di Charles N. Papa
Il censimento dei teatri inattivi in Italia conferma l’indifferenza verso siti dimenticati
In Italia censite 428 sale inutilizzate, 4 chiuse in Molise
La chiusura di un teatro, il suo non utilizzo, è un’affronto alla cultura di una città, alla crescita culturale di una popolazione.
Un teatro chiuso è una tristezza al solo vederlo. Uno schiaffo improvviso, doloroso e che lascia il segno delle dita. E’ così che chi lavora, a qualunque titolo, ma anche chi ha coscienza dell’arte da palco, sente la chiusura di un teatro. La tristezza infinita di una catena che tiene unite le maniglie dell’ingresso, sono il simbolo della disfatta culturale di una società. Il chi è di scena? che non echeggia nei camerini, un silenzio assordante. I gravi danni arrecati nel passato, a teatri come La fenice di Venezia o il Petruzzelli a Bari e la loro rinascita, fanno intuire quanta voglia di riscatto c’è da parte di chi produce cultura.
I tagli al Fus (Fondo unico spettacolo) nel periodo 2009-2011) incidono ancorpiù nel legittimare azioni volte alla ristrutturazione e alla riapertura di sale chiuse. Secondo il censimento dell’associazione ‘Teatri aperti’, in Italia sono 428 le sale chiuse. Record negativo in Sicilia dove sono inattive ben 59 sale, Lombardia 57, Toscana 39. In Abruzzo e nelle Marche sono rispettivamente 9 e 16 i sipari abbassati.
Il censimento di ‘Teatri aperti’ conta quattro sale chiuse in Molise: il cine-teatro Ariston di Campobasso, il cine-teatro Fulvio di Guglionesi, il teatro del Cenacolo culturale ad Agnone e il cine-teatro San Domenico di Venafro.
Di queste non si sa la destinazione nei prossimi anni.
L’Ariston nel capoluogo, con oltre mille posti a sedere, è stata una sala cinematografica importante e un palco che ha visto passare artisti del calibro di Goran Bregovic, Fiorello, Beppe Grillo, Ivano Fossati, Elio e le storie tese, il Rocky horror picture show, Forza venite gente. L’ultimo spettacolo teatrale il 3 febbraio 2005 con Francesco Paolantoni e Syria nel cartellone Atam.
La sala fredda scatenò numerose polemiche, soprattutto da parte degli attori, che non mancarono di punzecchiare anche dal palco. Fu l’ultimo volta che il sipario calò sul teatro Ariston.
L’indagine condotta da “Teatri Aperti” prende il via nel settembre 2006 e termina nel marzo del 2007.
Gli spazi teatrali chiusi, abbandonati, in ristrutturazione, inagibili, che l’indagine ha scovato, denota la grave carenza culturale che manca in molte parti d’Italia e la strana vicenda di alcuni teatri, come quella della più recente costruzione teatrale in Italia, a Bronte in Sicilia, il teatro fu inaugurato nel 2001 e nel 2006 già chiuso per resturi, o quella curiosa motivazione “chiuso per mancanza di iniziative” che fa perdere ben 237 posti a sedere a Pescara in Abruzzo per l’auditorium Luigi Sciarretta.




