapporto con le altre realtà è sempre molto sereno e gioviale, di certo non siamo una band musicalmente statica o convinta che il proprio genere sia migliore di altri. La reazione che abbiamo di fronte a gruppi tanto diversi da noi è sempre la stessa&#8230; non denigriamo, anzi fantastichiamo su quanto sarebbe “figo” inserire fisarmoniche, chitarre classiche e brani totalmente diversi mischiandoli (crossover) con il nostro modo di arrangiare&#8230; chissà.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo spesso affermato che la nostra musica è influenzata da “<em>tutto ciò che è umanamente percepibile</em>”, ci crediamo davvero. Chi ha la pazienza di ascoltare tutto il nostro repertorio si rende subito conto di quello che affermiamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E POI DULCIS IN FUNDUS ALLORA CHE CI RACCONTATE DELLA VITTORIA DELL’ITALIA WAVE?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" src="https://fbcdn-profile-a.akamaihd.net/hprofile-ak-snc4/211204_70854467012_4749998_n.jpg" alt="" width="180" height="127" />Ci siamo avventurati in questo contest in maniera molto rilassata, con l&#8217;intenzione di divertirci e dare il meglio di noi stessi durante l’esibizione. La nostra musica esprime il meglio di sé soprattutto durante i concerti, ci piace un sacco interagire col pubblico e non vediamo l’ora di salire a luglio sul palco dello stadio comunale di Lecce. Le selezioni live sono state fantastiche anche perché abbiamo stretto amicizia con quasi tutti i partecipanti, ogni giorno si parla di politica, esperienze, musica, interessi, consigli&#8230; siamo contenti.. la musica non serve anche a questo? Andando a Lecce sappiamo che l&#8217;<strong>Italia Wave</strong> sarà una vetrina importantissima ed abbiamo intenzione di sfruttare al meglio questa occasione; ci stiamo lavorando sù, già dalla sera della vittoria di Campobasso, presenteremo un nuovo album di inediti oltre a quello già autoprodotto, da sottoporre a chiunque sia intenzionato ad offrirci una produzione a larga scala&#8230;. se riusciremo nell’impresa.. ci sarà da divertirsi davvero&#8230;ma comunque vada sentirete ancora parlare di noi.</p>
<blockquote><p>data di pubblicazione: 12/05/2011</p>
<p>Intervistatore : Antonella P.</p>
<p>info: <a href="../2011/05/05/recensione-dll-%e2%80%93-real-fear/www.myspace.com/dllreload" target="_blank">www.myspace.com/dllreload </a></p></blockquote>
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		<title>La musica esalta la diversità &#8211; La prof.ssa Fidotti spiega la sua tecnica a teatro</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 16:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ogni persona disabile si autorappresenta con i propri mezzi”

Leo Quartieri, Giuliana Fidotti e Giacomo Raimondo
CAMPOBASSO &#8211; ‘Nel rispetto della propria dignità’. Quanto appare sconvolgente, nella sua disarmante semplicità, questa frase che appare nella home page dell’Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale). Come si delinea, subito, l’oggetto della mission, al di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>“Ogni persona disabile si autorappresenta con i propri mezzi”</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignright" style="width: 156px"><img class="    " src="http://www.toro.molise.it/public/news/foto/20090510concorsottf12.jpg" alt="Leo Quartieri, Giuliana Fidotti e Giacomo Raimondo" width="146" height="186" /><p class="wp-caption-text">Leo Quartieri, Giuliana Fidotti e Giacomo Raimondo</p></div>
<p style="text-align: justify;">CAMPOBASSO &#8211; ‘<em>Nel rispetto della propria dignità</em>’. Quanto appare sconvolgente, nella sua disarmante semplicità, questa frase che appare nella home page dell’Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale). Come si delinea, subito, l’oggetto della mission, al di sopra di ogni ragione sociale, di ogni diversità. Una frase che cozza con violenza, col fragore del mondo, con le guerre, con le ingiustize, con il razzismo, l’ignoranza, con la prepotenza. Ancora una volta, la società civile, si affida al volontariato, al lavoro di chi, senza alcun ritorno, con poche gratificazioni, decide di dedicare una parte della propria vita (se non tutta), al servizio degli altri. Misurarsi con la fatica per coloro che hanno difficoltà sociali, di relazioni, evidentemente fisiche, per molte persone significa dare voce a chi non ha modo, da solo, di ricavarsi il giusto spazio e il giusto rapporto con gli altri, sono gli invisibili, coloro che mettono tempo a disposizione ‘affinché sia loro garantito il diritto inalienabile ad una vita libera e tutelata’.<br />
La scorsa settimana, si è tenuto al teatro Savoia <strong>“Le vibrazioni della vita”</strong><span id="more-18093"></span>, un progetto concerto-teatro-danza voluto dal musicista Leo Quartieri e realizzato con l’Anffas Molise, l’associazione culturale musicisti italiani, l’istituto “G.M. Galanti” e il liceo artistico “Manzù”. Sul palco il Leo Quartieri sestetto con l’apporto dell’attrice Mena Vasellino, della pittrice Rosa Socci e della professoressa Giuliana Fidotti, musicista ed esperta di musicoterapia, che ha seguito e preparato gli artisti diversamente abili. Ed è lei che in redazione, ci spiega il suo lavoro e come ha preparato i musicisti per lo spettacolo, e lo fa con energia, con il puglio di chi, dopo circa 40 anni di insegnamento al conservatorio “Perosi” ora continua ad operare senza sosta.<br />
<strong>Professoressa Fidotti, lei come musicista, di cosa si è occupata, nello specifico, nello spettacolo?</strong><br />
“Da operatore culturale, attraverso quattro disabili dell’istituto Galanti, ho parlato di suono, di ritmo, di psicomotricità, e di tutto quello che può servire a realizzare il progetto”.<br />
<strong>Ma davvero la musica migliora la qualità della vita?</strong><br />
“Per la serata in oggetto, va detto che è stato fatto un grosso intervento all’interno della disciplina della musicoterapia, quest’ultima tra l’altro nata meno di cinquanta anni fa. La valenza della musica per i vari tipi di disabilità può fare davvero miracoli, ed ogni persona disabile si autorappresenta con i propri mezzi attraverso la musica”.<br />
<strong>La musica dunque, per interagire?</strong><br />
“Beh si, gli si dà un mezzo per autorappresentarsi, ognuno con lo strumento più aderente alla persona, ma anche solo con l’ascolto e, con molta cautela, perchè non a tutti si propone Brahms o Chopin. Ma il percorso si fa con molta attenzione, cercando di capire la psicologia della persona che si ha di fronte e, soprattutto, capendo per quale tipo di disabilità si opera”.<br />
<strong>Che reazione hanno gli allievi a questi stimoli?</strong><br />
“Beh se non hanno capacità di linguaggio, o se hanno disturbi a livello neuromotorio o psicosensoriale, non sono in una situazione di grande agiatezza, ma ti ribadisco che la musica, davvero crea sollievo. La musica va a collocarsi nell’interiorità dell’essere umano. Ho fatto questo per circa 40 anni al conservatorio del capoluogo”.<br />
<strong>Cosa ne possiamo dedurre?</strong><br />
“Che l’attività musicale genera emozioni. E’ chiaro che è fatta di accademismo e pathos, di apollineo e dionisiaco, però, quello che va al di là delle regole tecniche e che, manda e rimanda messaggi, è il senso profondo legato al nostro modo di essere a livello interiore”.<br />
<strong>Lei, durante uno spettacolo come questo, osserva il pubblico? Lo vede dinamico e partecipe o statico?</strong><br />
“Dipende da come si propone la musica, perchè è legata all’espressività. In questo caso ho visto un pubblico che non era lì per fare beneficenza, ma per partecipare, convinto, perchè il valore etico, che poggia sul linguaggio degli affetti, su quelli che sono i sentimenti di ciascuno di noi, erano preponderanti”.<br />
<strong>Dunque un pubblico che sceglie e che non si fa scegliere da un atto di solidarietà, ma dal rispetto per chi è sul palco.</strong><br />
“Esatto. Ma c’è ancora molto da lavorare sulla centralità dell’essere umano. Del modo di essere. Di dare prima, e di prendere dopo, per un arricchimento reciproco, in questo caso tra musicista e pubblico.<br />
Quindi, tutti insieme, con queste premesse, possiamo costruire ‘mille splendidi soli’ (di Khaled Hosseini &#8211; ndr)”.<br />
La chiacchierata potrebbe continuare ancora per molto, la professoressa Fidotti ne ha di cose da raccontare, del suo passato, ma una piccola pagina come questa segue rigide regole come l’essere succinto, sintetico.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di Charles N. Papa</p>
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		<title>Mary Jo, sarà Mtv?</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:02:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Mary Jo con Francesco Silvestre dei Modà).
E’ una delle voci più accattivanti dell’etere molisano, la giovane Mary Jo, in forza a Radio Luna network, ma con la giusta ambizione di voler varcare i confini regionali.
