movoloco
movoloco » arte » AMELIA FERRARI ALLA BIENNALE DI FIRENZE 2009

AMELIA FERRARI ALLA BIENNALE DI FIRENZE 2009

Published On 25 nov 2009 By movoloco.   

AMELIA FERRARI ALLA BIENNALE DI FIRENZE 2009

Dal 5 al 13 Dicembre 2009 Amelia Ferrari sarà presente tra gli artisti invitati alla Biennale di Firenze che si svolgerà nei locali espositivi della storica Fortezza da Basso. In questa edizione gli artisti partecipanti ed i visitatori avranno modo di incontrare, nell’ambito del ricco calendario di conferenze ed eventi collaterali, gli ospiti d’onore 2009: Marina Abramovich, Igor Mitoraj, Shu Yong. Gli Artisti della Biennale, provenienti da tutto il mondo, diversi per tradizioni etniche, linguistiche e religiose, trovano attraverso l’arte, il linguaggio comune per trasmettere i loro valori culturali. La Biennale, fin dal 2001 è partner ufficiale del programma delle Nazioni Unite “Dialogo fra le Civiltà”. Lo strumento d’azione di questo programma è il documento nel quale sono indicati i mezzi attraverso cui va promosso il dialogo. Fra questi si menzionano gli incontri tra esperti, intellettuali e artisti. La Biennale, partecipa al “Dialogo tra le Civiltà” con i suoi numerosi Artisti che da ogni parte del mondo giungono a Firenze a confrontarsi sul loro lavoro esprimendo una testimonianza di quei sentimenti di fratellanza, pace e solidarietà che rappresentano la base della convivenza civile tra i popoli.

per Informazioni: http://www.florencebiennale.org

BIOGRAFIA
Amelia Ferrari nasce a Cassino nel 1976.
Fino al 1996 vive a Isernia dove consegue la Maturità Classica e, successivamente, quella Artistica entrando in contatto con la pittrice molisana Anna Maria Farina e lo scultore Benvenuto Succi.
Nel 1997 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma dove approfondisce ed indirizza la propria impostazione artistica verso un interesse per la figura umana e le possibilità espressive delle sue forme anatomiche.
Nel 1998 si trasferisce all’Accademia di Belle arti di Firenze e, nel 2002 si diploma a pieni voti in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Firenze sostenendo la tesi in tecniche dell’incisione sull’artista espressionista Kathe Kollwitz.
Attualmente vive a Modena dividendosi tra pittura e insegnamento.
Negli ultimi anni ha esposto a Firenze, Pisa, Faenza, Roma, Aversa,Venezia, in Brasile, Portogallo e in New Jersey. Nel 2008 ha partecipato tra gli artisti selezionati alla Biennale dell’Unità d’Italia 2008 a S.Leucio (Caserta), mostra evento dedicata a Pablo Ricasso, presente con 26 tavole rappresentative della “Tauromachia” e, a Novembre 2008 è stata tra gli artisti selezionati per la Biennale d’arte Contemporanea di Lecce , edizione 2008.
Tra le ultime partecipazioni del 2009 la manifestazione “Startup” a Villa S.Isidoro (Macerata) con artisti provenienti da tutto il mondo, evento a cura di Roberto Ronca http://www.robertoronca.com
Maggiori informazioni sull’artista su http://www.liart.eu

