Apprezzato intervento dell’artista tedesca dopo lo show del sabato tra musica e altre performance
Weekend pieno di attività, performance e condivisione. Il festival delle arti contemporanee Autumn Contamination, di scena negli spazi espositivi della Palladino Company a Campobasso, ha vissuto il suo appassionante epilogo, spaziando tra i generi più vari, seguiti e accattivanti: la pittura multimediale, la musica e l’arte dell’installazione.
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‘der tisch’ (il tavolo dell’incomunicabilità, su cui posa un groviglio infinito di rami coperti da filo di ferro)
I linguaggi della creatività hanno parlato ad un pubblico numeroso e partecipe, felice di poter contribuire a una rassegna che in Molise non aveva mai vissuto un momento così completo e stimolante. A fare da aperitivo agli speziati piatti proposti, alcuni worshop che, come in occasione della prima giornata di Autumn Contamination, hanno raccolto attorno allo stesso tavolo gli interpreti istituzionali, le realtà associazionistiche e i privati più volitivi dell’arte molisana e italiana. Hanno cominciato Limiti Inchiusi, Le Officine Gallerie Solari, Macchia Art, Abraxas Lab, Archeo Molise. Presenti tra gli altri Dante Gentile Lorusso, Paolo Borrelli, Silvia Valente e Antonella Morrone. A seguire una tavola rotonda introdotta dall’intervento dell’architetto Franco Valente e proseguita con i contributi della delegazione di Occhi Rossi Festival di Roma. A conclusione la testimonianza preziosa di Lino Strangis, direttore del Carma (Centro di Ricerca e sperimentazione di Arti Multimediali di Roma). I diversi punti di vista dei tanti addetti ai lavori intervenuti hanno toccato tematiche comuni alle rispettive esperienze lavorative affrontate in Molise come in Italia. Per tutti lo sviluppo dell’arte non può prescindere da una dotazione infrastrutturale in grado di contenere non tanto le opere quanto le aspettative dei nuovi interpreti del fenomeno definito ormai per convenzione ‘arte contemporanea’.
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I problemi del settore hanno poi lasciato campo libero alla creatività. Dalla sala AxA i presenti hanno seguito il percorso della mostra, scendendo due rampe di scale, fino alla lightroom dove ad attenderli c’era l’estro… tecnico e multimediale di Stefano Cirillo. La sua pittura in movimento, proiettata su grande schermo, ha abbagliato piacevolmente l’audience, attratta dalla colata di cromatismi fluttuanti al ritmo della musica diffusa dal Sound B Color. Migliore introduzione all’esibizione del Rumore del Fiore di Carta, band campobassana vicina alle sonorità post rock, non poteva esserci.
Ottima la vena del quintetto molisano, supportato dalle installazioni di Agapito Di Pilla. Dieci brani cadenzati dagli applausi convinti del pubblico in sala e poi tutti a casa, pronti per il finissage di Autumn Contamination. Dulcis in fundo Susanne Kessler, vero e proprio ‘faro’ della rassegna.
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susanne kessler, artista tedesca, ultima attrazione di Autumn Contamination
Domenica sera, l’artista tedesca, che da anni vive tra Berlino e Roma, ha deliziato gli appassionati di installazioni e pittura con una splendida lezione di vita e amore per l’arte. La Kessler è stata presente alla rassegna campobassana con diverse opere, tra cui il gigantesco ‘der tisch’ (il tavolo dell’incomunicabilità, su cui posa un groviglio infinito di rami coperti da filo ferro).
Da tempo concentrata su un accurato studio sulla sinapsi del sistema nervoso centrale dell’uomo, Susanne Kessler ha rivelato ai presenti i meccanismi più viscerali alla base di un’arte particolare, che le consente di vivere con l’estro e nell’estro e di avere interessanti esperienze anche dall’altra parte dell’Oceano. Traiettorie e materiali per lo più leggeri si diramano dallo scheletro delle sue creazioni al corpo unico dell’entità finale, seguendo il fitto dialogo biologico dei neuroni e le proporzioni organiche dei suoi disegni. Interessante anche il lavoro di stratificazione delle sue opere, qualcosa che, tra il vedo e il non vedo, prova a lasciare nell’osservatore una sensazione assai poco superficiale: “Quando gli altri vedono un mio lavoro e commentano subito dicendo che è bello, passando poi all’opera successiva – ha detto l’artista - so quasi per certo che di quel lavoro a loro non resterà nulla e questo mi preoccupa. Quello che vorrei è che le mie creazioni potessero far pensare qualcosa lasciando nel contempo una sensazione forte”.
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Susanne Kessler ha concluso il suo intervento salutando i presenti e il Molise che ama l’arte. Per la seconda volta (la prima al Premio Termoli) nella nostra regione, l’artista nativa di Wuppertal ha dato un tocco di spontaneità e genialità ad Autumn Contamination. Chiusura internazionale, dunque, come si conviene a una rassegna che è sì al primo vagito, ma che ha già prodotto una robusta dose di interesse, a conferma che di arte si può parlare, vivere e, soprattutto, gioire.