La nuova generazione di speaker radiofonici, diligentemente corretti, impieagti nell’azienda radio, oggi si differenziano dalla passata generazione di speaker, per gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_17765" class="wp-caption alignleft" style="width: 276px"><a href="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/04/mary-jo-trl.jpg"><img class="size-full wp-image-17765 " title="mary jo trl" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/04/mary-jo-trl.jpg" alt="Mary Jo con Francesco Silvestre dei Modà)." width="266" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Mary Jo con Francesco Silvestre dei Modà).</p></div>
<p>E’ una delle voci più accattivanti dell’etere molisano, la giovane Mary Jo, in forza a <em>Radio Luna network</em>, ma con la giusta ambizione di voler varcare i confini regionali.<br />
La nuova generazione di speaker radiofonici, diligentemente corretti, impieagti nell’azienda radio, oggi si differenziano dalla passata generazione di speaker, per gli interessi artistici che spaziano in vari ambiti. Mary Jo sta seguendo il primo livello di un corso di doppiaggio e sarà pronta, a maggio, al secondo livello. Il 20 aprile scorso, a Firenze, ha avuto il momento di gloria su <strong>Mtv</strong> alla finale dei <strong>Trl</strong>, in qualità di inviata della radio ufficiale, <strong>Radio Crik Crok</strong>:<br />
“<em>Ho partecipato &#8211; </em>spiega Mary Jo<em> &#8211; al concorso di Radio Crik Crok, ho simulato la presentazione di Jovanotti, mi hanno scelto per la simpatia e sono stato in diretta il 20 aprile tutto il pomeriggio nel backstage dei Trl per Radio Crik Crok. Durante la conduzione sono stata un minuto anche in video su Mtv, dal megaschermo, con gli inviati di Mtv. E’ andato tutto bene. Sono contenta e ovviamente che dire, spero ci sia un prosieguo. Io le provo tutte. Per il momento continuo il corso di doppiaggio, ambisco al secondo livello</em>”.<br />
Ed ora, come tutti coloro che incrociano le dita, si spera in un’altra possibilità. L’imponderabile scaletta della vita, si spera riservi un’altra sorpresa a Mary Jo, magari su Mtv.</p>
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		<title>Teatro, forma d’arte e libero spazio</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 10:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ho lasciato i grandi circuiti per recitare in luoghi off”
di Charles N. Papa
Carla Vitantonio
CAMPOBASSO &#8211; I ricordi si perdono in un lontano 2003. Nel locale di successo di quel periodo, il mitico Amadeus, una sconosciuta Carla Vitantonio, si propoponeva per la prima volta, ad un pubblico distratto ma che in qualche modo coglieva l’essenza della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>“Ho lasciato i grandi circuiti per recitare in luoghi off”</em></p>
<p style="text-align: justify;">di Charles N. Papa</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img src="http://www.tdl.it/data/eventi/preview/carla-vitantonio.jpg" alt="Carla Vitantonio" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">Carla Vitantonio</p></div>
<p>CAMPOBASSO &#8211; I ricordi si perdono in un lontano 2003. Nel locale di successo di quel periodo, il mitico Amadeus, una sconosciuta Carla Vitantonio, si propoponeva per la prima volta, ad un pubblico distratto ma che in qualche modo coglieva l’essenza della pièce. “Praticamente &#8211; spiega Carla &#8211; è stata l’unica volta che ho recitato in Molise, poi sono andata via”. Da allora Carla, si è mossa nel mondo del teatro, ma di quello più trasversale, più vicino alle emozioni del pubblico che alle fauci delle produzioni.<br />
Ora vive a Bologna, ed un motivo c’è: “Perchè sto meglio fuori” è la risposta decisa. In realtà lei è andta via nel 1997, poi la replica del 2003 ed oggi nuovamente nel Molise. Ma poi ci si chiede, perchè si va via tutti da questa regione e poi si dice che in Molise non accade nulla? “Evidentemente &#8211; continua Carla &#8211; non c’è spazio. Ma poi scusa, io sono un’attrice, non sono nè una politica nè un’imprenditrice teatrale.<br />
Se mi chiamano io corro. E scrivo sempre, ad assessori o teatri e propongo i miei lavori. Lo faccio puntualmente due volte l’anno, mai nessuna risposta. Trai tu le conclusioni. Io quello che posso fare è insegnare e fare teatro.<span id="more-17744"></span><br />
Per il resto presumo che chi è al timone della Cultura in Molise, debba fare qualcosa. Insomma credo che si potrebbe crescere se si desse spazio a chi fa l’imprenditore, di poterlo fare e a chi fa l’attore/attrice, di potersi esprimere, strizzando l’occhio però a ciò che accade intorno. Quello che sicuramente manca qui, al di fuori dei circuiti tradizionali, è un teatro-off, come quello che poi faccio io. Una proposta che esula dalla convenzioni, dalle produzioni, ma che è libera di esprimersi e di presentarsi al pubblico in una forma slegata dalle forzature contrattulai e politiche”. La Vitantonio sopravvive al teatro non facendolo nei luoghi deputati, la sua effervescenza artistica, la porta nei luoghi più impensati e meno probabili. In pratica porta il teatro a casa delle persone. E a conclusione di questo percorso, la forza comunicativa del rapporto attore/spettatore, si rafforza e si spoglia di tutte le conveznioni,<br />
sino a ritrovarsi nello stesso spazio scenico e condividere le stesse emozioni. Carla Vitantonio si autoproduce e si autopromuove, riuscendo a campare di questo. Questa sera al Dopolavoro Ferroviario presenta “<strong>Una valigia piena di dollari</strong>”, uno dei suoi monologhi, ne ha scritto cinque e di varia natura, alcuni strappano sorrisi, altri meno, in alcuni è sola sulla scena, in altri con musicisti. Ma il suo percorso artistico si completa con l’insegnamento e con il corso di radiodramma su Radio Karios. Per la 32enne termolese, i luoghi non teatrali dove fare teatro sono la giusta dimensione, ma in realtà, la sua aspirazione è di chiudere di qui ad un anno con il teatro: “Magari venderò maionese” dice con una battuta, giusto per confermare di non volere restare una giovane promessa in eterno. Ma dello spettacolo di questa sera?: “Comico.<br />
Una favola per adulti che fa perno sull’infanzia, un viaggio all’interno di essa e delle tradizioni. Una dimensione onirica e delicata”.</p>
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		<title>21/03 Focus on Sandro Sù @B BOYZ RADIO</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 14:04:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[ 21 marzo 2011; 22:00 a 23:00. ] [caption id="" align="alignright" width="166" caption="Puntata 00 – focus on Sandro Sù "][/caption]
Nel corso della Trasmissione n. 00 del 21 marzo 2011
In streaming su B BOYZ RADIO dalle 22 alle 23 di lunedì e in replica nella stessa fascia orario il giovedì!
FOCUS ON su SANDRO SU’ / INTERVISTA
COME ASCOLTARE?
Vai su http://www.b-boyzradio.com

BIOGRAFIA:
fonte: PAGINA FB UFFICIALE

Sandro Su’ noto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 176px"><img class="   " src="http://www.extralad.com/artist-management-music-production-hiphop-beats-promotion-events/wp-content/uploads/2011/03/sadrosu-focuson-extralad1.jpg" alt="Puntata 00 – focus on Sandro Sù [ IT, Trieste ]" width="166" height="230" /><p class="wp-caption-text">Puntata 00 – focus on Sandro Sù </p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della Trasmissione n. 00 del 21 marzo 2011<br />
In streaming su <strong>B BOYZ RADIO</strong> dalle 22 alle 23 di lunedì e in replica nella stessa fascia orario il giovedì!<br />
<strong>FOCUS ON su SANDRO SU’ / INTERVISTA</strong><br />
COME ASCOLTARE?</p>
<p style="text-align: justify;">Vai su <a href="http://www.b-boyzradio.com/" target="_blank">http://www.b-boyzradio.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">BIOGRAFIA:<br />
fonte:<a href="http://www.facebook.com/sandrosu?sk=info" target="_blank"> PAGINA FB UFFICIALE</a></p>
<p style="text-align: justify;">Sandro Su’ noto anche come Sandro Phogna , classe ’79, vive a Termoli fino al 2009, si sposta poi a Trieste dove risiede attualmente.<br />
Sandro trascorre diversi anni a stretto contatto con quelle che,nella seconda metà degli anni 90, erano le piu’ affermate ed agguerrite realta’ del rap abruzzese: da “<em>Costa nostra</em>” ai “<em>Senza nome come il dolce</em>”;<br />
proprio grazie all’appoggio di questi ultimi registra i primi pezzi da inserire in compilation a distribuzione nazionale (to be 2000 part. 1 e 2) ed un primo demo autoprodotto di 4 tracce.<span id="more-16902"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2004 realizza un primo album di dal titolo “<em>Minaccia di critico</em>” con l’amico e storico srecciatore compaesano dj Gohn ed altri. Due anni piu’ tardi realizza “<em>l’albero del napalm</em>” disco autoprodotto realizzato in collaborazione con dj Shocca, Beatmun,Rob (Ganjafarm),Hiko,Pinna,dj Sonico,Norh,Nocturne, Puokkio e Ramtzu.<br />
Nel 2009 è la volta di “<em>Casshern</em>” raccolta di brani attualmente in freedownload alla quale partecipano tra gli altri<br />
Paura (videomind),toni joz (13 bastardi),mc Ozi’ (Tck) , dj Creeterio e Dekon.<br />
Segna nello stesso anno la sua presenza nel pregevole progetto promosso da dj Gruff dal titolo “<em>viene e va</em>”<br />
Composto da due tracce scaricabili gratuitamente che vedono la partecipazione di una larga fetta della scena del rap italiano.<br />
Tra il 2009 e oggi consolida una prolifica amicizia con il musicista e street artist Mess2 ,con il quale realizza svariati brani reperibili on-line ed un videoclip per il brano “<em>La linea</em>”.<br />
Trasferitosi in pianta stabile a Trieste viene a contatto con le realtà hip hop del nord est e decide di realizzare un nuovo album per il 2011 con l’aiuto di dj Color ed il suo Hole city studio,avvalendosi della collaborazione di rimatori eccellenti come Ghemon scienz e Sawerio,di sapienti produttori quali Fano dei Cutdealers e Sonakine e di turntablists fuori dal comune come Creeterio e Bioshi .</p>
<p style="text-align: justify;">La crescente ansia per una deriva autoritaria che incombe dall’alto fino alla vita quotidiana di chi vive strisciando, porta il rap di Sandro Su’ ad allontanarsi non poco dalle tematiche,dai suoni e dai modi che contraddistinguono il suo genere musicale nella penisola.<br />
La differenza di potenziale tra arte ed industria è l’inesauribile batteria che fornisce energia alle sue parole<br />
Incastrate tra ricercatezza metrica e le grida di chi spera in un’utopistica rivoluzione.<br />
Quello di Sandro è il rap di chi scopre, nel corso di un’esistenza scomoda, che chi domina il mondo attraverso il “Dio mercato” considera i cittadini d’ogni dove come corpi inermi incapaci di autogestirsi, è un rap che considera ogni ascesi verso i meccanismi della produzione un illusorio rincorrere se stessi, per ritrovarsi liberi solo di credersi liberi dentro i confini che il denaro ha scavato.</p>
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		<title>Penelope a Sanremo. La seconda serata Raffaele Spidalieri in concerto</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 17:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 16 febbraio 2011; ] Tra gli eventi collaterali, l’esibizione all’hotel Londra

di Charles N. Papa

SANREMO - Dal 15 al 19 febbraio tutto il mondo sarà a Sanremo. Tutti vorranno esserci.