CRITICA

Nella luce del tempo
La consistenza e l’evanescenza, il piacere e il dolore, la sconfitta e l’accensione, la tensione, lo sfinimento, le dissolvenze, i sussulti, i ripiegamenti e l’incanto vibrano, lampi di equilibrio, nell’intimo sentire. La pittura di Amelia Ferrari si arpiona, così, agli occhi ed al cuore. Fionda sensazioni elitarie, rasserenamenti inquieti, tenerezze ardenti, smemoranti abbandoni, acquisizione del vero oltre l’opaco apparire. Un mondo di urgenze interiori, uno sciame di voci bisbiglianti, raccolte, balenanti di luci, snervate di ombre splendenti, carezzate, disperse, rianimate, reinverate, sono tanta parte della stupefacente resa pittorica della grande Amelia Ferrari. Il niente si fa tutto. Si disfa, scompare, ritorna ancora, baluginio, scintillio di luce e colore, giallo fulgente, riflessi d’oro, nastri di rosso e di nero, nitore, bagliore, splendore di sole e di cielo, lame ebbre di chiaro, intrico di limpido vero, di mesto apparire, di mistero affatturante. La grande Amelia Ferrari, dalla sorvegliata e rigorosa consapevolezza tecnica, va tanto oltre i rigidi moduli di tendenze e di scuole. Non riporta il dato oggettivo. Lo decontestualizza e destruttura. Lo scompone, lo ritempra e rinnova. Gli esiti fattuali, mai statici, pulsanti, energici, vibranti, rimandano a rammemorazioni, evocazioni, allusioni, alla esigenza di disvelare il vero apparente e attingere quello segreto, più vero, più puro che si salda con la stringente necessità di esplicitare stati d’animo, i raccordi, le discrasie con una realtà ora appagante e ristoratrice, più spesso insipiente, asfittica e bara. Ma la Ferrari non affida all’alido concettualismo la sua suggestiva comunicazione pittorica. Ne scansa le secche risucchianti, si libera di un abbraccio tentacolare, come di morte. L’arte non può essere militante, non può dipingere soltanto idee. Esse scaturiscono dalle cose, da quelle che per l’artista diventano meta e mezzo di accostamento e evasione, di fuga e raccoglimento, di palpito vivo, di tenerezza inquieta. Amelia Ferrari ne è consapevole. In un’apparente fissità, fa riemergere l’interna evidenza delle cose, le lievitanti consistenze, l’intimo messaggio, lo “slancio vitale”. Il segno e il colore, che si caricano di significazione, circoscrivono il bello, la sua vaghezza, il suo fascino eterno ed uguale, la mormorante sensuosità, l’inebriante divenire. E la luce buca e accende anche l’ombra, le figure immote, irrigidite, ma onde di luce e colore, creano atmosfere turgide e rarefatte, pencolanti fra la terra ed il cielo, sospensione di tensioni e passioni. L’emozione fluttua, ardente e silenziosa, lieve, fervente, eccitata, incantata. Alimenta echi, attese, ritorni. Ma l’ansia del bello cerca e trova conforto. L’armonia trascorre la forma e il colore. Le autoilluminazioni della Ferrari travestono e vivificano il dato reale, lo adagiano, tra energia e seduzione, purezza e lievitante distacco nel bello mai freddo ed inerte in un vertiginoso e inesondabile scenario che dilata le mordenti e placate emozioni. La Ferrari dipinge la vita. Ne fissa, sulla tela, tremori, stupori, sospiri, l’intima essenza della complessità umana. La stilizzazione asseconda l’empito creativo in una consapevolezza misurata che si scolla da risoluzioni tumultuose, corrosive e scomposte, e cerca e trova varchi nelle abbaglianti urgenze di equilibrio dei tempi del cuore.
Luigi Crescibene (giornalista , scrittore e critico d’arte- Salerno)

“Sono memorie. Angoli di amaro vissuto. Su di una tela che viaggia seguendo la scia del sogno. Si vestono come ombre. Fatte di estenuanti tormenti, attese gravose e sospensioni acerbe. Opere d’arte che non possono non essere il prodotto vivo dell’inconscio. Che incarnano le suggestioni di una miticità sfaldata, sconvolta, sgominata. Gravida di quella materia che, vittima consapevole di un’emozione pressante, viene decomposta e filtrata sotto luce nuova. Inquietante. Conturbante. E misteriosamente seducente.
Non è il fuori che cerca, Amelia Ferrari. Ella non lo nega. Ma è ben capace di annullarlo. Poiché fra le pieghe e le piaghe di un volto senza nome, un dolore senza faccia, si avverte il respiro delle cose infinite”.

