“Perchè farci colonizzare da Zelig o Colorado? Bravi attori ne abbiamo”
di Charles N. Papa
TERMOLI – La voglia di fare, di forgiare, di creare, di plasmare, di uscire da stereotipi mediatici di cassetta. Ugo Ciarfeo, regista molisano da sempre accanto ai giovani, direttore della compagnia “L’altro teatro” , docente della scuola di teatro “Alessandro Moissi”, con 23 testi diversi messi sù negli ultimi due anni, avrebbe da dire su come organizzare e trasformare le potenzialità attoriali presenti sul territorio. Dopo una lunga esperienza a Roma con “Il piccolo teatro” con il quale ha girato tutta l’Italia, nel 1987 (e sino ai primi ‘90) fonda e dirige, con alcuni professionisti locali, l’accademia di teatro “Eleonora Duse”, lì si forgiano Antonio Rampino, Lino D’Ambrosio, Pasquale Arteritano. Oggi Ugo Ciarfeo sente che è arrivato il momento di chiedere, non foss’altro per la sua lunga esperienza, per la costanza dei suoi laboratori e dell’accademia che dirige con successo (Silvio Nanni, ora con Enrico Lo Verso, uno degli ultimi ad uscire dalla stessa).
Lo sentiamo al telefono in una pausa durnate le lezioni: Signor Ciarfeo, cosa è accaduto negli ultimi cinque anni? “In ordine temporale, l’ultima nata è la scuola di teatro “Alessandro Moissi” a Campomarino. Nata tre anni fa e ancora oggi forse l’unica, ad avere corsi regolari, docenti, alunni, attestato di fine corso”. Insomma sempre un vivaio pieno? “Certo. Come nei teatri stabili, cerco di avere sempre giovani talenti pronti. Quest’anno ci sono sette attori che secondo me sono molto bravi. Pensa che hanno fatto 23 spettacoli in tre anni, sono tanti!”. Lei dunque non solo dirige, ma forma attori in erba. “E nessuno coglie questa presenza stabile nel Molise? Un’azione continuativa, tra scuola e spettacoli”. Chi secondo lei dovrebbe accorgersi di quest’opera di istruzione e divulgazione, anche di minoranze linguistiche? “Intanto sono risentito con l’assessorato alla Cultura della Regione Molise e con l’assessore Arco. Ho presentato il progetto di una favola albanese nel mese di febbraio, a luglio, dopo che mi era stato assicurato che si poteva fare, mi hanno escluso dai finanziamenti della Comunità Europea sulle minoranze linguistiche, 7 in Molise che hanno avuto 7mila euro. Non mi hanno mai spiegato perchè mi hanno fatto fuori. Intanto mi sono fidato della parola, su questo ha preso impegni con attori e ballerini. E la faccia l’ho persa io”. E come si mantiene la sua compagnia? “Alla giornata. Anticipiamo tutto noi”. A cosa sta lavorando ora? “A Termoli siamo pronti per la stagione invernale. Abbiamo sei spettacoli alla Galleria Civica da novembre a marzo. Poi altri cinque al teatro Verde in estate”. Come gestire le potenzialità attoriali presenti sul territorio? “Intanto cominciando a non farci colonizzare da artisti come quelli di Zelig o Colorado come fa l’agenzia di Limongi durante l’estate. Riempire il teatro Verde con nomi mediatici, non vuol dire certo fare cultura. Perchè consumare soldi pubblici per attori che si vedono continuamente in tv, quando invece possono essere investiti sulle risorse locali? Io con la mia compagnia ho riempito, l’estate scorsa, per sei sere il teatro Lumière. Perchè dunque non indirizzare fondi a chi, come me, spende energie del territorio, sul territorio? Quale sarebbe la prima cosa che farebbe se avesse facoltà? “Convoglierei energie per un teatro Stabile, vorrei costantemente giovani attori con tanta voglia di fare, e produrrei spettacoli. Certo un luogo fisico dove fare tutto ciò sarebbe il minimo”.




