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Shootin’ Stars – live report

Published On 24 mag 2011 By movoloco. Tags: movoloco, Serra, Shootin’ Stars, sound not notes  

Shootin’ Stars – domenica 22 maggio 2011 – ore 23:30 – Locanda Atlantide, Roma
È  domenica sera a Roma, nello storico quartiere di San Lorenzo.

s2La Locanda Atlantide è un locale che rappresenta bene le tendenze musicali di questa città, cioè non avere tendenze musicali. La programmazione dei locali è eterogenea e il pubblico è confuso, ma è da questo caos che spuntano, di tanto in tanto, delle gran belle sorprese. Un esempio? Le Shootin’Stars.
Un trio di ragazze fresche di disco d’esordio, che si fanno decisamente notare per le loro canzoni, insomma una novità! Si presentano come un gruppo avant-garde, ma spesso nella loro musica si percepisce un occhio rivolto al passato, anche di recente memoria. Di certo sono un buon esempio di alternative rock made in Italy ed il loro breve ma intenso curriculum ne è la dimostrazione.
– shootin’ stars 22 maggio@locanda atlantide –

Francesca Bottaro si alterna tra batteria e sassofono.
Giulia, sua sorella, è alle prese con basso elettrico fretless e un flauto traverso.
Francesca Cricco, tra un arpeggio e l’altro di chitarra, gioca con un piccolo xilofono.
Chi canta? Tutte. Già questo, sulla carta, sembra un ottimo biglietto da visita…



(Foto di Alessandro Antonini)
E’ quasi mezzanotte quando le Shootin’Stars salgono sul palco, come in punta di piedi, quasi non volessero disturbare. Comincia a suonare Love & “desires”, la ghost track dell’album. Un inizio un po’ timido, che però basta a radunare le anime vaganti nel locale. Tutti, d’un tratto, sono rivolti verso le tre piccole ragazze vestite uguali, che sottovoce strappano i primi applausi. Chi non l’aveva ancora capito si rende subito conto di trovarsi di fronte ad un gruppo con grandi potenzialità. Presto lo show prende corpo con basi ritmiche mandate in loop, sulle quali sboccia Teeny-Weeny Kit, il brano davvero originale di apertura del disco, che rompe il ghiaccio mentre le Nostre acquistano maggior confidenza col palco e il fonico dà i giusti ritocchi al settaggio. A seguire Mirrors “un brano che parla della paura di guardarsi e (non?) riconoscersi”, così lo definisce  Giulia, la bassista. Praticamente una canzone dei Beatles nell’era dell’effetto serra, ricoperta di smog e ingiallita come i muri delle stazioni. Gli applausi si fanno forti e le tre sono visibilmente soddisfatte. Purtroppo l’effetto scenico è penalizzato dalla gigantografia in tempo reale del desktop del pc, dal quale le tre lanciano le basi, in realtà poche e non invasive. Ma si fa presto a dimenticarlo, quando  una performer esegue a ritmo di Before the battle of Moher un’improbabile coreografia di kiwido (richiamo al videoclip de brano) tra le prime file, purtroppo poco illuminate dalle luci in sala.

Dopo il blocco iniziale dell’album, le Stars fanno un salto di track-list e ci regalano Disharmonious, una vera chicca dal sapore etnico e freddo-anglosassone allo stesso tempo, dove sì avverte lo zampino di PJ Harvey nelle sue produzioni più recenti.  Poi è il turno di Magpies-in the dark, dove base ritmica e linea vocale si intrecciano ripetitive appunto come luce e buio mentre il sax fa da penombra in un crescendo solo accennato.  La serata scorre piacevolmente, il pubblico è silenzioso e attento, ma il tempo è scaduto. In attesa di un loro concerto “integrale” siamo costretti ad accontentarci di un ultimo brano. Si intitola lullabye-bye, quella che loro definiscono una ninnananna. Un brano troppo bello per essere così corto, dove la voce di Francesca Cricco (la chitarrista) ricorda Beth Gibbons nel gioiello da solista realizzato con Paul Webb. È lei il valore aggiunto in questo trio, ma lo si scopre tardi. La disposizione sul palco e una certa timidezza non indirizzano subito l’attenzione su di lei. Fatto sta che quando Francesca comincia a divertirsi, la comunicazione dell’intero gruppo cresce a ritmo esponenziale e le Shootin’Stars iniziano davvero a convincere. Una volta messi a punto dei dettagli qua e là, non avranno niente da invidiare a tanti blasonati nomi, anche di carattere internazionale.

In attesa di vederle di nuovo all’opera, il consiglio è di scorrere con attenzione le undici tracce di

In the morning – In the dark, un ottima produzione al fianco di Roberto Cola.


data di pubblicazione: 24/05/2011

Reporter : SoundNotNotes

info: www.shootinstars.jimdo.com www.myspace.com/shootinstarsofficialspace www.facebook.com/shootinstars

(Foto di Alessandro Antonini)

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