Valentina Basile (- Sarno -SA- )

Nei lavori di Amelia Ferrari si coglie bene lo studio delle forme espressive dell’anatomia umana. Tanti corpi dalle forme contorte e accentuate, raffigurazioni sperimentali che fanno da soggetto a dipinti forti e carichi di pathos. A tratti sembra di scorgere frame di animazioni giapponesi e terribili incubi astutamente portati alla luce. Il tutto avviene in una sorta di auto-esorcismo che porta su tela il risultato di una geniale immaginazione.
Jean Marc Mangiameli (Giornalista “Ok Arte” , Milano)

Ammirando i suoi quadri si evince una ricerca artistica in continua evoluzione, estremamente introspettiva e appartenente ad un mondo interiore ricco di un vissuto personale eterogeneo. E’ la fragilità umana la protagonista indiscussa, ma una fragilità che si modella, che si forma, che si plasma sotto i colpi del pennello della Ferrari, mediante raffigurazione di immagini spesso esuberanti, corpose, paradossali. Per questo le sue tele affascinano ed incuriosiscono, perché si pongono come specchi distorti di una realtà “altra”, in cui non è la bellezza classica della figura umana a farla da padrone, ma dove l’artista lascia allo spettatore il compito di interpretare ciò che vede, senza alcun pregiudizio. Con una visione pittorica molto personale Amelia Ferrari costruisce quadri sinuosi e inquietanti, misteriosi e plastici. Un linguaggio-mondo tutto da scoprire tra le piaghe di corpi contorti.
Caterina A. Stuppia (Giornalista Direttrice Ephemerides,Salerno)

“Pensieri liberi” Nelle opere dell’artista Amelia Ferrari emerge una forza creativa prorompente che indubbiamente riflette il suo tormentato mondo interiore. In tutte le fasi della sua ricerca artistica si coglie il desiderio di condividere le sue passioni, emozioni, vissuti ed anche se gli approcci tecnici o stilistici possono sembrare differenti, il filo conduttore della sua ricerca è quasi sempre unico: il corpo umano, sezionato in tutte le sue sfaccettature, deformato, aggrovigliato, lacerato.
I moti della sua anima, dolce, tenera, ma anche malinconica, si sfaldano nei luminosi transiti cromatici che rimandano a dinamiche metamorfiche, giochi di memoria, intuizioni, guizzi e metafore oniriche. Nelle sue figure stilizzate, sospese tra voli di psiche e immersioni inconsce, c’è la presenza dolorosa di una donna che viaggia nei misteri della vita, ne racconta le suggestioni, ne coglie gli attimi fuggenti.
In ogni colore, linea, forma, c’è un pezzetto di sé e della sua vita la quale si schiude in mille rivoli che, spesso, riconducono ad un dolore sordo, non ancora metabolizzato.
Le figure rappresentate nelle sue concrezioni, di solito femminili, si cercano, ma non si trovano; c’è sempre uno slancio “spezzato” segno di chi avverte, con forza, la dolorosa presenza della solitudine. Senza avere la consapevolezza di queste premesse non è possibile entrare nell’universo di Amelia Ferrari; un mondo magico, non di favole, lustrini e paiette, ma didonne in carne e ossa portatrici di criticità, problemi, affanni, ma anche poderosi slanci ideali e aneliti dilibertà. Lorenzo Basile (artista-Salerno)

La pergola Arte (Catalogo Artisti 2007)Firenze
Giovane artista di coerente espressione pittorica.le sue opere hanno una magnifica pasta lavorata che abbina a soggetti particolari che esplicano l’essere più intimo della donna. Interessante la sua interpretazione che ci propone una visione tra il fantastico ed il reale. Donna di oggi, con tematiche di attuale concezione, per una rappresentazione disinibita delle luci e delle ombre della femminilità contemporanea.
Michael Musone (critico d’arte, Firenze)