[caption id="attachment_16147" align="alignleft" width="290" caption="Raffaele Spidalieri - L&#39;asino in vetrina"][/caption]

Il rutilante mondo dello showbiz, di quello più sfavillante, sarà talmente vorace, da non risparmiare nessuno tra i propri adepti. Ecco che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Tra gli eventi collaterali, l’esibizione all’hotel Londra</em></p>
<p>di Charles N. Papa</p>
<p>SANREMO &#8211; Dal 15 al 19 febbraio tutto il mondo sarà a Sanremo. Tutti vorranno esserci.</p>
<div id="attachment_16147" class="wp-caption alignleft" style="width: 300px"><img class="size-full wp-image-16147  " title="Raffaele Spidalieri - L'asino in vetrina" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/02/Raffaele-Spidalieri-Lasino-in-vetrina.jpg" alt="Raffaele Spidalieri - L'asino in vetrina" width="290" height="194" /><p class="wp-caption-text">Raffaele Spidalieri - L&#39;asino in vetrina</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il rutilante mondo dello showbiz, di quello più sfavillante, sarà talmente vorace, da non risparmiare nessuno tra i propri adepti. Ecco che artisti di varia natura, e a vario titolo, saranno protagonisti di show-case, live improvvisati,conferenze stampa, divagazioni musicali tra la gente.<br />
Chi dovrebbe discernere tutto ciò, è la stampa, ma i giornalisti in sala stampa, vengono sommersi da rassegne infinite (dei tomi giornalieri), e le conferenze stampa, di tutti i cantanti e gli organizzatori la kermesse, si susseguono una dietro l’altra, quasi non dando il tempo di capire bene di che natura sia l’arte proposta.<span id="more-16146"></span><br />
L’ultimo molisano a salire sul palco dell’Ariston è stato <strong>Antonello Carozza</strong> nel 2006 (eliminato subito, ma con una conferenza stampa tra le più vivaci), <strong>La Riserva Moac</strong> si è esibita live nel centro della città un paio di anni dopo. Quest’anno sarà il molisano Raffaele Spidalieri ad esibirsi, ma all’hotel Londra, il sedici, la seconda serata. I suoi esordi nel capoluogo sul finire dei ‘90 con gli amici di sempre (Adelchi, Pierpaolo, Luca, Carmine), poi il 2005 segna l’avvicinamento al Faber (tributo a De Andrè con più di 100 concerti in Italia, compreso il Molise). Nella biografia esperienze importanti, due dischi, lo sentiamo al telefono:<br />
“<em>Nel 2007 primo EP L&#8217;asino a cui fa seguito L&#8217;asino e Penelope, che è quello che conosci. Nel 2008 apertura del concerto di Erykah Badu al Summer Festival di Lucca, esperienza scioccante per la maestosità del palco e per aver vissuto per la prima volta un concerto con la C maiuscola&#8230; dal service ai camerini, alla cena servita nel roof garden, e per avere passato una serata a chiacchierare con la Badu come se fosse la vicina di casa (oltre che di camerino) parlando tranquillamente di società, musica e politica (americana ed internazione). Subito dopo l&#8217;uscita del disco partecipazione al MEI</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 2010 cosa accade invece?</strong><br />
“<em>Nel 2010 pochissimi concerti in teatro e club ma tutto puntato sulla promozione radiofonica. Il disco è passato due volte a DEMO su radio 1, è andato su radio rai international, diverse radio locali di tutto il paese, rotazione in Canada per un mese in una radio che copre tutto il paese, passato in Sud Africa, Australia e Nuova Zelanda</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sanremo, qualità, visibilità, che pensi?</strong><br />
“<em>Sanremo: mi aspetto quello che è, la vetrina italiana più importante a prescindere da quello che si dice. E&#8217; il momento in cui tutto il carrozzone della musica italiana è riunito in un solo posto: giornalisti, musicisti, produttori, discografici e addetti ai lavori vari. E&#8217; l&#8217;occasione per trovare la grande occasione, la chiave di volta per poter portare le proprie idee in giro. E&#8217; sicuramente già un successo aver la possibilità di proporre in quel contesto le proprie canzoni, aver avuto l&#8217;invito da Radio Italia senza aver alle spalle una major o un&#8217;etichetta importante che ti spinge. E questo indirettamente è indice che abbiamo fatto un buon lavoro che alla fine è stato apprezzato da qualcuno che ha deciso di darci la possibilità di metterci alla prova. Comunque vada è un successo, ed è la logica che dal primo giorno ci spinge a continuare questo affascinante gioco; il voler continuare a trovare sempre nuovi traguardi giocando ironicamente con noi stessi e cercando orizzonti sempre più ampi.<br />
Nel frattempo ho finito di scrivere il prossimo disco che in primavera inizieremo a registrare e che sarà pronto subito dopo l&#8217;estate. Stessa formazione, magari aggiungendo dei fiati. Stessa cura tecnica di Ignazio Morviducci (Mina, Elio e le storie tese, Le Vibrazioni). Oltre al nuovo disco la speranza per il 2011 è un giro di live più lungo del solito</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa la formazione che si esibirà a Casa Sanremo: Raffaele Spidalieri (voce e chitarre), Diego Perugini (chitarre), Alessandro Cristofori (pianoforte), Guido PIetrella (basso elettrico)ianluca Meconcelli (batteria).</p>
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		<title>Teatro stabile, sogno o realtà? Parla Lino D’Ambrosio della Compagnia di Bojano</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 15:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 
Compagnia Stabile del Molise - Teatro Comunale di Boiano
In cartellone previsti altri tre spettacoli sino al 16 aprile
di Charles N. Papa
  BOJANO &#8211; La Compagnia stabile del Molise prosegue con il primo cartellone di una stagione teatrale che, sino ad ora, trova gradimento nel pubblico che assiepa il teatro comunale di Bojano.
Con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 180px"><em><em><img class="   " src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/hs458.ash2/73107_165194423505148_165125453512045_411667_4736363_n.jpg" alt="Compagnia Stabile del Molise - Teatro Comunale di Boiano" width="170" height="208" /></em></em><p class="wp-caption-text">Compagnia Stabile del Molise - Teatro Comunale di Boiano</p></div>
<p><em>In cartellone previsti altri tre spettacoli sino al 16 aprile</em><br />
di <strong>Charles N. Papa</strong></p>
<p><strong> </strong> BOJANO &#8211; La Compagnia stabile del Molise prosegue con il primo cartellone di una stagione teatrale che, sino ad ora, trova gradimento nel pubblico che assiepa il teatro comunale di Bojano.<br />
Con la direzione artistica di <strong>Edoardo Siravo</strong>, il primo spettacolo è andato in scena l’11 dicembre. Poi, come da programma, il “<strong>Nuzzo Di Biase show</strong>” il 28 e lunedì 17 gennaio invece tutta la compagnia in scena su un testo di Pirandello: <strong>Lino D’Ambrosio, Paola Cerimele, Silvia Siravo, Raffaello Lombardi, Valeria D’Avorgna</strong> .<br />
La nascita di una compagnia stabile, è quello che manca al Molise. Le intenzioni ci sono tutte, ne parliamo con il direttore scientifico Lino D’Ambrosio.<br />
<strong>Siete al giro di boa, quali considerazioni? <span id="more-15399"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Prosegue con grande successo la prima stagione teatrale del rinnovato Teatro Comunale di Boiano. Siamo al terzo spettacolo, la risposta del pubblico fino a questo punto è stata davvero entusiastica.<br />
La Stagione realizzata con la direzione artistica di Edoardo Siravo riscuote spettacolo dopo spettacolo un lusinghiero successo di pubblico</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La vostra compagnia ambisce allo status di stabile</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Nelle nostre intenzioni la volontà di creare la prima compagnia teatrale stabile della regione Molise che produca teatro sul territorio, distribuisca spettacoli in sinergia con le associazioni del luogo, le scuole. (il Molise è l’unica regione in Italia a non avere una compagnia teatrale che opera nel proprio territorio, l’obiettivo è crearne una con le seguenti finalità: la diffusione della Cultura dello Spettacolo in tutte le sue forme, la promozione di iniziative atte a riscoprire e valorizzare le radici culturali e storiche del territorio di appartenenza, la gestione di sale teatrali e cinematografiche, spazi teatrabili all’aperto e, in particolare siti di valore storico e archeologico. (Gestione stagione di Altilia), la collaborazione con la Regione Molise, il Comune di Boiano, le Province di Campobasso e Isernia, altri Enti Locali e Associazioni e società che operano non settore, la collaborazione con il settore della formazione in particolare con le Scuole di ogni ordine e grado, la scuola</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più che lodevole. Si colmerebbe un vuoto culturale che in Molise esiste da sempre</strong><br />
“<em>Il progetto nasce dall’idea che, oggi più che mai, si avverta nella regione Molise, l’esigenza di una vera scuola di recitazione, in grado di assicurare quella professionalità e quella formazione necessaria per avvicinarsi consapevolmente alle attività espressive per cui è necessaria una seria formazione. Mai come oggi risulta, infatti, alquanto attuale il discorso intorno alla formazione, stravolta e deturpata dai mass-media che illudono sempre più giovani sulla facilità di una carriera e sull’inutilità di una più che adeguata formazione tecnicoculturale</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo i tanti aspiranti attori che ci sono in regione, hanno bisogno di continuità e di lezioni che contribuiscano alla crescita. Pertanto, se a Bojano questo può avverarsi, bene. Già in passato abbiamo avuto prove pleonatsiche di cui si poteva fare a meno. Il prossimo spettacolo in cartellone è previsto il 15 febbraio.</p>
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		<title>Il Molise in cima al Box office &#8211; Luigi Luciano nel cast del film “Che bella giornata”</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 13:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[L’attore campobassano scovato nella rete nei panni di Herbert ballerina
di Charles N. Papa
Luigi Luciano
MILANO &#8211; Come ritrovarsi, da un giorno all’altro, nel cast del film italiano che ha battuto molti record, per esempio ha superato al box office titoli come Avatar o Harry Potter. Luca Medici meglio conosciuto come Checco Zalone, alla sua seconda prova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>L’attore campobassano scovato nella rete nei panni di Herbert ballerina</em></p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Charles N. Papa</strong></p>
<div id="attachment_14927" class="wp-caption alignright" style="width: 243px"><a href="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/01/luigi-luciano.jpg"><img class="size-full wp-image-14927  " title="luigi luciano" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2011/01/luigi-luciano.jpg" alt="luigi luciano" width="233" height="155" /></a><p class="wp-caption-text">Luigi Luciano</p></div>
