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Collettivo B.O.F su Fuoriluogo 14. Interrelazioni con Emanuela De Notariis

Published On 17 dic 2009 By movoloco. Tags: emanuela de notariis, IMAM, limiti inchiusi, silvia valente  

Questa settimana il nostro scanzonato sguardo, quello del collettivo B.O.F. (Brigata Osservazione Feste), si è soffermato su Fuoriluogo XIV- Interrelazionale: l’annuale esposizione di arte contemporanea organizzata dall’ass. culturale Limiti Inchiusi. La mostra di quest’anno si tiene a Campobasso ed a Termoli e prevede uno scambio di artisti tra queste 2 città, queste 2 anime della Galassia Molise così vicine e così lontane: l’una costiera, l’altra NO! l’una vicina all’autostrada, l’altra NO! In più, per pepare il tutto, espongono anche Emilio Fantin, Cesare Pietroiusti, Francesca Grilli, che hanno poco a che fare con la valle del Biferno, ma molto con l’arte italiana. Insomma ce ne è abbastanza da rabbrividire e sobbalzare. Noi del collettivo B.O.F. abbiamo intervistato Emanuela de Notariis, curatrice insieme a Silvia Valente dell’edizione di quest’anno. Le mostre sono allestite dal 12/12/09 al 7/1/10 a CB presso la Galleria Limiti Inchiusi (ex ONMI) in via Muricchio ed a Termoli presso la Galleria Civica di Arte Contemporanea. Visite in orario di ufficio. Free entry, anche durante le vacanze.

BOF: Perchè questa edizione si chiama “Interrelazionale”??

EDN: L’idea iniziale era quella di mettere in relazione tra di loro gli artisti ed i pubblici di Campobasso e Termoli, ma tutta la mostra verte sul concetto di interrelazione. L’opera d’arte in sè è qualcosa di interrelazionale, perchè stabilisce una relazione non solo tra l’artista e l’opera, ma anche tra l’osservatore e l’opera e quindi di riflesso tra l’artista e l’osservatore. L’opera d’arte è qualcosa attraverso cui ri – guardare il mondo in maniera diversa e questo non vuol dire necessariamente in maniera estetica. Voglio dire che queste opere non sono solo qualcosa da contemplare, a cui guardare dicendo “che beello!!” ma qualcosa da interpretare e davanti cui pensare. Insomma, nelle opere d’arte contemporanea, molto dipende dall’osservatore e dalla relazione che si stabilisce tra artista, opera ed osservatore. l’osservatore infatti, viene considerato a pieno titolo parte dell’opera stessa… All’edizione di questanno partecipano ad esempio due artisti che mettono al centro del loro lavoro la relazione con il “territorio”: Emilio Fantin e Cesare Pietroiusti. Sono due tra i più importanti artisti concettuali italiani. Hanno pensato un progetto specificatamente per il Molise, il che ci lusinga molto, infatti hanno organizzato (il 12/12) un laboratorio gratuito a cui sono invitati tutti quanti gli artisti che si trovano in zona!!…

BOF: Per capirci meglio…la tv non è interrelazionale??

EDN: Nelle opere d’arte sei tu ad entrarci dentro, la tv invece entra dentro casa tua. la tv è aggressiva, l’opera d’arte è riflessiva. la tv controlla il pensiero, l’opera d’arte lo stimola…vabbè dipende un pò dai programmi, ma perlopiù quello che vuole fare la tv è tramortire i pensieri, tramortire la facoltà critica della persona, l’arte invece vuole stimolarla…si tratta di una relazione diversa – io preferisco quella con le opere d’arte, voi??

BOF: ah – ehmm..Le domande le faccio io… Nelle tue opere c’è qualcosa di onirico e surreale, confermi? In che modo questo emerge anche nel tuo lavoro di curatrice??

