5 domande a: Sandro Su aka Phogna.
di (www.moodmagazine.org)
click per il free download di “Casshern”
PHOGNA
torna un artista molto stimato nel mezzogiorno italiano (e non solo),
con un bell’album in free download che vede, tra l’altro, la
partecipazione di alcuni esponenti della scena napoletana. Breve
chiacchierata con Phogna, sul suo trasferimento, la nuova vita, un
disco che sembrava perso, e sui suoi progetti futuri.
++ Dopo l’”Albero del Napalm” un po’ di silenzio per ricaricare le batterie. Nel frattempo dov’era finito SandroSu aka Phogna e cosa l’ha portato a pensare ad un nuovo disco,
l’appena pubblicato “Casshern”?
Sandrino era finito in fabbrica, 11 mesi ai turni alternati e 3 anni buoni al solo turno di notte per prendere due soldini in più. Quindi non si può davvero parlare di “ricaricare le
batterie”, piuttosto parlerei di tempo passato a scaricarle per cose
ben lontane da quelle che mi piacciono, tra gente diversa da quella che
ho sempre frequentato, tra i fatti che ti fanno montare su un disagio
che fino ad allora avevi solo assaggiato, e i fatti che, anche se
distanti anni luce dal tuo mondo, ti insegnano a campare. Casshern è il
ragazzo androide: non molla un cazzo, è fatto d’acciaio. Sbattilo al
turno di notte e lui scriverà canzoni in catena di montaggio tra un
furgone e l’altro, fagli 2 lettere di richiamo perché scrive e legge in
linea durante il lavoro e lui scriverà a casa al mattino invece di
dormire. Il ragazzo androide puoi solo fartelo amico perché se decidi
di rovinargli la vita ti sei appena rovinato la tua.
++ Leggiamo dalle note che accompagnano il free download che l’album ha avuto una gestazione parecchio difficile, sopravvivendo anche al black out del tuo hard
disk. Dall’idea di un concept album si è passati ad una raccolta di
pezzi: puoi raccontarci come?
Premetto che il disco mi piace com’è, quindi nessuna delle sue parti rappresenta un ripiego di alcun genere. Partii da “Coscienza”, scritto e registrato pochissime settimane dopo
l’uscita de ”L’albero del Napalm“, da quel pezzo avrei voluto ricamare
l’intera storia del ragazzo androide con un preludio (appunto
Coscienza), uno svolgimento ed una ben chiara conclusione. Ma sai com’è
… questa base mi piace, quest’altra pure ….questo mio amico fa un rap
meraviglioso l’altro anche di più e… nell’arco di pochi mesi ti ritrovi
con un bel pacchetto di pezzi. Il colpo di grazia che ha fermato il
lavoro a 10 tracce l’ha dato appunto l’hard disk morto il giorno del
mio compleanno, presenti Ghemon e Kiave all’agonia in diretta. Il
fattaccio, tra le altre cose, ha causato la perdita di “Tagliente”,
canzone che avevo fatto su beat di Fabio Musta e con gli skratch di
Uncino, un pezzo di cuore andato via così… Appena mi tiro insieme li
chiamo e lo rifacciamo, impegni di tutti permettendo!
++ Pubblicare il prodotto gratuitamente è una scelta importante, di sicuro ben ponderata. Come è arrivata, considerando soprattutto che non è il tuo primo lavoro,
dunque non c’era bisogno di ‘presentarsi’ al pubblico?
Dall’olocausto dei clusters si salvò solo un export del disco su traccia singola sul quale sarebbe stato difficile fare un mastering convincente per farne un cd distribuito nei
negozi. Quindi, libera musica per libera gente. Fa sempre bene, sia a
me che al pubblico, al quale bisogna sempre presentarsi nella forma più
smagliante che ti è concessa, visto che la soglia di attenzione viene
costantemente assassinata dalla facile reperibilità d’ogni cosa, dato
che se non stai in televisione non esisti per l’85% dei possibili
ascoltatori, dato che se non hai una major che investe su di te
migliaia di euro al minuto in televisione non ci vai, dato che coi
milioni comprano le vite, io mi tengo la mia … Voi vi tenete il vostro
dischetto agggratis e se vi piace è tanto di guadagnato… no?
++ Tra le collaborazioni, attuali e passate, spesso hai fatto riferimento al rap napoletano, con esponenti della new e dell’old school. Ti ha influenzato, e in che
modo, l’hip hop partenopeo?
Sono chiaramente un grande ammiratore del rap partenopeo e di tutti quelli che ne hanno scritto la storia. Mostri come Tonino Joz che da un giorno all’altro per un caso della vita si
ritrovano ad abitare a 500 metri da casa tua sono solo manne dal cielo.
Poi a Napoli mi hanno sempre fatto sentire in
famiglia (vado ancora fiero di essere stato ospite sul palco dei 10 anni della Tck). O’Zì, Op.Rot e Rob, Clemente, Paura, Ramtzu ecc… Gente meravigliosa davvero,
tutti con la loro parte di giusto a miei occhi sempre nuova, tutti con
una tecnica fresca da sfoggiare mai sentita prima, questo è il rap! C’è
poco da fare. Ora abito a Trieste e purtroppo la distanza è tanta,
spero solo di rivedere tutti molto presto.
click per il free download del singolo “Uno Qualunque”
++ Da poco è fuori il singolo “Uno qualunque”, con Mess2 e Creeterio. Un brano di forte impatto socio-politico: è parte di un nuovo progetto? Puoi anticiparci qualcosa?
Andiamo per gradi. Gli amici in questione sono pezzi di anima. Mess2 è la sola persona che conosco che si possa definire un artista a tutto tondo, mi ha tirato dentro in ben 3 pezzi del suo disco in uscita,
“Versatile”, con un risultato che ha soddisfatto tutti, quindi il
connubio va di sicuro onorato e portato avanti. Luca Creeterio è un dj
che compete egregiamente a livello mondiale all’età in cui io ero buono
solo a dire “rappresento veloce come il vento”. Va da sé che, se ci
metti dentro anche Norh ed i suoi lampi di genio e Joz che tra la
famiglia ed il lavoro riesce sempre e comunque a stupire, nascono pezzi
nuovi con una certa facilità ed un certo entusiasmo, se poi ne
riusciamo a tirare su un disco tutto nuovo nel futuro prossimo ben
venga. Per quanto riguarda la deriva “socio-politica” come dici tu,
quella si è rivelata un’assoluta necessità: ho visto il rap
gradualmente sposare la causa dei tabbozzi, dei tornisti, dei giocatori
di calcio, dei picchiatori da stadio, dei fighetti inamidati, di chi è
convinto che un’Audi possa riempirti l’esistenza… Ora,se il rap deve
parlare a qualcuno, signori miei, state scommettendo sul cavallo
sbagliato; credo ci sia molto altro da dire, ed è questo che provo a
fare. Alla fine si tratta solo di “capire!” come dice Ciro Greco nel
pezzo. Come ha detto Moe appena ascoltato “Uno qualunque” –“in un’epoca
simile va fatto in ’sto modo: vero e sensibile al contesto.” E se lo
dice ‘ndonie! Buona camicia a tutti.
source:http://www.moodmagazine.org/?p=1098
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