<p style="text-align: justify;">MILANO &#8211; Come ritrovarsi, da un giorno all’altro, nel cast del film italiano che ha battuto molti record, per esempio ha superato al box office titoli come Avatar o Harry Potter. Luca Medici meglio conosciuto come Checco Zalone, alla sua seconda prova cinematografica con Che bella giornata, sbanca senza precedenti il botteghino. Quasi 20 milioni in una settimana (è uscito il 5 gennaio), biglietti ovunque su prenotazione, quasi sempre per il giorno dopo. Inaspettato, imprevedibile, una bella conferma per Zalone/Medici che, dopo Cado dalle nubi era ad una prova di fuoco, e l’ha superata. Il film veleggia tra uno scanzonato Pieraccioni ed un meno vago De Sica, un filone trasversale che, per ora, è vincente. Nel cast la parte di Giovanni è interpretata da un giovane talento molisano, Luigi Luciano (foto). <span id="more-14926"></span>Poca esperienza in regione (solo uno spettacolo in  Cattedrale), partito subito per Milano (è laureato in Cinematografia), lascia i genitori e il negozio di famiglia (Cose belle in via Nobile) per inseguire il suo sogno, fare l’attore. Lo raggiungiamo a Milano in una pausa della promozione di Che bella giornata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come ci si sente dall’alto di 20 milioni di euro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Beh ovvio bene, magari è meglio non soffrire di vertigini però. Non ce lo aspettavamo ma tutti lo speravamo, ed ora siamo qui a vedere gli effetti”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale la prima reazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Guarda ad essere sincero ancora non metabolizzo, però di sicuro, mi sono convinto che almeno, non porto sfiga”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’incontro con Zalone? Come ti ha beccato? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Mi ha visto nella rete. Nei video che abbiamo realizzato con Maccio Capatonda”.L’incontro con Marcello Macchia, tra l’altro nato a Vasto, ha cambiato la tua vita?“Sicuro. Tanto inatteso quanto popolare. I video che abbiamo ideato e realizzato sono nella rete e hanno una grossa serie di contatti. Alcuni hanno superato il milione. Molti sono stati presi dalla Gialappa’s band per Mai dire gol”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parlaci di Herbert ballerina.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“E’ il personaggio con cui sono diventato famoso nella rete e con il quale Zalone mi ha scoperto. In realtà Checco mi ha inseguito, perchè quando mi ha visto, non aveva trovato il modo di contattarmi, io non avevo agente”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che persona è Luca Medici?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Una gran bella persona. Io mi sono trovato molto bene e sono contento di aver accettato la sua proposta. Per ora mi godo il successo e tutto quello che può accadere, poi, mi attrezzo per il futuro. So bene che un successo come questo, non è per sempre, ho ancora tanto da imparare. Intanto proseguo nei video con Maccio Capatonda”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che bella giornata ha battuto molti record, c’è la fila davanti ai botteghini, si prenotano i biglietti per il giorno dopo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Credo che in Italia ci sia tanto bisogno di ridere evidentemente. Ed io voglio continuare  a farlo, questo è il mio mondo ed è questo che voglio fare nella vita”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Torni spesso a Campobasso, magari a dare una mano ai tuoi nel negozio in via Nobile?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“ Certo. Quando mi capita non mi tiro indietro”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I tuoi amici di sempre?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Emanuele e Carmine, con loro sono cresciuto e per me sono fratelli. Con loro ho condiviso molto, anche il tifo per il Campobasso. Quando sono a cb vado a vedere la partita al Romagnoli. Forza lupi!”</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.movoloco.it%2F2011%2F01%2F13%2Fil-molise-in-cima-al-box-office-luigi-luciano-nel-cast-del-film-%25e2%2580%259cche-bella-giornata%25e2%2580%259d%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0″ allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:60px"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Il cinema che non t&#8217;aspetti. Intervista a Federico Pommier Vincelli</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 18:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggio]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[federico pommier]]></category>
		<category><![CDATA[MoliseCinema]]></category>

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		<description><![CDATA[di Charles N. Papa
Nuovo Cinema Roma di Casacalenda
ROMA &#8211; La chiusura  di un teatro, di un cinema, di un&#8217;attività d&#8217;aggregazione spontanea, di  rilievo culturale, di scambio intellettuale e di crescita sociale,  diventa sempre motivo di dialogo e confronto con chi, istituzioni o  privato, ha posto in essere condizioni che portano allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Charles N. Papa</strong></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img class="  " style="margin: 1px;" src="http://www.nuvoleinrete.it/wp-content/uploads/Cinema_roma1.jpg" alt="" width="240" height="157" /><p class="wp-caption-text">Nuovo Cinema Roma di Casacalenda</p></div>
<p style="text-align: justify;">ROMA &#8211; La chiusura  di un teatro, di un cinema, di un&#8217;attività d&#8217;aggregazione spontanea, di  rilievo culturale, di scambio intellettuale e di crescita sociale,  diventa sempre motivo di dialogo e confronto con chi, istituzioni o  privato, ha posto in essere condizioni che portano allo stagnare del  sapere. In Molise una sola grande struttura, come il <em>multisala Maestoso </em> (otto sale) attira il popolo del grande schermo. L&#8217;<em>Alphaville </em>resta una  piccola sala di nicchia. Ad Isernia si barcamena il cinema <em>Otto &amp;  mezzo</em>. A Termoli addirittura il <em>Lumière</em> ha chiuso. In questo quadro  totale che vede il monopolio del Maestoso (con merito), l&#8217;apertura del  cinema <strong>Roma a Casacalenda</strong>, che ormai da due anni si propone con una  programmazione costante, non può che essere una bella notizia. Il merito  va alla rassegna Molisecinema, nata nel 2003 grazie alla volontà di  <strong>Federico Pommier Vincelli</strong><span id="more-14780"></span> originario di Casacalenda e direttore  artistico del festival. Il <em>la</em> è stato dato dal tragico  terremoto dell&#8217;anno precedente, questo, ha motivato Pommier Vincelli a  portare nel suo piccolo paese il cinema, che mancava da circa  trent&#8217;anni, con l&#8217;unica sala (il Roma) chiusa e senza manutenzione.  Raggiungiamo al telefono nella sua casa romana Pommier Vincelli:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La  gente non va più al cinema con costanza, molte sale chiudono, la tv, la  grande distribuzione, dvd nelle edicole, tutto rema contro, eppure, a  Casacalenda</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Trent’anni dopo la chiusura dello  storico cinema Roma, Casacalenda ritrova la sua sala. Grazie a un  paziente lavoro di restauro durato anni e agli sforzi degli Enti Locali,  del Comune di Casacalenda, della Provincia di Campobasso, che ha  finanziato in gran parte l’intervento di recupero, e dell’Associazione  Molisecinema, ma anche grazie a tutti coloro che in questi anni hanno  sostenuto il progetto di MoliseCinema: riportare il cinema nei piccoli  paesi&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una risorsa culturale non preventivata sino a qualche anno fa ed ora, gran soddisfazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Grazie  all&#8217;entusiasmo e alla partecipazione della gente siamo riusciti a far  ripartire, 30 anni dopo la chiusura, il &#8220;Nuovo Cinema Roma di  Casacalenda che in meno di due anni di attività ha programmato oltre 50  film di prima visione, con una grande affluenza di pubblico. Può  sembrare paradossale, ma in un momento in cui molti cinema delle grandi  città chiudono, penso con tristezza al Metroplitan di Roma che ha chiuso  i battenti pochi giorni fa, in un piccolo paese molisano come  Casacalenda un cinema riapre con successo. Evidentemente l&#8217;Italia dei  centri minori e delle aree interne ha molte più risorse culturali di  quanto si pensi</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando nasce Molisecinema?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>La  nostra esperienza è nata nel 2003 con un obiettivo molto semplice e  concreto: riportare il cinema nei piccoli paesi del Molise. Il successo  del festival, che nel 2011 arriverà alla sua nona edizione, ha dato un  grande impulso a questo progetto</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; appena passato il momento dei cine panettone, esiste il cinema impegnato?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;</strong><em>Credo  che dobbiamo superare la dicotomia tra cinema impegnato e cinema di  cassetta, è una contrapposizione che non ha più molto senso. Forse  sarebbe meglio parlare di buon cinema e di cattivo cinema</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come colmate questa dicotomia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>In  questi giorni presentiamo una commedia di grande richiamo, come &#8220;Che  bella giornata&#8221; con Checco Zalone, che per la prima volta viene  proiettata in contemporanea con l&#8217;uscita nazionale. Ma nel nostro &#8220;Nuovo  Cinema Roma&#8221;, oltre al grande cinema popolare, abbiamo proposto anche  opere di qualità eccelsa, come i recenti &#8220;Uomini di Dio&#8221; e &#8220;The social  network&#8221;, i film di Ken Loach o i capolavori dell&#8217;animazione di Myazaki</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Insomma il cinema Roma come tutta l&#8217;Italia ha una prima visione, una delle 900 copie di <em>Che bella giornata</em>. Ma la consuetudine prima di ogni spettacolo è?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>E&#8217;  importante ricordare che prima di ogni film proiettiamo uno dei corti  internazionali che partecipano a MoliseCinema. In questo modo facciamo  conoscere al pubblico il cosiddetto cinema breve che è quasi impossibile  vedere in sala”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un accenno alla nuova edizione del Festival</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Nel  festival si vedranno ovviamente cose diverse: molti cortometraggi,  documentari indipendenti, film di giovani autori che non spesso non  arrivano in sala, oltre a incontri con i protagonisti, concerti, eventi e  così via. Stiamo preparando la nona edizione e tra poco una nostra  delegazione partirà per Clermont Ferrand dove si svolge a febbraio il  più importante festival del corto mondiale. In quella sede, come in  altri grandi festival come Berlino, Cannes e Venezia cerchiamo film e  idee per MoliseCinema. </em><em>Insomma, è proprio il caso di ribadire il nostro slogan: piccoli paesi, grande schermo!</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">info:</p>
<p style="text-align: justify;">http://www.molisecinema.it/</p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.movoloco.it%2F2011%2F01%2F06%2Fil-cinema-che-non-taspetti-intervista-a-federico-pommier-vincelli%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0″ allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:60px"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Molise terra di artisti: Al via la rassegna promossa da Federarte Confcommercio</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 17:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Valeria Palmiero
Nel corso degli anni il Molise ha visto nascere nella sua terra diversi artisti che col tempo si sono andati ad affermare nel  nome e nel talento. Nomi che oggi si ricordano per le opere lasciateci in eredità. Su questa scia si fonda l’iniziativa di Federarte, la federazione degli artisti della Confcommercio Molise [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 167px"><img style="margin: 10px;" src="http://www.informamolise.com/images/stories/varie/Valeria_Palmiero1.jpg" alt="" width="157" height="208" /><p class="wp-caption-text">Valeria Palmiero</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel corso degli anni il Molise ha visto nascere nella sua terra diversi artisti che col tempo si sono andati ad affermare nel  nome e nel talento. Nomi che oggi si ricordano per le opere lasciateci in eredità. Su questa scia si fonda l’iniziativa di Federarte, la federazione degli artisti della Confcommercio Molise che in questi giorni ha allestito un cartellone di mostre che andranno dalla pittura ai presepi. Un’iniziativa che si pone lo scopo di valorizzare e far emergere giovani artisti i quali, con le loro esposizioni, potranno dare risalto alla propria regione. È il caso di Valeria Palmiero, una ragazza di soli 25 anni ma già con diverse esperienze artistiche realizzate lungo tutto lo Stivale e che il 25 novembre scorso ha aperto la rassegna con una sua mostra di quadri.<br />
