L’Associazione culturale “Molise Cultura”
presenta
La Lupa
spettacolo di teatro-musica liberamente tratto dall’omonima novella di G. Verga con le musiche di Fabrizio De Andrè
30 ottobre 2010 – Ore 21:00 – Cinema Teatro Risorgimento – Larino
La Lupa: Era alta, magra, aveva soltanto un seno fermo e vigoroso da bruna – eppure non era più giovane – era pallida come se avesse sempre addosso la malaria, e su quel pallore due occhi grandi così, e delle labbra fresche e rosse, che vi mangiavano. Al villaggio la chiamavano la Lupa perché non era sazia giammai – di nulla. Le donne si facevano la croce quando la vedevano passare, sola come una cagnaccia, con quell’andare randagio e sospettoso della lupa affamata; ella si spolpava i loro figliuoli e i loro mariti in un batter d’occhio, con le sue labbra rosse, e se li tirava dietro alla gonnella solamente a guardarli con quegli occhi da satanasso. Una volta la Lupa si innamorò di un bel giovane che era tornato da soldato, e mieteva il fieno con lei nelle chiuse del notaro; ma proprio quello che si dice innamorarsi, sentirsene ardere le carni sotto al fustagno del corpetto, e provare, fissandolo negli occhi, la sete che si ha nelle ore calde di giugno, in fondo alla pianura. Un amore travolgente, malato, sbagliato che li porterà ad una fine tanto tragica quanto sospirata. Per accompagnare questo atto unico ho scelto dei brani di Fabrizio De Andrè, alcuni li avevo dimenticati e credo che possano essere la giusta colonna sonora per l’amore e la vita che io volevo portare in scena, un amore tragico (come ce ne sono purtroppo spesso) malato, possessivo che induce a compiere azioni sconsiderate anche contro gli affetti più cari. Lo spettacolo è stato in scena lo scorso inverno anche a Roma e ora lo riproponiamo anche per essere vicini alla DEBRA, l’Associazione che si occupa della ricerca sulla Epidermolisi bollosa, questa è la settimana internazionale per la ricerca di questa malattia genetica che ha bisogno del sostegno di tutti per arrivare al più presto ad una risposta positiva per risolvere il prolema.
Mena Vasellino