EDN: Confermo… onirico e surreale, ma allo stesso tempo radicatissimo nella realtà, anche se potrebbe non sembrarlo..nel senso che nasce dalle mie riflessioni sul-reale e soprattutto sul relazionarsi tra gli esseri umani. Quando lavoro come critico d’arte non scelgo solo artisti affini al mio modo di fare arte. Entra in gioco una parte più ampia della mia formazione intellettuale. Sicuramente ci sono elementi che ricorrono un pò in tutti gli artisti contemporanei: usare l’arte per rielaborare le difficoltà della vita reale, esprimere un senso di frammentarietà, il “perdersi”…ma come critico e curatrice tendo comunque a staccarmi dal mio essere artista. il mio essere artista mi permette di sentire più intimamente l’arte dentro di me…e penso di essere più comprensiva verso le esigenze degli artisti, meno fredda, grazie a questa sensibilità.

BOF: Tra gli artisti che espongono c’è anche Francesca Grilli, a cui questo mese è stato dedicato un articolo su Flash Art (una delle più importanti riviste di arte, non solo del panorama italiano). Perchè bisognerebbe venire a vedere la sua istallazione??

EDN: Prima mi parlavi della tv e quindi del video. Vedere il suo lavoro vuol dire trovarsi davanti al medium video in maniera diversa dal solito. Il video di Francesca Grilli ti propone una esperienza poetica: c’è qualcosa di impalpabile, invisibile; ci sono delle sensazioni che lei riesce ad inserire nel video, che ti colpiscono…il suo video sarà esposto nell’atrio del Palazzo della Provincia di Campobasso un luogo di lavoro, di passaggio quoridiano. L’idea è quella di creare una pausa d’arte in un posto che normalmente appare… grigio.

BOF: Qual è la situazione dell’arte contemporanea in Molise??

EDN: Posso cambiare domanda?

BOF: Sì

EDN: No vabbè ci provo. Ci sto riflettendo. Sono tornata qui due anni fa, con tanto entusiasmo. Dopo aver passato 10 anni fuori, ho pensato che questa regione ha delle potenzialità di sviluppo per l’arte. ci sono anche un sacco di ragazzi che vogliono mettersi in gioco, che sono interessati a cose di questo tipo e non cè tutta questa ignoranza che si vuole attribuire al Sud in generale. Invece ti devi scontrare con le istituzioni, con l’ignoranza delle istituzioni, con l’arroganza della generazione adulta che ostacola e… ti passa la voglia

BOF: Che peso hanno le istituzioni? l’arte contemporanea secondo te si può fare solo grazie alle istituzioni o si possono trovare anche vie extra istituzionali??

EDN: Il problema è che in Molise gli unici soldi disponibili sono quelli istituzionali. Questo è giusto, perchè prima di tutto l’arte è qualcosa di pubblico e che fa bene. Ma l’arte porta anche sviluppo ed economia. io ho curato il festivall Art Shake a Termoli, alla galleria civica della città. Quel posto potrebbe tranquillamente diventare come la galleria civica di Trento: una risorsa turistica per la città. Il problema è che non ci si muove seriamente in questa direzione. Altre fonti di finanziamento potrebbero venire dai privati, ma qui è difficile: c’è ignoranza e l’arte è vista solo come evasione

BOF: Secondo te perchè un ragazzo tra i 18 e i 25 anni dovrebbe venire a vedere questa mostra??

EDN: Per vedere cosa bolle in pentola, avere nuovi stimoli, allargare i propri orizzonti mentali.

BOF: Come è stato lavorare con quelli della vecchia guardia, che organizzano questa manifestazione da più di 10 anni??

EDN: Ho trovato professionalità. C’è sempre da imparare da chi ha fatto esperienza sul campo e in questo caso anche sul territorio. Sono sempre aperta alle collaborazioni. Se tutti quelli che si occupano di arte in Molise collabborassero tra di loro, si potrebbe davvero migliorare. Spesso ci si fa solo guerra, perchè tutti mirano ad i fondi pubblici. Un’ ultima cosa vorrei dirla a voi di Movoloco: è giusto darsi una mano tra artisti molisani, ma non bisogna fossilizzarsi nell’etichetta “artista molisano”. Bisogna essere locali e globali, andare fuori, puntare in alto. altrimenti si continua ad agire soltanto tra queste quattro mura della regione.

Si ringrazia il collettivo B.O.F

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