<strong>Signorina Palmiero, come si svolgerà la sua mostra?</strong><br />
“Per chi è interessato, i miei quadri, otto in tutto, saranno esposti fino a domani presso il bar “Al Camaleonte” in via Elena n. 40 dalle ore 7 alle 21 e 30. <span id="more-13510"></span>Noi siamo tutti soci di Federarte e il nostro scopo è quello di far conoscere le nostre opere anche qui in Molise, essendo la nostra terra d’origine. Infatti, dopo di me ,sarà la volta di un altro artista locale che presenterà una mostra di presepi.  Nel mio caso ho esposto in diverse zone d’Italia: nel 2004 a Roma in occasione della Notte Bianca e nel 2008 a Reggio Emilia durante Arte in Fiera e a Parma. Inoltre, tra il 2008 e il 2009, ho avuto anche l’onore di esporre i miei dipinti presso una galleria d’arte a Bologna. Dopo queste esperienze, però, ho sentito il bisogno di tornare nella mia regione per cercare di affermarmi anche qui”.<br />
<strong>C’è una corrente artistica o un pittore in particolare a cui si ispira?</strong><br />
“I miei soggetti ritraggono soprattutto la figura umana in tutte le sue forme, dai nudi ai particolari di un viso. Questo perché mi sento una persona estroversa a cui piace stare in contatto con la gente ed osservarne i particolari e le diversità. Non seguo una corrente precisa. Tendo per lo più a cercare di individuare un mio stile affinché i miei quadri possano essere riconosciuti. Certo non ho la presunzione di paragonarmi a Picasso, il cui tratto è inconfondibile, ma mi piacerebbe distinguermi”.<br />
<strong>Secondo lei quale sarà il futuro dell’arte molisana? E dove si dovrebbe intervenire per valorizzarla meglio?</strong><br />
“Io credo che oggi gli artisti molisani abbiano un grande potenziale solo che deve poter essere supportato da persone competenti  e che detengono gli strumenti giusti per farlo come, ad esempio, gli organi di stampa che hanno il potere di farci conoscere sul territorio. Ma importanti sono anche i luoghi adibiti per l’esposizione delle opere. Luoghi necessari affinché ci si possa esprimere al meglio ma che purtroppo o sono inadeguati o non vengono sfruttati come si dovrebbe. Il punto è che si dà molto spazio agli artisti già affermati senza però considerare quelli emergenti, e questo è un peccato”.<br />
<strong>Quali saranno i suo progetti futuri?</strong><br />
“Penso di non fermarmi qui ma di andare avanti. Tra i miei progetti c’è soprattutto quello di realizzare altre mostre in Molise magari esponendo i miei quadri in luoghi pubblici affinché possano essere meglio visibili al pubblico. Intanto vorrei in ogni caso ringraziare le ragazze del bar “Al Camaleonte” che si sono rese sempre disponibili e che hanno deciso di intraprendere per la prima volta questa avventura insieme a me”.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Carmela Mariano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">source: www.informamolise.com</p>
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		<title>Colors on Colors &#8211; Mostra d&#8217;Arte Contemporanea &#8211; intervista a Luca Pop</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 16:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Colors on Colors
Officina Solare Gallery &#8211; Termoli (CB)
20 Novembre alle 19.00 &#8211; 02 dicembre alle ore 19.00
Intervista con Pop
di Tommaso Evangelista
L’arte di Luca Pop si  caratterizza per un’inedita quanto significativa ricerca figurativa, per  il tentativo di far coincidere il linguaggio dell’aerosol art (una  delle prime espressioni artistiche accostate al graffiti writing e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignright size-full wp-image-12802" style="margin: 10px;" title="colors on colors - luca pop" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2010/11/colors-on-colors-luca-pop.jpg" alt="colors on colors - luca pop" width="120" height="240" /></em></p>
<p><strong>Colors on Colors</strong></p>
<blockquote><p><span>Officina Solare Gallery &#8211; Termoli (CB)</span></p>
<p>20 Novembre alle 19.00 &#8211; 02 dicembre alle ore 19.00</p></blockquote>
<p><em>Intervista con Pop</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span>di <strong>Tommaso Evangelista</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’arte di Luca Pop si  caratterizza per un’inedita quanto significativa ricerca figurativa, per  il tentativo di far coincidere il linguaggio dell’aerosol art (una  delle prime espressioni artistiche accostate al graffiti writing e  legata, complessivamente, alla street art) con quello della tela,  supporto che ha alle spalle una lunghissima tradizione e col quale ci  riferiamo, più in generale ma senza<span>&#8230;</span><span> esprimere giudizi di valore, al mondo alto dell’arte.<br />
La  tela , anche se in parte abbandonata dai recenti movimenti artistici,  continua ad essere considerata il mezzo e il supporto per eccellenza  della Pittura.<span id="more-12801"></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><br />
<strong>Cosa implica questo?</strong> Mentre il muro, per esempio  quello tipico delle aree metropolitane, viene considerato come un  supporto libero e, praticamente, senza confini (e in questo vi sono  impulsi che ci rimandano addirittura all’arte rupestre, ovvero ad un  periodo nel quale non esisteva ancora il concetto di delimitazione dello  spazio pittorico) la tela-limite implica da una parte la forzata  circoscrizione dell’idea e dall’altra l’innalzamento concettuale della  stessa. Dove i muri sono dei mezzi che permettono la fuoriuscita libera  della creatività e svolgono una funzione di demarcazione (i tag), la  tela comporta nevvero una limitazione del gesto-sfogo, ma anche un  potenziamento dello stile che si fa più curato e meditato.<br />
Figure,  linee, forme, colori sono pertanto simili a quelle dell’arte  metropolitana (la Street art, Arte di strada, è quella che si manifesta  appunto nei luoghi pubblici) ma concettualmente diverse perché c’è di  mezzo il cambiamento del supporto.<br />
Jean-Michel Basquiat, in arte  SAMO©, e Keith Haring, pur con stili diversi, sono stati i primi artisti  ad andare oltre la strada e ad approdare nelle gallerie; dopo questa  ventata di novità il fenomeno, sulla scena artistica, si è andato  affievolendo e solo ultimamente sta ricevendo nuova linfa dai  sorprendenti lavori di Banksy, lo sconosciuto artista di Bristol che ha  allargato la possibilità di un’arte di strada con la guerrilla art,  unendo politica, etica e molta satira.<br />
L’arte di Pop guarda  maggiormente ai primi precursori che, pur venendo dalla strada, hanno  scelto la tela lavorando con grande libertà, e la sua è la scelta nobile  di chi non vuole abbandonare la tradizione, confrontandosi con le  proprietà del fondo inteso come campo, fondo che sulla tela è neutro  mentre sui muri è visibilmente collegato con lo spazio circostante.<br />
<img class="alignright" style="margin: 10px;" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs941.snc4/73414_495823507149_340957107149_7186661_1388509_n.jpg" alt="" width="300" height="432" />Solo  avendo chiaro questo sottile passaggio possiamo provare ad affrontare  una riflessione sulla forma e sullo stile. In queste tele non vi è il  tentativo di una ricerca figurativa, la tendenza a fare “pittura di  Storia” (intendendo una pittura che nasce dall’esigenza di dare forma ai  fenomeni esterni), ma vi è lo sforzo di comunicare  l’interno-interiorità in un perenne sforzo creativo che si avvale  esclusivamente di linee, linee-forza, colori, campiture cromatiche.<br />
Le  sue sono opere aperte in quanto, in perenne metamorfosi, tentano di  dare composizione e sostanza (forse ordine ed equilibrio) a ricerche  personali di forme non passando attraverso disegni preparatori che  confinerebbero l’idea in un freddo gioco di sagome. Del resto è quanto  riferiva Haring in una celebre intervista apparsa su Flash Art nel 1990.  “<em>Probabilmente c’è un 20% di intuizione, un 20% di esperienza e forse  un 60% di probabilità. Cerco di attenermi ad un senso complessivo della  composizione e della forma, di mettere insieme i pezzi come in un puzzle  o come nella composizione di un edificio</em>”. Non si assiste più al gesto  autoreferenziale del writer ma all’impulso artistico: la ricerca di  astrazione (si veda Kandinsky), decorazione (si veda l’arte minore),  stilizzazione e bidimensionalità (si veda l’arte primitiva, infantile o  “brut”).<br />
L’espressione allora è preponderante e liberatoria, è un  trionfo di forme e colori percepibili maggiormente avendo le opere  esposte tutte insieme: horror vacui, accordi di colori (pop?), segmenti  che si cercano in diagonali armoniche, profili fluidi che si  compenetrano, colpi di luce e abbagli improvvisi e la naturale e  infantile semplicità di un’arte intesa come qualcosa di inventato e  creato dal nulla, un qualcosa che trasmette energia al fruitore,  semplice da guardare e diretto. A volte compaiono elementi reali, figure  floreali e fitomorfe, paesaggi, uomini stilizzati dallo stile  fumettato, altre volte, come se vi fosse un’esplosione di immagini,  elementi decorativi e reali si compenetrano e incatenano, ma i segni  debbono ancora diventare messaggi; niente allora di una breve intervista  ci permetterà di entrare nel mondo e nella poetica di questo giovane e  valente artista.</span></p>
<p><strong>Luca, per prima cosa volevo chiederti come e dove nasce questa tua passione per l’arte di strada e per questo stile.</strong></p>
<p>La  passione per l’arte, per me, è nata da quand’ero bambino. Disegnavo  praticamente ovunque e sempre, dai cartoni animati che vedevo a quello  che mi passava per la testa. Col tempo ho conosciuto il writing e ho  cominciato a dipingere con gli spray. Questo grazie ad alcune figure del  paese che mi hanno guidato e mi hanno indicato la strada. Dal muro alla  carta e dalla carta al muro; alla fine sono finito su tela e su altri  supporti che ancora sto sperimentando sempre con vernici spray. Da  qualche anno sto lavorando anche in digitale, sempre e comunque  mescolando disegno a mano e computer.</p>
<p><strong>Siamo lontani dalle  grandi realtà metropolitane, come la scena romana o milanese, che  vedono in questo settore grandi spunti e vitalità, eppure sei riuscito a  trovare in una realtà chiusa come la nostra uno stile del tutto  personale, mi puoi parlare di questa ricerca ed evoluzione?</strong></p>
<p>La  scena presente nei grandi centri è senza dubbio molto forte ma anche in  realtà piccole come la nostra è presente. Con il passare del tempo ho  conosciuto molta gente ed ho visto luoghi e situazioni che mi hanno  influenzato. Con i miei disegni voglio rappresentare ciò che mi è  successo, ciò che ho visto e ciò che voglio. Pensieri, utopie e  sensazioni del presente. Tutto questo con i colori. E’ una priorità  essenziale.</p>
<p><strong><img class="alignright" style="margin: 10px;" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/hs018.ash2/34279_437522772149_340957107149_5849693_7902544_n.jpg" alt="" width="268" height="720" />Nei tuoi quadri c’è la preponderanza del  segno e del colore che assumono di per se significati; vorrei che mi  illustrassi cosa si cela dietro queste linee, il percorso mentale che  porta alla loro formazione e alla nascita del significato dell’opera.</strong></p>
<p>Il  colore è fondamentale, è alla base di tutto ciò che esiste e che si  conosce. Non esiste niente “non colorato”. Il segno è l’altro elemento  essenziale dal quale è nata la rappresentazione. Tramite il colore e il  segno è raffigurabile tutto. Ogni stato d’animo ed ogni immaginazione.  Immaginando trovo le forme, le linee, i tratti e i colori che mi servono  per dire ciò che voglio.</p>
<p><strong>La particolarità, e quindi  anche la valenza, della tua ricerca figurativa è stata quella di  spostare il mondo dell’aerosol art dalla parete alla tela, come lo vedi  questo processo? Per te questo implica una riduzione o un potenziamento  dell’immagine e quanto contano, in questo senso, i tuoi studi di  grafica?</strong></p>
