Il MArteLive, un contenitore di idee, creazioni, giochi pirotecnici ed estro. frestyl ha rincorso tutti gli eventi del festival tra l’Angelo Mai, la Locanda Atlantide, il Brancaleone e l’Alpheus, riempiendosi gli occhi di arte e le orecchie di musica.
E in particolare la musica non ci è mancata la sera del 13 ottobre proprio all’Alpheus, con Marlene Kuntz e Management Del Dolore Post-operatorio. Con noi anche Giuseppe “Zingiu“, il nostro talent scout di recente acquisto, lì presente nel prestigioso ruolo di giudice del concorso musicale. Ha un animo poliedrico ma è sotto copertura, quindi non fategli troppe domande!
13/10 Marlene Kuntz @ Alpheus
E allora cosa è successo giovedì? Ecco qui una breve recensione per chi non c’era e anche per chi c’era ma, inevitabilmente, si è perso qualcosa.
Al mio arrivo trovo subito all’ingresso una folla impaziente. Da dietro le transenne si domanda a buttafuori confusi quando si entra e perché ci voglia ancora così tanto e “scusa ma non dovevano essere solo 10 minuti”?
È la finale del MArteLive, la sera delle premiazioni, eppure mi pare di capire che siano venuti tutti per il concerto dei Marlene Kuntz. Dubbi diffusi anche su chi sia il gruppo spalla e se sia possibile trovare qualcosa da mangiare una volta dentro. Ulteriori via vai di artisti e giudici che forse possono entrare o forse no, finché il piano non è finalmente più chiaro e, stabilita una breccia d’accesso fra le transenne, la fila inizia a scorrere. Tra ritardatari, imbucati e dispersi mi aggiro curiosa in tutte le sale dell’Alpheus. Do un’occhiata alla sfilata di moda, alle proiezioni, osservo fotografie e ninnoli di vario genere, mi soffermo a lungo dove regna l’action painting. Sul palco sono già saliti i Management Del Dolore Post-operatorio, la cui esibizione sta prendendosi tempi del tutto imprevisti. La tempra punk, l’ironia spiccia e l’esuberanza del frontman non fiaccano l’attesa del pubblico, semmai la esasperano. Finita l’esibizione, i Marlene ancora non danno cenni di vita. I più fedeli siedono sottopalco con pazienza, altri si spendono in fischi ed insulti. Quando finalmente salgono sul palco sono le 23:30, ma riescono a farsi perdonare quasi subito tirando fuori dalla mirabolante scaletta i loro pezzi migliori. Passano da Musa a Nuotando nell’Aria, Godano e compagni sono in forma perfetta quando attaccano con la loro versione struggente di Lieve, senza dimenticare La Canzone che Scrivo Per Te e Retrattile, rarissima nei loro live, con la quale raggiungono l’apice dell’esibizione. Rispolverano successi che arrivano da lontano, che hanno lasciato segni profondi in un’intera generazione arrabbiata e romantica. Il concerto è intenso, coinvolgente, forse appena troppo lungo. Suonano due ore se non oltre, scelta probabilmente anche più azzardata del presentarsi in ritardo sul palco. Ma inutile andare a ricercare il difetto, il pubblico è provato ma ampiamente soddisfatto.
source: http://blog.frestyl.com/2011/10/19/marlene-kuntz-alpheus/


