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Intervista ai POSTIT (da notiziario Italiano)

Published On 20 ago 2009 By movoloco. Tags: mei, Postit  

INTERVISTA AI POSTIT
I problemi tecnici, si sa, possono sempre verificarsi. E la bravura di chi, dal palco, deve tenere conto non solo di quella che può essere l’emozione, la possibilità di non piacere al pubblico, ma anche una rottura improvvisa di mi cantino o di un jack, è proprio quella di non demoralizzarsi e continuare a dare sempre il meglio di sé. Ed i Post It, che escono dal contest con la possibilità di partecipare al MEI di Faenza, non si demoralizzano affatto. Anzi, per ogni fruscio non voluto dalle casse e per ogni abbassamento di volume non pianificato, i ragazzi dal palco saltano più in alto, sudano di più, e aumentano la foga con cui si danno al pubblico. Subito dopo il loro live al palco Contest del Matese Friend Festival (cliccate qui per l’intero reportage sull’evento), si sono dimostrati subito disponibili per una breve intervista.

Quando e dove nasce il progetto Post It?

Noi siamo di Campobasso e suoniamo insieme da due anni con questa formazione ma i Post It nascono già da prima, dalla collaborazione tra me (il bassista n.d.a.) e l’attuale chitarrista.

Il vostro è un genere musicale, esclusivamente strumentale, non adatto alle masse: è estremamente ricercato, e per piacere deve essere ascoltato da gente già predisposta. Come mai avete deciso di percorrere una strada così tortuosa?

Il progetto originario era strettamente strumentale, quindi non c’è mai stata l’idea di aggiungere qualcuno che desse la sua voce alle nostre composizioni. Si è evoluto solo con l’aggiunta di due nuovi elementi, in forma di quartetto. Ci rendiamo conto che per aprirsi ad un certo tipo di pubblico sarebbe necessario non solo avere un cantante, ma anche seguire lo schema classico delle canzoni cosa che noi non facciamo. Ma è ciò che ci piace fare, quindi il problema non sussiste. E ne siamo così convinti che andremo avanti su questa strada, il resto non importa.

E lo state facendo con ottimi risultati, considerando il livello che avete raggiunto. Alle vostre spalle aveta già qualche lavoro?

Abbiamo finito un mese fa la registrazione del disco che, al momento, non è ancora disponibile. Stiamo rivedendo gli ultimi dettagli e questo porta via del tempo. La musica strumentale ha altre problematiche, anche in fase di registrazione. Abbiamo qualcosina già incisa, ma si tratta di live e compilation con nostri brani, ma sempre in registrazione diretta, quindi niente studio. Adesso abbiamo deciso di fermarci un attimo e lavorare ad un disco in studio.

Riguardo il processo creativo, come capite che il pezzo è finito e non dovete più lavorarci su, considerando che non seguite la struttura-canzone “verso-ritornello-verso”?

Il pezzo si evolve naturalmente. La composizione nasce da un’idea che può essere di chiunque di noi, convogliando il gruppo verso un fine unico e verso altre idee. Viene quasi naturale capire il momento in cui bisogna dire stop e chiudere il pezzo. E questa sorta di automatismo, è il frutto della nostra attesa, si parla di quasi un anno e mezzo, prima del primo live. Per tutto quel tempo abbiamo lavorato in sala sulla composizione e sull’arrangiamento che ormai non c’è neanche bisogno di parlare per capire che il pezzo è pronto. Non possiamo negare che siamo molto legati agli arrangiamenti.

E visto che la vostra musica è solo strumentale, è di sicuro una cosa fondamentale. Parliamo un po’ di Campobasso: ci sono spazi a disposizione per suonare? Com’è la scena emergente nella vostra città?

Ci sono davvero pochi spazi, ma è un problema che investe tutto il Molise. Per noi, in particolare, non avendo un confronto ovvio con altre band, se non giusto un paio in regione che fanno qualcosa di simile a noi, non ci andiamo ad accavallare con altre date. Per quanto riguarda invece la musica di massa dal vivo, è tutto più ristretto. E la nostra decisione di rodare i nostri brani con più di un anno di studio, è motivata anche dal fatto di voler andare in studio davvero convinti e concentrarci maggiormente sul prodotto.

Se qualcuno volesse sentire qualche vostro pezzo, come può fare?

C’è a disposizione il nostro Myspace, www.myspace.com/bandpostit dove si possono ascoltare alcune registrazioni live dei nostri brani.

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