<p>Questo spaesamento non lo vedo n’è negativo n’è  positivo. La voglia di esprimermi mi ha fatto conoscere e sperimentare  altri e nuovi modi. Il writing è fondamentale, la conoscenza di esso è  alla base. Ma la sua trasposizione sulla tela, nel modo nel quale è  ottimizzato, lo rende credo più accessibile. Con le vernici spray, con  il digitale, con tutto ciò che si voglia usare ci si migliora e si porta  avanti lo stile, credo. I miei studi di grafica pubblicitaria penso che  in qualche modo abbiamo influito su ciò che faccio. Alcuni insegnamenti  sono più presenti rispetto ad altri, ma tutti in qualche modo hanno  dato una mano a creare. Parallelamente ha influito tutto ciò che mi  circonda, la mia vita, gli amici e le situazioni in generale.</p>
<p><strong>Quali  saranno le tue ricerche future? In alcune opere compaiono anche delle  figurazioni, un tentativo di ridare forma al reale; andrai verso il  figurativo o continuerai con questi giochi di linee/colori?</strong></p>
<p>La  rappresentazione di elementi reali in situazioni magari assurde mi ha  sempre affascinato. Ho disegnato tanto in passato in questo senso.  Ultimamente su tela sto cominciando ad inserire degli elementi “reali”  oltre le solite linee e segni ma c’è ancora molta strada da fare. Alcune  volte poi minimizzo e semplifico ancora di più il mio tratto, altre  volte lo complico e lo elaboro maggiormente. Previsioni, è un po’  difficile farle. Tutto è veloce e tutto si evolve, anche quindi la mente  umana. Ciò che farò dipenderà solamente da<br />
me e da quello che mi passerà per la testa. Su questo ho il pieno controllo!.</p>
<p>Tommaso Evangelista</p>
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		<title>La musica che gira intorno &#8211; L’associazione Thelonious Monk compie vent’anni di lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 17:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista al factotum di sempre, Gianclaudio Piedimonte
di Charles N. Papa

CAMPOBASSO &#8211; Oggi i nuovi talenti spuntano ad ogni piè spinto. In tv o nella rete, ognuno si propone come meglio crede ed in più ambiti e davanti a giudici mediocremente all’altezza. Paradossalmente, oggi è molto più facile arrivare ad un effimero successo ma, è altrettanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Intervista al factotum di sempre, Gianclaudio Piedimonte</em></p>
<p>di <strong>Charles N. Papa</strong></p>
<p><img class="alignright" style="margin: 5px;" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2010/09/thelonius-monk.gif" alt="" width="346" height="68" /></p>
<p>CAMPOBASSO &#8211; Oggi i nuovi talenti spuntano ad ogni piè spinto. In tv o nella rete, ognuno si propone come meglio crede ed in più ambiti e davanti a giudici mediocremente all’altezza. Paradossalmente, oggi è molto più facile arrivare ad un effimero successo ma, è altrettanto semplice cadere velocemente nel dimenticatoio.<br />
Imparare a suonare oggigiorno, è una delle tecniche che, se non fatte in un determinato modo, cioè con disciplina e applicazione, deviano dal corso naturale che è quello della musica, e ne viene fuori un artista che interpreta il pentagramma in modo improprio e ne scaturisce musica di bassa lega.<span id="more-12490"></span><br />
Tutto è collegato quindi. Per tornare a bomba, parliamo di educazione. In Molise, tra le poche realtà che lavorano più o meno in modo sommerso, la scuola di musica Thelonious Monk è attiva da 20 anni. Ne parliamo con il factotum di sempre, Gianclaudio Piedimonte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali le origini della Thelonious Monk e perchè intitotarla al jazzista statunitense?</strong><br />
“La voglia di suonare e far suonare, ai tempi in cui internet non c’era, fa si che un gruppo di giovani musicisti nel 1991 mette su la Thelonious Monk. Titolarla al re dell’improvvisazione jazz, al santone come veniva chiamato, è per noi, un omaggio a quei musicisti che crescono nell’ombra e che esplodono contro ogni logica comportamentale e di mercato, ma è un omaggio anche a tutti i musicisti che si sentono tali”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali gli intenti?</strong><br />
“Più di uno: promuovere la conoscenza e lo sviluppo della cultura e della didattica musicale, con particolare attenzione ai giovani, attraverso la realizzazione di corsi, laboratori, concerti, nonché la predisposizione di centri di documentazione, archiviazione ed informazione musicale, e la produzione e distribuzione di pubblicazioni, materiale fonografico e supporti  multimediali. Insomma, la voglia di fare e di plasmare nuovi talenti, ci ha sempre spronato e non ci ha mai fatto rallentare”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel corso di questi anni, che riscontro avete avuto nei giovani?</strong><br />
“Assolutamente positivo. I corsi, la scuola, sempre con allievi con tanta voglia di fare e imparare”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono stati anni in cui avete realizzato cartelloni di varia natura.</strong><br />
“Vero. Tra le varie attività mi piace ricordare <em>Cantieri fuori classe</em>, uno dei primi esempi di vetrina per artisti emeregenti tra il 2002 e il 2006 e <em>Autumn jazz festival</em>, rassegna con nomi altisonanti, periodo 2001 /2007, tra cui l’inossidabile Billy Cobham”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal 2001 la Monk ha ampliato il proprio raggio d’azione.</strong><br />
“Dal 2001 è capofila di un consorzio che gestisce il Centro Culturale ex-Onmi, un progetto che comprende, oltre alla Scuola di musica con annesse sala prove e aula multimediale, lo studio di registrazione <em>Monkey’s Island</em>, la sala cinematografica <em>Alphaville</em>, la Galleria d’arte contemporanea <em>Limiti Inchiusi </em>e il <em>Blow-up cafè</em>. Ha realizzato, grazie al contributo del Patto territoriale per l’occupazione del Matese, l’archivio musicale multimediale <strong>JAZZAR</strong> che raccoglie oltre 2.000 titoli discografici consultabile presso la sede della Scuola nonché sul web.</p>
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		<title>Il linguaggio del fumetto &#8211; A gennaio la mostra delle opere dei giovani talenti presso Palladino company</title>
		<link>http://www.movoloco.it/2010/11/06/il-linguaggio-del-fumetto-a-gennaio-la-mostra-delle-opere-dei-giovani-talenti-presso-palladino-company/</link>
		<comments>http://www.movoloco.it/2010/11/06/il-linguaggio-del-fumetto-a-gennaio-la-mostra-delle-opere-dei-giovani-talenti-presso-palladino-company/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 14:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Giancarlo Civerra tiene l’unico corso di comics per nuove leve in Molise
tratto da &#34;strisce molisane&#34;
di Charles N. Papa
CAMPOBASSO &#8211; Il mondo del fumetto non è per soli adulti. Giancarlo Civerra (Oratino, 1963), restauratore da oltre un ventennio (attualmente a Frosolone, chiesa di S.Maria Assunta), tiene l’unico corso di fumetto in Molise.
E pensare che in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em> Giancarlo Civerra tiene l’unico corso di comics per nuove leve in Molise</em></p>
<div id="attachment_12357" class="wp-caption alignright" style="width: 300px"><img class="size-full wp-image-12357 " style="margin: 1px;" title="Giancarlo Civerra - spazi per le nuove generazioni" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2010/11/Giancarlo-Civerra-spazi-per-le-nuove-generazioni.jpg" alt="Giancarlo Civerra - spazi per le nuove generazioni" width="290" height="193" /><p class="wp-caption-text">tratto da &quot;strisce molisane&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;"><em></em>di <strong>Charles N. Papa</strong><br />
CAMPOBASSO &#8211; Il mondo del fumetto non è per soli adulti. <strong>Giancarlo Civerra</strong> (Oratino, 1963), restauratore da oltre un ventennio (attualmente a Frosolone, chiesa di S.Maria Assunta), tiene l’unico corso di fumetto in Molise.<br />
E pensare che in questa regione è nato (a Termoli) uno dei più grandi vignettisti di sempre, <strong>Jacovitti,</strong> ma di lui, poche tracce, niente strade, scuole, anniversari. Civerra, appassionato di linguaggi artistici ed in particolare di fumetto, ha anche provato a pubblicare qualcosa, ma le istituzioni non gli hanno dato seguito.<br />
Eppure il fumetto rileggeva, storicamante, la guerra nel capoluogo tra <em>Crociati e Trinitari</em>. <span id="more-12355"></span>Insomma, il riportare a nuova vita vecchi dipinti, o crearne di nuovi, è come dire che il presente risiede nel passato:<br />
“<em>Le radici stanno nel passato &#8211; </em>ribatte Civerra<em> &#8211; io sono più di venti anni che opero nel mondo del fumetto qui in Molise. Ho lavorato per testate giornalistiche, ho creato un fumetto sulla storia del Molise, ma al momento nulla si muove</em>”. Civerra si muove sul territorio, propone l’arte del fumetto a tutti, anche agli insegnanti:<br />
“<em>Con il Provveditorato del Molise &#8211; </em>spiega Civerra<em> &#8211; ho dato un corso per insegnanti, al fine di insegnare loro ad usare il fumetto a scopo didattico</em>”.</p>
<div id="attachment_12358" class="wp-caption alignright" style="width: 252px"><img class="size-full wp-image-12358 " title="Giancarlo Civerra - arte sequenziale2" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2010/11/Giancarlo-Civerra-arte-sequenziale2.jpg" alt="Giancarlo Civerra - arte sequenziale2" width="242" height="362" /><p class="wp-caption-text">tratto da &quot;l&#39;arte sequenziale&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ma tutto questo seminare negli anni,ha portato frutti? Cosa resta di questa arte, forse un pò bistrattata?. “<em>Tendenzialmente sarei portato a dire nulla &#8211; </em>prosegue Civerra<em> &#8211; ma un pò di movimento di nuovi fumettisti mi pare di notarlo. Certo vorrei sottolineare che in ambito mondiale il fumetto è andato ben oltre ogni aspettativa. Il linguaggio del fumetto deve superare alcuni preconcetti che lo vedono come svago e a-culturale. Oggi, il fumetto si legge in salotto, è assurto a simbolo quasi elitario. Il cinema ha stretto un connubio indissolubile e oggi prescinde dalle idee dei fumettisti per costruire i propri storyboard</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-12356 alignleft" title="Giancarlo Civerra - arte sequenziale" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2010/11/Giancarlo-Civerra-arte-sequenziale.jpg" alt="Giancarlo Civerra - arte sequenziale" width="254" height="362" /><br />
Ci sono fumetti e fumetti. Quelli più leggeri e quelli storici, attuali, di cronaca. Oggi il fumetto non è più considerato semplicemente ludico e di solo svago e non tutti i fumetti sono adatti ai bimbi. Il confine tra cinema e fumetto oggi si è praticamente annullato, e si è diramato nei settori più commerciali, attraverso storie come Spiderman, Batman, Sin city. “<em>Questi film &#8211; </em>conclude Civerra<em> &#8211; sono la prova di come il cinema oggi, si avvale di professionisti che provengono dal mondo del fumetto, che usano la computer graphica per creare effetti speciali. Tutto dallo spunto di chi ha frequentato le scuole di fumetto, dove con l’animazione si crea la storia e il movimento</em>”.<br />
In attesa di una classifica anche dei fumetti in Italia, dal 13 al 19 gennaio presso Palladino company si terrà la mostra del primo corso di fumetto tenuto da Civerra. Nell’occasione saranno raccolte le adesioni per il secondo corso.</p>
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		<title>I Postit nella compilation Area51 &#8211; La selecta dell’emittente bolognese ha scelto “Happy hour”</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 15:53:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intervista a Massimiliano Ferrante, chitarrista della band molisana

di Charles N. Papa
postit 
CAMPOBASSO &#8211; Tra le sue produzioni editoriali “Microfoni da Genova”, cd rom sui fatti del G8.