“Gli antimodelli di Amelia Ferrari”
Le dilatazioni formali – informali hanno cariche tonali, eleyson vocali, osanna di invadenze cromatiche. In un “diletto” del segno si trasale l’imperfezione dei corpi per prediligere la plasticità.Sono le attrazioni della senilità, quelle di Amelia Ferrari, nella danza delle ore:elementi, inclementi, tra rughe e seni cadenti, le trasformazioni sono “fascino”.Ecco un capoverso di tulipano dentro un seno non più florido, pur sempre fiore da cogliere in un sentimento tutto cromatico, abbagliante, con ancora la sua attraenza.I modelli di Amelia sono gli “antimodelli”, fattori esponenziali delle esperienze, riportate sulle tele. Giochi psichedelici scandiscono il segno, fusioni tra formale e informale, dilatazioni per generazione spontanea. “oh beata senectus qui fecit homus rectus!” E’ un “intelligere” a tutto tondo dentro a campiture di colore. Il reticolo ci irretisce senza invadenza. Un’immersione piena ed esclusiva dentro formule di colore “germinale”. Ancora una volta l’antimodello riesce ad essere “generante” e le idee si fondono e diffondono in dilatazioni caledoscopiche, aspersioni didascaliche, dov’è ancora il segno ad ad incidere passaggi, parole conianti e conii riverberati nelle immagini. Tutto si rifrange dagli elementi per l’effetto creativo che congiunge e coniuga, tra specchi di riflessi interiori, le scansioni di una vita. E’ il metro ritmico dell’infinita poesia degli elementi, un piede che scandisce etamburella passi lunghi o brevi negli anni. Metafora sempre attuale dove gli antimodelli restano a stimolare, nelle pieghe delle rughe, come anse di fiume dove scorrono le nostre irripetibili esistenze di creature vere e non di artificiali “sex simbols”.
Sandra Lucarelli (critica d’arte, Pisa)
Materia e dissolvimento delle proporzioni del reale per sondare l’estrema duttilità di forme anatomiche provenienti dall’inconscio bisogno di misurare il possibile. Forzature e linee di confine tra il reale e la sofferenza, rappresentate dalla Ferrari con spinte e forze esplosive. Colori caldi e rossi onnipresenti per un sanguigno temperamento alla ricerca dell’esito finale. Non il bello, ma il sondare oltre ogni forza naturale le possibilità della mente di rappresentare il dilatante corpo femminile. Incontri e fusioni, brandelli e moncherini di una figurazione che dalla figura ci riporta solo i palpiti, sentiti dall’artista nell’atto compositivo, ma quel corpo è il suo, reale e pieno di slanci.
Giovanni Nappa (critico d’arte, Napoli)
Le forme organiche, che si riferiscono alla natura e agli organi, assumono una sorprendente sensualità in quest’artista, mostrando come l’uso del colore sia in grado di suscitare le più svariate sensazioni. Imparare a lavorare con queste diverse connotazioni è il risultato di un processo di miglioramento costante, poichè la pittura, nel suo senso primario, può essere vista proprio come una costante sfida progettuale nei confronti della tecnica.
Oscar D’ambrosio (critico d’arte, San Paolo, Brasile)

Tweet
« Banner Bitzmob
Il cantautore molisano Michele Bucci al MEI 2009 »
Mastropaolo, Serra e la dimensione onirica degli ‘Animaluomini’

Mastropaolo, Serra e la dimensione onirica degli ‘Animaluomini’

- 21 mag 2012  

Interesse e spunti di riflessione, cultura e senso estetico: la bipersonale di Cinzia Mastropaolo e Mario Serra ha suscitato tutto questo. E solo nel giorno inaugurale. La mostra è stata aperta sabato sera nella sala AxA della Palladino Company dove a parlare, attraverso le intuizioni di relatori, appassionati e operatori culturali di qualità, sono stati i venti quadri esposti, dieci per artista.

