Joan as a police woman alla Casa del Jazz - Soluzioni Semplici Festival
Tra un semaforo e l’altro rischio di farmi investire. Ma un centauro con una missione è più forte del banale traffico metropolitano. Fiero e deciso, inseguo il tramonto a bordo del mio motorino scassato, direzione Casa del Jazz. Sta per cominciare l’ultimo appuntamento di Soluzioni Semplici Festival. Bisogna essere puntuali ad un evento simile. È la serata conclusiva, la più importante, l’unica con un ospite internazionale. Joan as a police woman è fenomenale, non ho fatto altro che ascoltare i suoi dischi durante il pomeriggio. Mi chiedo quali sorprese riserverà dal vivo, quando concluderà la kermesse con lo spessore che trapela dai suoi lavori.
Arrivo in anticipo, mi metto comodo, aspetto paziente e curioso. È ovvio, nella mia mente ingenua, che Nada suonerà per prima, ma scopro che non sarà così. Strano. Intanto è passata un’ora, il concerto sta per cominciare, ma le sedie vuote sono ancora tante. Avrà scoraggiato il prezzo del biglietto, questa sera più alto delle altre. Joan, di bianco vestita, come i due musicisti che l’accompagnano, sale sul palco. Applausi. La scaletta scorre fresca e leggera, come quei bicchieri d’acqua che provi piacere ad ogni sorso. La sua musica raffinata attinge da troppe fonti per poterle elencare tutte. La parola chiave, comunque, è Soul. L’audio generale non le rende giustizia stasera. La voglia di correre a rivederla dal vivo cresce man mano che i brani si susseguono. Mentre prendo qualche appunto inutile durante lo show, mi viene in mente una canzone –La sindrome di Bangs- dei Tre Allegri Ragazzi Morti, perfetta per l’occasione: “Non capisco perché perdete tempo a leggere questa recensione scritta con i piedi, andate! Andate sul suo sito e scaricate il suo ultimo LP!”.
È il turno di Nada, la conosciamo tutti. La sua band sale sul palco senza di lei. È subito uno scrosciare di applausi. Sono tutti volti noti, infatti, i musicisti che la affiancano. Batteria, basso e chitarre sono in mano agli Zen Circus al completo, con l’aggiunta del loro pupillo, Francesco Motta dei Criminal Jokers. Tre generazioni on stage.
- Nada per l’ultimo appuntamento di Soluzioni Semplici Festival.
Con Nada cambia radicalmente l’atmosfera della serata, che passa dal fascino misterioso del groove made in U.S.A., al pathos teatrale tutto italiano. La nostra si cimenta in diversi monologhi recitati, tra un brano e l’altro, che sono la parte migliore della sua performance. Le canzoni, dal vivo, risentono di arrangiamenti spesso scontati. Il sound è quello degli Afterhours di dieci anni fa. Ci sono anche momenti di allegria tra le prime file, ma c’è bisogno di ripescare una hit del 1983 -Amore Disperato- per far sì che questo accada.
Il concerto prosegue con un immancabile omaggio a Piero Ciampi. La band lascia il palco a Nada, che da sola interpreta Sul porto di livorno, una canzone del 1973, riproposta sulla base originale con gli arrangiamenti dell’epoca di Gianni Marchetti. Il pubblico condivide a pieno il trasporto quando si parla del cantautore e poeta toscano. Gli Zen tornano ad imbracciare gli strumenti per un’altra manciata di pezzi prima di salutare le tante facce soddisfatte sul prato. Soluzioni Semplici finisce qui. Tutti siamo grati alla crew del Circolo degli Artisti per essersi trasferita in questa location d’eccezione ed averci regalato, semplicemente, tanta buona musica.
data di pubblicazione: 11/07/2011
Reporter : SoundNotNotes
info: http://www.soluzionisemplici.net/
(Foto di Rosy Romano)
Tutte le altre foto della serata sono qui:
http://www.06live.it/live-report-joan-as-police-woman-e-nada-soluzioni-semplici-festival-28312