Radio Città del Capo, ora Città del Capo Radio Metropolitana, è un emittente bolognese che si caratterizza per l’informazione (trasmette i notiziari di Radio Popolare di Milano) e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Intervista a Massimiliano Ferrante, chitarrista della band molisana</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di Charles N. Papa</p>
<div id="attachment_11685" class="wp-caption alignright" style="width: 243px"><img class="size-full wp-image-11685  " style="margin: 1px;" title="Postit_area51" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2010/10/Postit_area51.jpg" alt="Postit_area51" width="233" height="157" /><p class="wp-caption-text">postit </p></div>
<p style="text-align: justify;">CAMPOBASSO &#8211; Tra le sue produzioni editoriali “<strong>Microfoni da Genova</strong>”, cd rom sui fatti del G8.<br />
Radio Città del Capo, ora Città del Capo Radio Metropolitana, è un emittente bolognese che si caratterizza per l’informazione (trasmette i notiziari di Radio Popolare di Milano) e per la playlist musicale, sempre attenta a nuove produzioni, con un occhio su jazz, blues, etnica.<br />
<strong>Area51</strong> è il primo contest live per band e solisti emergenti, alla ricerca di nuove sensibilità musicali e nuovi contenuti, da quest’anno in onda tutte le domeniche dalle 21 alle 22.30. La compilation comprende anche un brano dei Postit, band molisana. Abbiamo sentito il chitarrista del gruppo, <strong>Massimiliano Ferrante</strong>:<br />
“Quando abbiamo presentato il disco al MEI lo scorso anno, una copia ci è stata chiesta da Radio Città Del Capo, storica emittente di Bologna, punto di riferimento per la musica buona.<span id="more-11684"></span>Siamo stati successivamente contattati da <strong>Madesi</strong>, uno dei tizi che lavorano in radio, il quale ci ha invitato a prender parte a una puntata della trasmissione di culto &#8220;<strong>Area51</strong>&#8220;, che ospita in studio le più interessanti realtà emergenti del panorama musicale italiano. La trasmissione consiste in una lunga intervista nella quale vengono toccati un pò tutti i temi (nel nostro caso: musica e provincia, rapporto tra musica e altre forme espressive tipo la fotografia, processi compositivi ecc), intervallata da nostre esecuzioni live. In primavera, dunque, siamo partiti per Bologna e abbiamo realizzato il tutto. Il brano che hanno scelto è <strong>Happy Hour</strong>, quello forse più particolare del disco e &#8220;<em>fuori dai binari</em>&#8220;, costruito su una base di batteria jungle molto nervosa, su cui si dispiega la linea armonica della chitarra che si fa sempre più &#8220;<em>drammatica</em>&#8221; e distorta, dopo un inizio &#8220;<em>leggero</em>&#8220;. Un qualcosa che potrebbe far pensare a una versione drum &#8216;n&#8217; bass dei Radiohead. Quanto ai Postit, siamo impegnati nella composizione dei pezzi che andranno nel nuovo disco e stiamo preparando il tour invernale che toccherà, sicuramente, Perugia, Roma e Bologna, con una puntatina dalle nostre parti al Morgana di Benevento, locale di culto per chiunque segua la scena indie e alternativa in Italia”.<br />
La band molisana, definita di rock nudo, mette a segno così un tassello fondamentale per la diffusione della propria musica. In questo modo, con un disco sul mercato (Mumble) ed un  brano in una compilation di settore (indie rock), il gruppo continua a farsi conoscere sempre più in ambito nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">info: <a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.myspace.com%2Fbandpostit&amp;h=4d64c" target="_blank">http://www.myspace.com/bandpostit</a></p>
<p style="text-align: justify;">- &#8211; -</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft" src="http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/hs172.ash2/41785_119455028111730_9130_n.jpg" alt="" width="140" height="115" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Scarica gratuitamente la compilation AREA 51 Vol.1 </strong><br />
da questo link <a rel="nofollow" href="http://www.madesiproject.com/scarica/Area51Vol.zip" target="_blank">www.madesiproject.com/scarica/Area51Vol.zip</a></p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.movoloco.it%2F2010%2F10%2F14%2Fi-postit-nella-compilation-area51-la-selecta-dell%25e2%2580%2599emittente-bolognese-ha-scelto-%25e2%2580%259chappy-hour%25e2%2580%259d%2F&amp;layout=standard&amp;show-faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0″ allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:60px"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Volume e Passione…e un’irrefrenabile voglia di tornare ad essere veri. Intervista a MONICA P</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 14:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ascolto del genere porta dentro della carica e della genuina forza contro la vita di tutti i giorni, contro il crudo materialismo. E mi viene da sviluppare ulteriormente questo concetto passando dalla voglia di andare oltre le righe, fin verso la voglia di sconfiggere l’omologazione che si ha del pensiero e della vita in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un ascolto del genere porta dentro della carica e della genuina forza contro la vita di tutti i giorni, contro il crudo materialismo. E mi viene da sviluppare ulteriormente questo concetto passando dalla voglia di andare oltre le righe, fin verso la voglia di sconfiggere l’omologazione che si ha del pensiero e della vita in generale.<br />
Questa è la sensazione che mi lascia scrivere la recensione e domande…per scrutare e soddisfare curiosità che poi spero possano filare le trame di questo lavoro.<br />
Dunque…<span id="more-11512"></span></p>
<p><span id="more-5736"> </span></p>
<p><strong><em>Quanta di questa mia sensazione c’è dentro il tuo disco? È più rivoluzione di se stessi o più voglia di consigliare ad altri (magari alle persone che ami) l’elisir di lunga vita che senti di aver scoperto?</em></strong><br />
Senza dubbio questo disco racchiude la mia rivoluzione, e quella di chiunque ne abbia bisogno e la senta propria in qualche modo. Purtroppo non ho nessun elisir per la felicità (quindi mi consolo dicendomi che il subbuglio interiore stimola la fase creativa!) e tanto meno mi permetto di dare consigli agli altri. Il mio è piuttosto un liberatorio urlare contro il mondo che a volte non riesco a comprendere e ad accettare, che a volte mi fa sentire estranea, ma sempre pronta a combattere per quello in cui credo.</p>
<p><strong><em>Chi è Monica P?<br />
È lei una bambina? Sei cresciuta o speri di non farlo mai?</em></strong></p>
<p>Monica P è una donna incazzata, con l’interiorità di una bambina dolce e sensibile che non vuole crescere. Non è sempre facile mettere d’accordo le due parti!<a href="http://musicopolis.it/wp-content/uploads/2010/10/l_56c1b4de11294a8ba662f150935f5963.jpg"><br />
</a></p>
<p><strong><em>Pensi ci siano ancora adulti mai cresciuti o eterni “bambini”?</em></strong><br />
Certo che ci sono. I migliori sono quelli che riescono a stupirsi delle cose semplici proprio come i bambini, pur vivendo nel tempo reale.</p>
<p><strong><em>Cos’è che “A volte capita”? Nella tua normale quotidianità, cos’è che a volte capita davvero?</em></strong><br />
La mia quotidianità non è mai così quotidiana. “A volte capita” davvero tutto quello che racconto nel mio brano. Dentro di me c’è una lotta continua perché quello che sono è spesso in disaccordo con quello che vedo all’esterno. Le contraddizioni di cui parlo nel brano sono all’ordine del giorno!</p>
<p>Se sto sbagliando righe di comprensione e di lettura, allora cosa nascondi tra le righe di questo disco?<br />
Non stai sbagliando affatto, ma quando scrivo non sempre ce l’ho con qualcuno o qualcosa. Mi lascio andare e a volte scopro anche cose di me che non sapevo. Questo mi tiene viva, la mia ricerca inquieta da sempre. Nel disco c’è il mio raccontare cose ed emozioni che possono essere di tutti ma partono dal mio stomaco senza essere decise a tavolino, in un sound che vuole volutamente uscire dai canoni, che stride volutamente per allontanarsi dagli standards di plastica di certa musica italiana.</p>
<p><strong><em>Un disco che mi ha in qualche modo rapito per il suo ascolto…ne avrei voluto ancora e invece ad un tratto finisce!!! Forse finisce troppo presto…<br />
Perché questo inglese? Cosa vuoi dare spazzando in terra straniera la tua lingua?</em></strong><br />
E’ breve per scelta, volevo che il primo disco scorresse veloce e che fosse di facile ascolto, insomma che fosse fresco e leggero…. e profondo solo per chi ha voglia di scavare. Se quando arrivi all’ultimo brano hai voglia di farlo ripartire sono riuscita nel mio intento ☺<br />
L’inglese è la lingua di posti dove viaggiando ho trovato pezzetti di me, e i brani scelti sono un omaggio ad alcuni artisti che fanno parte del mio mondo musicale, ecco perché ci tenevo ad inserirli.</p>
<p><a href="http://musicopolis.it/wp-content/uploads/2010/10/MonicaP2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5738" title="Volume e Passione...e unirrefrenabile voglia di tornare ad essere veri. Intervista a MONICA P musicopolis" src="http://musicopolis.it/wp-content/uploads/2010/10/MonicaP2-300x270.jpg" alt="MonicaP2 300x270 Volume e Passione...e unirrefrenabile voglia di tornare ad essere veri. Intervista a MONICA P musicopolis" width="300" height="270" /></a></p>
<p><strong><em>Una domanda tecnica…il disco si sente forte, ma forte davvero. Un volume molto “spinto”…ma spesso si hanno “distorsioni” (non so se sono termini corretti da usare…ti chiedo scusa nel caso) ma in tratti il mix del disco si porta a volumi così alti che si perde quel dettaglio e quel gusto dell’ascolto…domanda puramente tecnica ma che mi incuriosisce tantissimo. Un mio difetto d’ascolto o un vero e proprio obiettivo di produzione?</em></strong><br />
Come dicevo, il suono in questo disco è volutamente azzardato perché azzardati sono il mio mondo e quello di chi l’ha prodotto. Parlo di Daniele Grasso, che nel far stridere i suoni per ricercare le emozioni è davvero un maestro. Un lavoro troppo educato non lascia mai il segno, sarebbe come una bellissima donna che ti accarezza un po’ senza mai stringerti davvero. Da qui anche la scelta di incidere il disco quasi tutto in presa diretta. E’ l’emozione ciò che per me conta, nella vita come in un disco o in un live, non la fredda esecuzione tecnica o il vivere secondo le etichette. In questo senso il The Cave Studio è stato a un magico luogo di creazione.</p>
<p><strong><em>Se sai ascoltare tutto diventa semplice. Vero. Ma allora perché non accade mai? Monica P sa come farlo? Con un disco del genere ti dichiari depositaria di questa “verità”!!!</em></strong><br />
L’ascoltare di cui parlo è un atteggiamento interiore verso il mondo in generale. Mi accorgo sulla mia pelle che tutto è davvero più semplice quando riesco a non accanirmi su cose e situazioni, anche se non è facile farlo. Credo che questo valga per molti, tendiamo a complicarci la vita, a volte senza nemmeno accorgerci di quando ci sorride o della sua fragilità.<br />
Comunque questo è solo un mio punto di vista!</p>
<p>Grazie di cuore a MONICA P che si è gentilmente prestata a questa chiacchierata.<br />
Alla prossima e buona musica VERA…</p>
<p><em>Alessandro Riva</em></p>
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		<title>Dopo Katrina torna “Sunken” &#8211; L’attore molisano in uno spettacolo interrotto dall’uragano nel 2005</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 10:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Silvio Nanni
di Charles N. Papa
NEW YORK &#8211; Torniamo a parlare di attori molisani che si mettono in evidenza con bravura e costanza. Silvio Nanni, attore termolese, alla corte di Ugo Ciarfeo in uno dei laboratori del regista molisano, è in questo periodo a New York perchè scelto dal regista Enrico Maria Lamanna come aiuto regista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 156px"><img style="margin: 10px;" src="http://c4.ac-images.myspacecdn.com/images01/113/l_040828f06e9e6c906634dad4d4ceeb57.jpg" alt="" width="146" height="202" /><p class="wp-caption-text">Silvio Nanni</p></div>
<p style="text-align: justify;">di<strong> Charles N. Papa</strong><br />
NEW YORK &#8211; Torniamo a parlare di attori molisani che si mettono in evidenza con bravura e costanza. <strong>Silvio Nanni</strong>, attore termolese, alla corte di <strong>Ugo Ciarfeo</strong> in uno dei laboratori del regista molisano, è in questo periodo a New York perchè scelto dal regista Enrico Maria Lamanna come aiuto regista nell’allestimento di una produzione americana di off-Broadway.<br />
Il testo “<em>The sunken living room</em>” di David Caudle, doveva andare in scena nel 2005 al Southern Rep di New Orleans, ma l’uragano Katrina ha fatto collassare tutto il programma. Oggi lo spettacolo sarà sul palco del festival <strong>“Howl!”</strong> che si terrà dal 14 al 26 settembre a New York. Abbiamo raggiunto Silvio Nanni al telefono, è lui a dire:<br />
“<em>E&#8217; la mia terza esperienza al suo fianco come aiuto regista, ma questa è la prima per un testo completamente americano fatto qui a NY da attori americani, è un&#8217;occasione imperdibile per imparare a fare il regista e confrontarsi con i metodi di lavoro americani. Il testo debutterà in pre view il 14 settembre nel famoso HOWL! festival, organizzato dal sindacato attori americano per raccogliere fondi per i colleghi indigenti, poi avrà il suo debutto ufficiale il 25 settembre</em>”.<span id="more-9777"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La pièce andrà in scena tre volte, il 14, il 25 e 26 sempre alle 20,00. Un plauso a Nanni che espatria per imparare un mestiere che della gavetta ne fa la base su cui poggiare in seguito lo spessore artistico. Lui è anche autore ed interprete di un monologo scritto qualche anno fa e portato in scena in Molise “<strong>Da quale parte del vetro</strong>”. Lo spettacolo sarà quasi certamente inserito nella programmazione del teatro Savoia che in questo momento, vede l’interessamento dell’assessore Nicola Occhionero.</p>
<p style="text-align: justify;">info:<a href="http://www.myspace.com/silvionanni">http://www.myspace.com/silvionanni</a></p>
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		<title>La scelta della recitazione &#8211; Da “Notte prima degli esami” a “Sant’Umile da Basignano”</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 16:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Armando Pizzuti
L’isernino Armando Pizzuti parla dei suoi progetti
di Charles N. Papa
ROMA &#8211; Armando Pizzuti, giovane talento isernino (è nato a Carpinone) è ancora nel limbo, nel non-luogo in cui gli attori stazionano prima della destinazione definitiva, quella della notorietà, della fama, del successo o del dissolvimento artistico.