La collezione del Premio Termoli in restauro

La collezione del Premio Termoli in restauro

- 18 mag 2012  

La collezione che vale una fortuna in restauro: "Ora i quadri si potranno ammirare"Ventuno opere del Premio Termoli della sezione storica degli anni ’50 e ’60 in restauro da circa 10 giorni. Equilibrarte, ditta appaltatrice dell’incarico, sta ope...

Molise – Notte dei Musei 2012

Molise – Notte dei Musei 2012

- 18 mag 2012  

Notte dei Musei - TermoliNotte dei Musei - VenafroNotte dei Musei - Gambatesa Gambatesa, programma interventiLa decorazione pittorica del Castello di capua. Aspetti tecnici e conservativi. Michelangelo CarozzaMito e Allegoria nel Cinquecento. Il c...

Alla Palladino Company scocca l’ora dei campobassani – Cinzia Mastropaolo e Mario Serra inaugurano ‘Animaluomini’

Alla Palladino Company scocca l’ora dei campobassani – Cinzia Mastropaolo e Mario Serra inaugurano ‘Animaluomini’

- 16 mag 2012  

  • blog

    • Mastropaolo, Serra e la dimensione onirica degli ‘Animaluomini’
    • La collezione del Premio Termoli in restauro
    • Molise – Notte dei Musei 2012
    • LA SPOSA PERPLESSA al PROSCENIO di ISERNIA – sab 19 e dom 21 MAGGIO
    • Alla Palladino Company scocca l’ora dei campobassani – Cinzia Mastropaolo e Mario Serra inaugurano ‘Animaluomini’
    • I Colori delle Emozioni. Il collezionismo di Giuseppe Ottavio Eliseo e Michele Praitano per Campobasso e il Molise
    • VIS a VIS – Artists in residence project
    • Festival della Canzone Dialettale Molisana “23° edizione”
    • Al via il Primo Concorso Letterario Regionale “Faifoli – Montagano”
    • Elio Franceschelli – Minimal-Animal al liceo Romita

    mzin

    tags

    Brigante Sound Luca Tozzi Helena Manzan NATRON PSYCHOPATHIC ROMANTICS Marcello Tronca Marlene Kunts Francesco Marziani duo sara d'uva julie meitz Christian D'Andrea Michelangelo Janigro simone sala Postit Petra Magoni Quintorigo tiziana ercoli musica fotografia Picchiello THE NIGHT SKINNY enrico brignano concerti Manuela Mandracchia BlackBox madkid andrea grosso CLEMENTINO Leo Quartieri sei torri Tonino D’Erme Carlo Terenzi THE ROAR AT THE DOOR STRANGE FEAR Liccardo mario lanza Aliaksandra Baraukova Armageddon in the Park - Metal Fest danza Jesse Roberts band carota selvatica Giacinto Occhionero Alvia Reale Nicola Macolino Dellera IMAM MoliseCinema Sabbie Mobili RAGNAROK LIVE PUB Luigi Mastrangelo musicopolis Serra uli Lino Strangis Ucciferri Zenitmagazine il tratturo Irene Petrafesa Orchestraccia the Highway 61 après la classe BOOM(is an)EXPLOSION Carlo Cicanese Festival Adriatico delle Musiche GEORGEANNE KALWEIT Milena Gargiulo BAG Produzioni Cinematografiche postoesposto NATTY BO hiphop BARBARA DENNERLEIN 3ttnika Alberto Burgo AGNONE MUSIC FESTIVAL zhanco Antonio Florio Francesco Rescio TRODDEN SHAME Alessandra Dinatolo Claudia Giannotti Puverille D’Amicantonio Maurizio Faya Revolution silvia valente Enzo Cucchi skarpari soupy records costantino colagrossi Marco Ohm Francesca Antonello

    archivio

    home

    • home
    • cont@ct
    • archivio
DarkGloss WordPress Theme By MagPress
Thanks To Free MMO Games | VPS Hosting | Video Hosting
Copyright © 2012 movoloco All Rights Reserved.