Nel frattempo però, il giovane Pizzuti ha già raccolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class=" " style="margin: 5px;" src="http://c1.ac-images.myspacecdn.com/images02/60/l_9c4f9691916c438282a9ac3d56a8c410.jpg" alt="" width="150" height="225" /><p class="wp-caption-text">Armando Pizzuti</p></div>
<p style="text-align: justify;"><em>L’isernino Armando Pizzuti parla dei suoi progetti</em><br />
di <strong>Charles N. Papa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">ROMA &#8211; Armando Pizzuti, giovane talento isernino (è nato a Carpinone) è ancora nel limbo, nel non-luogo in cui gli attori stazionano prima della destinazione definitiva, quella della notorietà, della fama, del successo o del dissolvimento artistico.<br />
Nel frattempo però, il giovane Pizzuti ha già raccolto gran consensi, nonostante i pochi anni di attività. Il suo lavoro più importante, sicuramente è il suo esordio cinematografico, quando Fausto Brizzi gli assegna la parte del mitico Santilli per “Notte prima degli esami”. Era il 2006. Il film fu un successo al botteghino (incassa quasi 13 milioni di euro e si piazza al 10° posto nella classifica annuale), le carriere di Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi hanno un’impennata. Armando Pizzuti è nel cast stellare di Brizzi, partecipa al capitolo numero 2 che non va come il primo.<span id="more-9378"></span><br />
Ma Pizzuti segna il suo esordio su di un palco teatrale nel 2005 in “Proust” al teatro India a Roma. Resta nell’orbita teatrale sino al 2008 con Leo Gullotta e la lunga tournèe di “L’uomo, la bestia e la virtù”.<br />
Oggi si sta preparando al nuovo lavoro sulla vita di Sant’Umile da Bisignano. Ne parliamo con lui al telefono dalla sua casa in Roma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignright" style="margin: 10px;" src="http://www.calabresi.net/images/stories/pizzuti10.jpg" alt="" width="140" height="208" /></strong><strong>Ciao Armando, ti manca il grande salto? Il dopo Brizzi ti pesa, cosa ci vuole per restare in circolo?</strong><br />
“Non sio cosa ci vuole, io di sicuro voglio credere che ci voglia il solo talento. Forse bisogna conoscere le persone giuste, purtroppo in Italia spesso il talento non basta, ma io sono idealista, credo nella forza dell’impegno e della dedizione”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questi giorni al supermercato cinematografico di Venezia ci sono proprio tutti. Stile Sanremo.<br />
“Venezia come Sanremo?</strong> Verosimile. Una vetrina a cui non si può mancare. Forse non c’è molto di artistico, in ogni caso ci vorrei essere. Qualche giorno durante una cena, un regista famoso, italiano, ha confermato che quando stipula un contratto per i suoi film, scrive una clausola per la quale il lungometraggio non deve passare per Venezia”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come vedi oggi lo stato del cinema italiano?</strong><br />
“Come tutto il resto dell’ambiente artistico, in crisi. Non ci sono soldi, si cerca di tirare avanti con progetti brutti, low budget ma a volte addirittura no budget”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tuo futuro invece?</strong><br />
“Io sono ottimista, ora però mi piacerebbe andare a lavorare all’estero”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con quale regista ti piacerebbe lavorare?</strong><br />
“Ozpetek, Muccino, Argento”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A cosa stai lavorando?</strong><br />
“Alla storia di Sant’Umile da Basignano, un santo calabrese vissuto nel 1600. Sono felice di interpretarlo”.</p>
<p>VIDEO : &#8220;NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI&#8221;<br />
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<p>info: http://www.myspace.com/armandopizzuti</p>
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		<title>Ninive, non solo rock &#8211; Presentato il primo singolo “Dead star at dawn”</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 16:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Daniele Marino - frontman Ninive
di Charles N. Papa
CAMPOBASSO &#8211; Fino a qualche anno fa era difficile persino suonare dal vivo, per chi faceva musica.
Oggi le opportunità sono tante, aumentate a dismisura, ogni pub, discobar e simili, durante l’anno creano il loro cartellone di live, dando così modo a tutti di potersi esibire davanti ad un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9227" class="wp-caption alignright" style="width: 341px"><img class="size-large wp-image-9227  " style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="ninive - rock" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2010/09/ninive-rock-1024x535.jpg" alt="ninive - rock" width="331" height="174" /><p class="wp-caption-text">Daniele Marino - frontman Ninive</p></div>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Charles N. Papa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">CAMPOBASSO &#8211; Fino a qualche anno fa era difficile persino suonare dal vivo, per chi faceva musica.<br />
Oggi le opportunità sono tante, aumentate a dismisura, ogni pub, discobar e simili, durante l’anno creano il loro cartellone di live, dando così modo a tutti di potersi esibire davanti ad un pubblico.<br />
Questo per confermare che sono i concerti a veicolare un artista che ha inciso un album e che lo ha licenziato sul mercato. La rock band molisana dei Ninive ha inciso il primo album grazie alla CNI Music (prodotto da Cristiano Santini), etichetta che predilige la musica etnica ma non disdegna il buon rock, come quello dei Ninive. Le 12 tracce di “<strong>Insonne</strong>” attraversano il lato più oscuro della mente,<span id="more-9225"></span> quello più introverso, quello che sicuramente di giorno ha più difficoltà a relazionarsi con il mondo più frenetico. Diciamo che potrebbe essere un album di una dark-band, ma trasversale, meno estrema. Ne parliamo con <strong>Denial Marino</strong>, frontman e autore del gruppo: “<em>La band nasce nel 2003 &#8211; </em>spiega Denial<em> -e quest’anno, dopo tante aspettative spesso andate in fumo, siamo riusciti a pubblicare, a giugno, il nostro disco dal titolo Insonne</em>”.<br />
E’ odioso fare schemi, usare definizioni che spesso, non rendono merito, però per convenzione dobbbiamo collocare i Ninive in una casella facilmente rintracciabile: “<em>Intanto &#8211; </em>prosegue Denial<em> &#8211; specifichiamo che siamo una band, i cui componenti, vivono la notte come una vita parallela a quella diurna. La critica ci ha definiti una band di rock notturno, tendente al dark e che spazia negli anni ‘80</em>”. In realtà il disco è cantatato in italiano ed è un rock di facile fruizione. La consolidata penetrazione nel mercato della CNI può garantire una buona distribuzione al disco: “<em>Siamo ben contenti &#8211; </em>conclude Denial <em>- della produzione e distribuzione dell CNI e dell’apporto fondamentale di Cristiano Santini. Ora ci interessa la promozione del singolo Dead star at dawn</em>”.<br />
La band si completa con Tony Mansi (basso), Antonio Mignogna (batteria), Jack Verry (tastiere).</p>
<p style="text-align: justify;">VIDEO : Dead Star at Dawn<br />
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		<title>&#8220;Intime&#8230; meditazioni&#8221; &#8211; mostra di pittura di Massimo Federici</title>
		<link>http://www.movoloco.it/2010/08/13/intime-meditazioni-mostra-di-pittura-di-massimo-federici/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 13:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movoloco</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[pittura]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Intime&#8230; meditazioni&#8221;
di Massimo Federici
Mostra di pittura @ Agnone
Dal 5 agosto al 12 settembre 2010
Inaugurazione 5 agosto ore 18:00
Catalogo: Palladino Editore
Massimo Federici, pittore romano, da qualche anno in Molise, ripeterà l&#8217;ottima esperienza dello scorso anno e si riproporrà al pubblico altomolisano con una mostra di pittura che rivela le due facce di un&#8217;unica medaglia: quella ironica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-7593 alignright" style="margin: 10px;" title="Intime meditazioni - Massimo Federici" src="http://www.movoloco.it/wp-content/uploads/2010/07/Intime-meditazioni-Massimo-Federici.jpg" alt="Intime meditazioni - Massimo Federici" width="154" height="198" />&#8220;Intime&#8230; meditazioni&#8221;</h2>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Massimo Federici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mostra di pittura @ Agnone<br />
Dal 5 agosto al 12 settembre 2010<br />
Inaugurazione 5 agosto ore 18:00<br />
Catalogo: Palladino Editore</p>
<p style="text-align: justify;">Massimo Federici, pittore romano, da qualche anno in Molise, ripeterà l&#8217;ottima esperienza dello scorso anno e si riproporrà al pubblico altomolisano con una mostra di pittura che rivela le due facce di un&#8217;unica medaglia: quella ironica e critica delle pitture-sculture e quella concettuale e poetica delle tele iperrealiste.<span id="more-7592"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riproduzione della realtà e realismo al centro della sua pittura, dunque. Anzi iperrealismo&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;astratto è più facile ed io ho scelto la via più difficile. Mi sono messo alla ricerca dello spazio necessario agli oggetti. Nello spazio infinito c&#8217;è il posto giusto per ogni oggetto e gli elementi che ho dipinto negli ultimi tempi sono lì, al posto giusto. Chi verrà a vedere i miei quadri si renderà conto dell&#8217;importanza che ho dato al bianco e alla disposizione degli oggetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nelle opere che presenterà in Agnone c&#8217;è una lettura della realtà che sembra inglobare tutto. È questo che voleva?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì, assolutamente. Nella vita c&#8217;è il sacro e il profano, il bianco e il nero. Ciò deve esserci anche nelle opere di un artista che osserva il mondo contemporaneo. Anche nei film di Disney c&#8217;è il sacro e il profano. Persino ai funerali, quando non sei direttamente coinvolto, dopo il momento di tristezza profonda c&#8217;è il momento in cui parli d&#8217;altro con la persona che non vedevi da tempo. La vita è così&#8230; Anche la morte ne fa parte. La vita è una tavolozza di colori e anche i colori più spenti, quelli meno vivaci, quelli tristi, sono necessari alla pittura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché &#8220;Intime&#8230; meditazioni&#8221;?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sento che la meditazione è sempre più necessaria. La contemporaneità che stiamo vivendo, proprio nella velocità che la caratterizza, necessità di momenti di approfondimento. E, poi, la stessa pittura è meditazione. Io propongo di riflettere su quegli oggetti che sono scarsamente considerati proprio per evidenziare la presenza di messaggi importanti in ogni cosa che fa parte della nostra vita. Le persone non leggono i messaggi che sono nelle cose, non leggono più nemmeno i cartelli delle indicazioni o i divieti che vengono sistemati dappertutto per facilitare la loro vita. Siamo sempre più superficiali. Guardi che la meditazione non è una pratica esclusiva dei monaci: è necessaria ad ogni uomo che voglia salvare se stesso e dare importanza alla propria esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché &#8220;Intime&#8230;&#8221;?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Volevo un riferimento forte all&#8217;erotismo. Non alla pornografia, certo. Anche perché in arte la pornografia non esiste. Ma all&#8217;erotismo sì perché c&#8217;è erotismo dappertutto. Persino lì dove non ci sono figure umane. Basta osservare, &#8220;meditare&#8221;, sulle curve di un disegno, di una forma, per sentire il fascino dell&#8217;erotismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cos&#8217;è la cartella che metterà a disposizione dei visitatori della mostra?</p>
<p style="text-align: justify;">Presenterò una serie di litografie a numero limitato. Ho scelto degli oggetti che mi sembravano interessanti graficamente e come oggetti di meditazione. Li ho realizzati a pastello, una tecnica che si usa sempre meno e che voglio riproporre perché secondo me offre possibilità espressive veramente notevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">source: primapaginamolise.it</p>
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